21/03/2016, 11.05
HONG KONG
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Pasqua a Tai Po, anziani e bambini abbracciano l'amore di Cristo

Oltre 70 catecumeni adulti battezzati nella  Veglia pasquale; bambini il giorno di Pasqua e decine di anziani, battezzati la domenica della Divina misericordia. Il parroco, missionario del Pime p. Bonalumi: “La grazia del Giubileo ha riportato moltissime persone alla fede, la nostra migliore evangelizzatrice è una donna sopravvissuta al suicidio che ha conosciuto Gesù in ospedale”. Nella diocesi di Hong Kong oltre 3.200 battesimi.

Hong Kong (AsiaNews) – La “migliore evangelizzatrice” della comunità cattolica di Tai Po è una donna sopravvissuta al suicidio: “Ha conosciuto Gesù in ospedale, mentre era ricoverata dopo il tragico gesto da lei compiuto. Grazie alla visita di una suora ha incontrato la fede cattolica, e la veglia di Pasqua sarà battezzata insieme a decine di altri adulti. È un segno della grazia di Dio”. Lo racconta ad AsiaNews p. Luigi Bonalumi, missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime) e parroco della chiesa dedicata al Cuore Immacolato di Maria nei Nuovi Territori di Hong Kong.

In parrocchia, racconta p. Bonalumi, “stiamo preparando la Pasqua. Quest’anno abbiamo circa 70 catecumeni adulti, cinesi, che saranno battezzati durante la Veglia. Ma festeggiamo anche una catecumena di lingua inglese, che riceverà il battesimo. La mia comunità è ‘divisa’ nelle due lingue, ma la gioia pasquale ci coinvolge tutti. Infatti faremo due celebrazioni durante la notte di Pasqua, a cui però partecipano tutti i cattolici. Nella stessa occasione festeggeremo anche tanti nuovi cresimati, persone che sono magari cresciute nella fede ma non hanno ricevuto il sacramento della Confermazione e ora vogliono rimediare”.

La Pasqua non si ferma alla veglia: “La domenica battezziamo infatti circa 45 bambini, che nel pomeriggio riceveranno il sacramento. E la seconda domenica di Pasqua, dedicata alla Divina Misericordia, ci sarà un altro momento particolare: l’ingresso nella fede di molti anziani, che per l’età e per motivi medici non possono partecipare alla veglia. Hanno seguito il catecumenato in ospedale o in ospizio: li andiamo a prendere e li portiamo in chiesa. È sempre un momento molto commovente”.

In totale saranno 3.200 i catecumeni che nella diocesi di Hong Kong riceveranno i sacramenti dell’iniziazione cristiana (battesimo, cresima ed eucaristia) nella prossima Veglia pasquale. La diocesi vanta sempre numeri importanti, anche a causa della crescita economica che ha portato la popolazione verso valori legati al materialismo e al relativismo che a un certo punto della vita si dimostrano inutili.  

Il fervore riguarda tutta la Settimana Santa: “Il Giovedì santo avremo il vescovo ausiliare di Hong Kong, mons. Michael Yeung Ming-cheung, che celebrerà sia la messa in Coena Domini che la lavanda dei piedi. Finite queste celebrazioni, tutti insieme porteremo il sacramento in processione e daremo il via all’adorazione eucaristica fino a tarda notte. Qui non li chiamano ‘sepolcri’ come in Europa, ma è un momento molto sentito. Il Venerdì Santo ovviamente la Via Crucis nelle due lingue e poi le veglie e la Pasqua”.

A farsi battezzare, nel campo degli adulti, sono soprattutto nuclei familiari: “Queste famiglie sono di solito legate alle scuole cattoliche di Hong Kong. Hanno studiato lì, ma hanno lasciato la fede o non l’hanno mai trovata. A un certo punto ritrovano la necessità di una educazione religiosa. Qui c’è un concetto positivo di religiosità: avere una fede è considerata una cosa buona, quindi per formare i figli è importante averla. Sentono il bisogno di un fondamento sovrannaturale alle loro vite, contro il materialismo imperante”.

Il p. Bonalumi è anche l’unico Missionario della misericordia della diocesi di Hong Kong: “Ho spiegato al vescovo, il card. John Tong, che avrei voluto rimanere soprattutto parroco. E lui è stato d’accordo: d’altra parte, il Territorio è una città e quindi posso raggiungere con facilità chiunque. Devo dire che quest’anno la partecipazione alla vita della Chiesa è più massiccia, ma non credo sia legata al mio essere missionario della misericordia: è la grazia del Giubileo ha riportato molte persone alla fede e al sacramento della riconciliazione”.

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