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  • » 10/11/2014, 00.00

    VATICANO

    Papa: Senza la fede non si può vivere perdonando sempre e senza dare quello scandalo che "distrugge"



    Scandalo "è dire e professare uno stile di vita - 'sono cristiano' - e poi vivere da pagano, che non crede in nulla". Questo dà scandalo "perché manca la testimonianza", mentre "la fede confessata è vita vissuta". "Dobbiamo perdonare, perché perdonati. E questo è nel Padre Nostro".

    Città del Vaticano (AsiaNews) - Senza la fede non si può vivere perdonando sempre e senza dare quello scandalo che "distrugge" e verso il quale Gesù ha usato parole durissime. L'ha detto papa Francesco nell'omelia della messa celebrata oggi a Casa santa Marta, sottolineando le tre parole chiave del Vangelo di Luca: scandalo, perdono, fede.

    "Guai a chi scandalizza", dice Gesù, mentre nella Lettera a Tito, san Paolo indica come debba essere lo stile di vita di un sacerdote - non violento, sobrio - in una parola "irreprensibile", ovvero agli antipodi dello scandalo. Ma questo vale per tutti i cristiani. Scandalo "è dire e professare uno stile di vita - 'sono cristiano' - e poi vivere da pagano, che non crede in nulla". Questo dà scandalo "perché manca la testimonianza", mentre "la fede confessata è vita vissuta". "Quando un cristiano o una cristiana, che va in chiesa, che va in parrocchia, non vive così, scandalizza. Ma quante volte abbiamo sentito: 'Ma io non vado in Chiesa - uomini o donne - perché è meglio essere onesto a casa e non andare come quello o quella che vanno in Chiesa e poi fanno questo, questo, questo...'. Lo scandalo distrugge, distrugge la fede! E per questo Gesù è tanto forte: 'State attenti! State attenti!'. E questo ci farà bene ripeterlo oggi: 'State attenti a voi stessi!'. Tutti noi siamo capaci di scandalizzare".

    Tutti dovremmo invece saper perdonare. E perdonare "sempre", come insegna Gesù, che invita a farlo anche "sette volte in un giorno" se chi ci ha fatto un torto ce lo chiede pentito. Gesù, ha evidenziato Francesco, "esagera per farci capire l'importanza del perdono", poiché "un cristiano che non è capace di perdonare scandalizza: non è cristiano". "Dobbiamo perdonare, perché perdonati. E questo è nel Padre Nostro: Gesù lo ha insegnato lì. E questo non si capisce nella logica umana. La logica umana ti porta a non perdonare, alla vendetta; ti porta all'odio, alla divisione. Quante famiglie divise per non perdonarsi: quante famiglie! Figli allontanati dai genitori, marito e moglie allontanati... E' tanto importante pensare questo: se io non perdono non ho, sembra che non abbia diritto - sembra - ad essere perdonato o non ho capito cosa significa che il Signore mi abbia perdonato. Questa è la seconda parola, perdono".

    Si capisce allora, ha concluso il Papa, "perché i discepoli, sentendo queste cose, abbiano detto al Signore: 'Accresci in noi la fede'". "Senza la fede non si può vivere senza scandalizzare e sempre perdonando. Soltanto la luce della fede, di quella fede che noi abbiamo ricevuto: della fede di un Padre misericordioso, di un Figlio che ha dato la vita per noi, di uno Spirito che è dentro di noi e ci aiuta a crescere, della fede nella Chiesa, della fede nel popolo di Dio, battezzato, santo. E questo è un dono, la fede è un regalo. Nessuno con i libri, andando a conferenze, può avere la fede. La fede è un regalo di Dio che ti viene e per questo gli apostoli chiesero a Gesù: 'Accresci in noi la fede!'".

     

     

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