14/11/2007, 00.00
CINA
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Yahoo! ammette: è colpevole di aver aiutato la repressione in Cina

Il gigante informatico, accusato di aver aiutato il governo cinese ad arrestare e torturare due giornalisti, ha deciso di patteggiare durante un processo in corso negli Usa. Fornirà aiuto finanziario, legale ed umanitario alle famiglie dei due e si assumerà ogni spesa procedurale.
Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Il gigante informatico internazionale Yahoo! ha deciso ieri di patteggiare con la pubblica accusa nel corso di un processo negli Stati Uniti che lo vedeva accusato di “aver aiutato il governo cinese ad arrestare e torturare due giornalisti”.
 
Oltre a concordare la pena (di cui non si conosce l’entità), la compagnia si è assunta le spese procedurali e legali per i processi contro Shi Tao e Weng Xiaoning – accusati in Cina di “aver diffuso segreti di Stato” – ed ha deciso di fornire aiuto finanziario, legale ed umanitario alle famiglie dei due.
 
Il patteggiamento ha riaperto il dibattito sulle compagnie informatiche che cooperano con il governo cinese, che nega la libertà di espressione e perseguita giornalisti e dissidenti. Fino ad oggi, Yahoo! aveva sempre sostenuto di aver agito in conformità alle leggi nazionali, così come fa in ogni altro Paese dove è presente.
 
Questa collaborazione è divenuta però un incubo per l’immagine internazionale del gruppo, che ha subito aspre critiche e boicottaggi da parte degli utenti Internet di tutto il mondo. Anche la comunità politica internazionale si è unita al coro: secondo Tom Lantos, deputato Usa, “Yahoo! è un gigante tecnologico e finanziario, ma dal punto di vista morale è un pigmeo”.
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