28/09/2022, 12.21
THAILANDIA
Invia ad un amico

Bangkok legalizza l'aborto fino a 20 settimane

di Steve Suwannarat

Il nuovo provvedimento che entrerà in vigore il 26 ottobre aggiorna il precedente, che solo lo scorso anno e dopo una sentenza della Corte suprema aveva introdotto la possibilità dell'interruzione di gravidanza per un periodo più ristretto. Evidente la spinta alla liberalizzazione. La contrarietà della Conferenza episcopale thailandese ma anche di molte organizzazioni buddhiste.

Bangkok (AsiaNews) - La Thailandia si avvia a legalizzare l’aborto fino a 20 settimane, estendendo il precedente termine di 12 indicato nella modifica al Codice penale e in vigore soltanto dal 7 febbraio 2021. Una decisione che - allora - era stata sollecitata da una sentenza della Corte costituzionale, contraria alla criminalizzazione dell’interruzione di gravidanza. Dal 26 ottobre, data in cui entreranno in vigore le nuove norme, saranno ancora meno rigidi i vincoli per accedervi: sono previsti solo l'informazione per le donne che vogliano ricorrere all’aborto e un parere medico su eventuali rischi.

Di fatto si tratta di una sostanziale depenalizzazione, confermata dal governo in una dichiarazione diffusa ieri dopo la pubblicazione della legge sulla Gazzetta Reale del 26 settembre.

La posizione ufficiale rispetto all’aborto è, dunque, passata in poco più di venti mesi dalla proibizione più rigida - con esclusione delle gravidanze a seguito di violenza o di grave pericolo per la salute della madre, e multe per i trasgressori che arrivavano fino a 10mila baht (circa 280 euro) accompagnate da pene detentive fino a sei mesi - a una liberalizzazione con pochissimi vincoli.

Questo non significa tuttavia che la pratica, comunque diffusa, sia socialmente accettata e il percorso precedente l’approvazione dell’aborto lo scorso anno (come pure il dibattito successivo) hanno mostrato una forte contrarietà in un Paese in cui il buddhismo, con la sua insistenza sul valore universale per il rispetto della vita, continua a influenzare una parte consistente della popolazione. L’organizzazione buddhista nazionale non si era apertamente espressa sulla questione. Tuttavia molti cittadini avevano mantenuto un’opposizione di carattere morale contro l’aborto, sostenuta anche dalle altre organizzazioni religiose ammesse nel Paese, tra cui la Chiesa cattolica, che si era opposta con impegno alla nuova legge pur rappresentando meno dell’1% della popolazione thailandese.

Lo scorso anno, davanti alla prospettiva della legalizzazione, ai sostenitori dell’aborto che ponevano l’accento sulla necessità di un provvedimento che meglio tutelasse sul piano legale e medico le donne in caso di gravidanza indesiderata, la Chiesa thailandese aveva risposto sottolineando i diritti dei bambini non nati e il sostegno alle madri. Il responsabile per l’assistenza pastorale della Conferenza episcopale thailandese, p. Pairat Sriprasert, allora aveva dichiarato che la contrarietà dei cattolici riguardava un provvedimento che “aggira il problema ma non lo risolve”.

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Card Gracias: una giornata di lutto contro la legge sull'aborto
06/08/2021 12:33
Dialogo, armonia, abusi e aborto: i temi in apertura della Plenaria dei vescovi
14/02/2020 12:49
Corte suprema consente aborto alla 26ma settimana. Mons. Fernandes: la vita è sacra
07/07/2017 10:15
Caritas Vietnam lancia programmi di sostegno alla vita, contro l’aborto
10/06/2013
La Chiesa coreana: “Basta con gli aborti, cambiamo la società”
17/11/2009


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”