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  • » 27/06/2007, 00.00

    SRI LANKA

    Politico tamil ai ribelli: l’indipendenza è un “sogno”, accettate il federalismo

    Melani Manel Perera

    V. Anandasangaree, presidente del TULF, scrive al capo delle Tigri, accusandolo di aver instaurato un regno del terrore e di avere fatto precipitare il Paese nel baratro di povertà e dolore: “La situazione è fuori controllo,l’unica soluzione è trattare sul federalismo”.

    Colombo (AsiaNews) – Un leader politico tamil chiede al capo delle Tigri per la liberazione della patria tamil (LTTE), di abbandonare il suo “sogno” di indipendenza per abbracciare una “soluzione federale all’interno di uno Sri Lanka unito”. V. Anandasangaree, presidente del Tamil United Liberation Front (TULF), ha scritto una lettera aperta a Velupillai Prabhakaran, che condanna per la ferocia e la distruzione a cui ha costretto tutta la popolazione, e in particolare i tamil, in oltre 20 anni di guerra civile. A lui Anandasangaree rivolge il suo appello nella lunga missiva datata 22 giugno: “Visto che la situazione è ormai fuori controllo, la prego di prendere senza esitazione le giuste misure per riportare la pace e la tranquillità a questa nazione sofferente”.

    Anandasangaree è uno dei rari politici tamil critico verso le Tigri. Nelle elezioni del 2004 ha rifiutato di unirsi alla Tamil National Alliance, coalizione di partiti vicini alle LTTE. La maggior parte dei cittadini di entrambe le etnie – singalese e tamil – lo considerano seriamente impegnato nel conseguimento di una pace duratura per il Paese.

    La lettera ricorda poi alle Tigri che non sono loro i rappresentanti della popolazione tamil: “Il vostro regno del terrore ha messo a tacere ogni voce tamil eccetto la vostra...rinunciate alla separazione e accettate il federalismo, che ha già molti sostenitori dalla sua parte”.  

    Il leader del TULF accusa poi il capo delle Tigri di aver massacrato numerose persone di “diversa fede, etnia, di entrambi i sessi, di tutte le età e comunità dello Sri Lanka” e di aver causato enormi danni all’economia; per questo conclude invitandolo a non chiudere gli occhi e ad accettare il fatto che una soluzione federale è l’unico modo per ridare allo Sri Lanka le sue infrastrutture, le sue fabbriche, l’occupazione per i giovani e un’adeguata istruzione ai più piccoli.

    Le Tigri mirano alla creazione di uno Stato autonomo e autogovernato (Eelam) nel nord e nell’est del Paese, di cui controllano alcune parti. Il governo di Colombo è invece disponibile a trattare solo su un’ipotesi federale.

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