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» 07/08/2012 11:25
INDONESIA
West Java: cattolici nel mirino delle autorità di Bogor, sigilli alla “casa di preghiera”
di Mathias Hariyadi
Dietro il provvedimento, presunte irregolarità nel permesso di costruzione dell’edificio. I fedeli rispondono: documenti regolari, è il comune che da anni non rilascia il nulla osta. E avvertono: domenica funzioni regolari. Da tempo l’area è teatro di violenze e abusi contro le minoranze, in particolare quella cristiana.

Jakarta (AsiaNews) - Con il pretesto di irregolarità nei permessi di costruzione, ieri i funzionari della pubblica sicurezza (i Satpol PP) di Bogor, provincia di West Java, hanno messo i sigilli a una "casa di preghiera" usata da oltre 6mila cattolici della parrocchia di San Giovanni Battista. Da sei anni i fedeli usano con regolarità l'edificio per le funzioni del fine settimana e delle principali festività cristiane, ma negli ultimi tempi erano entrati nel mirino delle autorità che - in tre occasioni - hanno intimato l'interruzione dei riti. La comunità cattolica ha di proposito ignorato gli avvertimenti, ritenendo pretestuoso l'ordine di chiusura legato all'Imb e contando sul diritto legittimo alla libertà religiosa.

L'iter per la costruzione di una chiesa in Indonesia - cattolica o protestante - è complicato e possono trascorrere da cinque a dieci anni prima di ottenere tutte le autorizzazioni. Il procedimento è regolato dall'Izin Mendirikan Bangunan (Imb), delibera scritta che permette l'apertura di un cantiere ed è rilasciato dalle autorità locali. La vicenda si complica se si tratta di un luogo di culto cristiano: serve infatti il nulla osta di un certo numero di residenti nell'area in cui viene costruito l'edificio e del gruppo per il dialogo interreligioso del posto. E spesso subentrano "non meglio precisate motivazioni" che spingono i funzionari a bloccare i progetti, dietro pressioni di movimenti radicali islamici.

La "casa di preghiera" sorge a Tulang Kuning, villagio di Waru, nel sotto-distretto di Parung, compreso nella reggenza di Bogor. Ieri un gruppo di ufficiali di Satpol PP, guidati da Comerain La Ode, ha dichiarato la chiusura forzata "per i prossimi sette giorni" e avvertito che "se il sito verrà ancora usato per pregare" interverranno le squadre per "demolire l'edificio".

Tuttavia, fonti locali contattate da AsiaNews riferiscono che la comunità cattolica non si farà intimorire e celebrerà regolarmente le funzioni del prossimo fine settimana. "Non abbiamo alternative - spiega p. Gaib Pr, parroco della San Giovanni Battista - se non quella di riunirci in quest'unico luogo di preghiera". Egli aggiunge che i cattolici hanno adempiuto a tutte le procedure di rito per ottenere i permessi di costruzione, ma da anni l'amministrazione di Bogor rifiuta di concedere il nulla osta.

Del resto le autorità della municipalità di Bogor non sono nuove a episodi di abusi e violenze contro le altre religioni, in particolare la comunità cristiana protestante che fa riferimento alla GKI Yasmin Church (Yc), da tempo nel mirino del sindaco Diani Budiarto e dei suoi solerti funzionari, che di recente hanno chiuso il luogo di culto con lo stesso pretesto. In passato, inoltre, l'area è stata teatro di violenze anticristiane in particolare durante le principali festività come il Natale o Pasqua (cfr. AsiaNews 23/12/2012 West Java: gruppi estremisti islamici minacciano i cattolici, celebrazioni natalizie a rischio).

 


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