02/09/2022, 10.34
PAKISTAN
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'Piove da due mesi, ci è rimasta solo una stuoia'. Con AsiaNews un aiuto agli alluvionati

di Shafique Khokhar

Le testimonianze dalla provincia di Sindh devastata da un'ondata di monsoni che non si vedeva da decenni e non è ancora conclusa. Sono 30 milioni i pachistani costretti a lasciare le loro case. P. Yousaf: "Un miracolo che siano ancora vivi, ma adesso hanno bisogno di aiuto". Le modalità per contribuire alla raccolta fondi promossa dalla nostra agenzia in aiuto di un villaggio poco lontano da Hyderabad dove vivono 150 famiglie.

Sindh (AsiaNews) – Erano almeno 61 anni che un monsone di queste proporzioni non colpiva il Pakistan: la stagione delle piogge ha colpito quasi 30 milioni di persone, costrette a lasciare le loro case, a vivere nei campi e a fare affidamento sui servizi di soccorso per la sopravvivenza. L'ultima settimana di piogge ha colpito duramente anche i distretti di Sargodha, Peshawar, Kohat, le divisioni di D.I Khan, il Punjab meridionale e il Baluchistan, compresi i bacini superiori del fiume Indo.

Da quanto abbiamo potuto vedere con i nostri occhi nelle zone meridionali e centrali della provincia del Punjab e in centinaia di baraccopoli della provincia di Sindh, i bambini, le ragazze e le donne sono la fascia della popolazione più colpita, poiché non hanno cibo sufficiente né medicine e kit igienici adeguati. Questo li rende vulnerabili alla malnutrizione e al rischio di malattie. Per questo AsiaNews ha lanciato a tutti un appello alla solidarietà, destinando al soccorso degli alluvionati il fondo "Emergenza Pakistan" a cui è possibile contribuire direttamente on line o attraverso le modalità indicate alla fine di questo articolo.

A Nawab Shah una chiesa è finita sott'acqua, una scuola locale e un centro di maglieria per donne sono stati demoliti. Il mese di settembre sarà decisivo, poiché le istituzioni governative hanno previsto altre tre ondate di pioggia per le prossime settimane. Il fiume Indo è straripato, il governo ha imposto l'emergenza in queste zone e i furgoni dell'esercito pakistano stanno pattugliando i dintorni per evitare qualsiasi incidente. Queste persone vivono sulla riva del canale e a un chilometro di distanza dal fiume Indo. 24 ore su 24 queste famiglie vivono in pericolo.

Il catechista Majeed Masih racconta ad AsiaNews la situazione ad Allah Bachao Shoro, il piccolo villaggio nella zona di Hyderabad che vogliamo aiutare con la campagna di raccolta fondi promossa da AsiaNews. Qui vivono 150 famiglie, 45 delle quali cristiane, che hanno perso tutto. Spiega Masih: “Non abbiamo più nulla per sopravvivere, la nostra casa, gli utensili, i mobili sono stati inghiottiti da questa forte alluvione e dalle forti piogge. Io e mia moglie lavoravamo per diffondere il Vangelo di Gesù, guidavamo gli incontri per i bambini del posto. Ma quest'anno si è rivelato terribile per tutti noi: sono due mesi che piove, l'acqua ha devastato i raccolti e non possiamo nemmeno lavorare nei campi dei proprietari terrieri a causa di questa pioggia. Siamo costretti a rimanere sulle rive del canale, senza tende adeguate in cui vivere. Alcune persone delle zone vicine ci hanno fornito delle stuoie di plastica, che stendiamo sull'erba bagnata, ma a causa delle piogge queste stuoie si rovinano in fretta. Qui ci sono 150 famiglie; in ciascuna vi sono almeno 2 o 3 bambini malati di malaria. Persone di diverse organizzazioni e funzionari governativi ci fanno visita, scattano foto e video, ma nessuno ci ha sostenuto finora. Preghiamo Dio affinché arrivino gli aiuti, non possiamo sopravvivere e salvare i nostri figli senza il sostegno del suo popolo”.

Parlando con AsiaNews, padre Yousaf, un sacerdote locale, aggiunge: “Bisogna avere un cuore grande per guardare negli occhi queste vittime dell'alluvione. Combattono ogni giorno con malattie virali, ma non c'è nessuno che li aiuti. A malapena mangiano un pasto al giorno, grazie agli abitanti delle zone limitrofe che portano cibo cucinato una volta al giorno. Per l'acqua potabile devono attraversare il canale a nuoto e con le barche per prendere l'acqua dalle pompe a mano. Le piogge torrenziali hanno creato il caos, il fatto che siano ancora vivi è un vero miracolo. Hanno urgentemente bisogno di tende, razioni di cibo e zanzariere per sopravvivere”.

 

 È possibile a chiunque offrire il proprio sostegno con una donazione on line a questo link, oppure attraverso una di queste modalità e INDICANDO SEMPRE LA CAUSALE AN05 EMERGENZA PAKISTAN

Versamento on line con Carta di credito (Visa,Cartasì, Mastercard, American Express) o Paypal

Bonifico bancario: intestato a Fondazione Pime Onlus, Crédit Agricole

IBAN IT89M0623001633000015111283

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