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» 18/11/2013
VATICANO
Papa: per la conclusione dell'Anno della fede l'esortazione apostolica Evangelii gaudium
Il documento verrà consegnato simbolicamente a un vescovo, a un sacerdote e a un diacono, durante la messa conclusiva dell'Anno della fede, rito che vedrà, per la prima volta, l'esposizione delle reliquie di san Pietro. Gli altri "gesti" che concluderanno questo tempo saranno la visita che Papa Francesco farà al monastero delle Monache Camaldolesi all'Aventino, giovedì prossimo e sabato la giornata dei catecumeni.

Città del Vaticano (AsiaNews)  - Un documento di papa Francesco, l'esortazione apostolica Evangelii gaudium, concluderà l'Anno della fede. Sarà pubblicata martedì 26, ma già domenica prossima il Papa la consegnerà simbolicamente a un vescovo, a un sacerdote e a un diacono, durante la messa conclusiva dell'Anno della fede, rito che vedrà, per la prima volta, l'esposizione delle reliquie di san Pietro. Saranno due dei tre "segni" che evidenzieranno il valore del momento. Il terzo sarà un "gesto di carità" a favore della popolazione filippina di Haiyan.

Il significato e la svolgimento dei "gesti" che concluderanno questo Anno della fede sono stati illustrati oggi da mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio consiglio per la promozione della Nuova evangelizzazione, che ha anche evidenziato tre momenti che concluderanno un tempo "dedicato completamente a ravvivare la fede dei credenti" e che "il popolo di Dio sparso nel mondo intero ha vissuto con grande intensità". Il primo sarà la visita che Papa Francesco farà al monastero delle Monache Camaldolesi all'Aventino, giovedì prossimo, 21 novembre. "Una visita breve, ma significativa. Quel giorno è da diverso tempo riservato ai "pro orantibus". Una giornata, quindi, dedicata a chi ha compiuto la scelta della vita di clausura, come dedizione privilegiata per una vita di preghiera e di contemplazione. La scelta di questo Monastero è dovuta al fatto che queste monache, a partire dal Concilio Vaticano II, hanno rivisitato la loro regola, cercando di ritornare alle origini del loro carisma. Secondo una antica tradizione, probabilmente proprio sull'Aventino si hanno le prime tracce di vita monacale femminile a Roma. Il Papa si fermerà in preghiera con le monache, che in questi anni hanno aperto il loro monastero alla condivisione della lectio divina e della mensa dei poveri. Un aiuto che va incontro alla duplice esigenza della fede: scoprire la ricchezza della Parola di Dio e condividere la propria mensa con chi non ha da mangiare".

Un secondo segno sarà vissuto nel pomeriggio di sabato 23 novembre e sarà dedicato ai catecumeni, circa 500 dei quali saranno presenti. Saranno di 47 nazionalità diverse, dei cinque continenti. ""Mi piace ricordare in particolare, catecumeni dalla Russia, Moldavia, Bosnia Erzegovina, Egitto, Marocco, Algeria, Cina, Kirghizistan, Mongolia, Cuba...". Papa Francesco riceverà trentacinque candidati al catecumenato all'ingresso della Basilica di san Pietro e porrà loro le domande tradizionali del rito: "Qual è il tuo nome?; Che cosa domandi alla Chiesa di Dio?; E la fede che cosa ti dona?". Il segno della croce sulla loro fronte e l'accoglienza nella chiesa diventano il segno evidente del cammino che questi giovani intraprendono per giungere un giorno a confessare personalmente la fede". "Per molti cristiani che spesso non vivono il battesimo e per tanti che sentono vivo il desiderio di Dio, questo momento potrà diventare una provocazione per riscoprire la novità della fede. Insomma, un segno per tutti per ritrovare la bellezza del battesimo e la vita nuova che in Cristo ci è stata donata".

Ancora a proposito della messa conclusiva, mons. Fisichella l'ha definita "un impegno che la Chiesa è chiamata ad assumere. Credere significa anche partecipare ad altri la gioia dell'incontro con Cristo. L'Esortazione del Papa, quindi, diventa una missione che viene affidata a ogni battezzato per farsi evangelizzatore". "Simbolicamente, il Papa consegnerà la sua Lettera a un vescovo, a un sacerdote e a un diacono scelti tra i più giovani ad essere ordinati; provengono rispettivamente dalla Lettonia, Tanzania e Australia. Ci saranno poi dei religiosi e religiose e seguiranno rappresentanti di ogni evento di questo Anno della fede: dei cresimati, un seminarista e una novizia, una famiglia, dei catechisti, un non vedente - a cui il Papa consegnerà la sua Lettera in Cd-rom tale da essere riprodotta in forma auditiva - dei giovani, delle confraternite, dei movimenti. Abbiamo aggiunto due espressioni rappresentative per l'alto valore che possiedono: degli artisti per far evincere il valore della bellezza come forma privilegiata di evangelizzazione; sarà presente per questo Etsuro Sotoo, scultore giapponese famoso per la sua collaborazione alla Sagrada Família e Anna Gulak giovane pittrice polacca. Inoltre, due rappresentanti del giornalismo per attestare il grande impegno e promozione che svolgono quanti si dedicano a questo servizio, che rappresenta sempre più una nuova forma di cultura con cui la Chiesa sente l'urgenza di confrontarsi e di sentirsi aiutata e sostenuta nell'opera di evangelizzazione".

Ma se l'Anno della fede si conclude, "continua ora il desiderio per mantenere vivo l'insegnamento che in questi mesi abbiamo ricevuto. Il popolo di Dio sparso nel mondo intero ha vissuto con grande intensità questo momento. Il numero di oltre 8 milioni e mezzo di pellegrini che si sono recati alla Tomba di Pietro per professare la fede, è solo un segno tra i più piccoli, anche se significativi, che rimarranno nel nostro ricordo. Ciò che è stato vissuto a livello locale è impossibile descriverlo in pienezza. Micro iniziative che in tutto il mondo hanno evidenziato quanto la fede permanga viva e dinamica in mezzo ai fedeli a testimonianza della pietà e del profondo senso religioso che è presente nel nostro popolo. Momenti per ricordare l'insegnamento del Vaticano II, catechesi sulla fede, celebrazioni varie, testimonianze di carità, attività culturali di diverso genere... tutto questo permane come un segno che attesta l'impegno dei cristiani nel mondo. Insomma, questo Anno è stato realmente un'esperienza di grazia che ci porteremo dentro con rinnovato senso di gratitudine al Signore per quanto ci ha fatto vivere. Abbiamo ricevuto testimonianze commoventi che restano come documento vivo di una fede che sa dare significato alla vita anche nei luoghi più nascosti, di povertà, di sofferenza e là dove i cristiani sono una esigua minoranza. La fede ha unito e permesso di ricordare a tutti il fondamento del nostro credere: Gesù Risorto speranza per una vita nuova".

 


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