05/11/2019, 08.25
RUSSIA
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Il giorno dell’Unità, fra le divisioni dell’Ortodossia e della società russa

di Vladimir Rozanskij

Manifestazioni nelle scuole, piazze, teatri hanno radunato poche centinaia di persone. Pesano la politica anti-pensioni e anti-giovani di Putin e gli scismi a causa della Chiesa ucraina. Per Kirill è necessario superare tutte le divisioni interne ed esterne e ridare alla Russia il ruolo di guida spirituale a livello internazionale. Il rinnovamento morale del Paese per far crescere i dati demografici.

Mosca (AsiaNews) - Il 4 novembre in Russia è la festa nazionale dell’Unità Popolare, istituita dopo la fine del comunismo per ricordare la “ricomposizione” della Russia nel 1612 dopo le grandi divisioni e lotte del periodo dei “Torbidi”, che seguirono la morte di Ivan il Terribile. Dopo aver cacciato gli invasori polacchi, la Russia si affidò al nuovo istituto del Patriarcato e alla nuova dinastia zarista della famiglia dei Romanov.

L’unità russa era quindi anche una decisa presa di distanza dai nemici esterni, soprattutto a Occidente. Anche oggi essa si ripropone lo stesso motivo. L’anno scorso la festa cadde proprio nella fase acuta dello “scisma” ucraino, con la proclamazione del Tomos di autocefalia di Kiev che ha condotto alla rottura anche con il patriarcato ecumenico di Costantinopoli. Anche quest’anno gli strascichi di un anno di litigi con i vicini occidentali e i “fratelli ortodossi” si sono fatti sentire: il 3 novembre il patriarca di Mosca Kirill (Gundjaev) ha consegnato il suo Tomos di riunione con i russi europei (foto 1), a loro volta allontanati da Costantinopoli, e ha condannato la Chiesa ortodossa di Atene, che di recente ha riconosciuto la Chiesa ucraina autocefala.

la festa ha quindi assunto toni “nazionalisti” ancora più espliciti, non solo per le vicende ecclesiastiche, ma anche per la radicalizzazione dei sentimenti diffusi nella società russa. L’anno trascorso ha visto un lungo susseguirsi di proteste contro il regime putiniano, sia per le misure economiche sfavorevoli per i pensionati e i lavoratori, sia per l’imposizione di liste elettorali addomesticate, a Mosca e in altre regioni. Anche contro la Chiesa si sono elevate rimostranze per i progetti di edilizia sacra e amministrativa, da Ekaterinburg a Sergiev-Posad, e in diverse altre città. I russi appaiono oggi tutt’altro che “uniti”, e la festa ha cercato di ribadire questo grande ideale storico e religioso.

Nell’assemblea del “Concilio Russo Mondiale” - da lui stesso istituito negli anni Novanta - Il patriarca Kirill ha ribadito la necessità di superare tutte queste divisioni interne ed esterne e ridare alla Russia il proprio ruolo di guida spirituale a livello internazionale. La proposta più roboante di Kirill riguarda la crescita demografica della popolazione, in vertiginoso calo da tre decenni, che dovrebbe seguire a una spettacolare ripresa morale basata sui valori morali della famiglia e della Chiesa. Secondo le intenzioni del capo degli ortodossi, tutto quest, deve portare a una fortissima inversione di tendenza, arrivando ad aumentare la popolazione di 13 milioni di persone in 10 anni.

Quest’anno, il rilancio del nazionalismo ortodosso ha avuto una notevole risonanza nelle scuole russe, dove agli alunni è stato fatto recitare il Moleben (la preghiera ortodossa di ringraziamento) durante i festeggiamenti nei teatri e nelle piazze. A Kemerovo, in Siberia, 400 alunni dopo la preghiera hanno formato una grande stella a cinque punte, memoria del patriottismo sovietico (foto 2).

Accanto alle celebrazioni ecclesiastiche e studentesche, durante la festa vi sono state manifestazioni ultra-nazionaliste del movimento “La Marcia Russa” (Russkij Marsh), sostenute e appoggiate dalle autorità statali e locali, oltre che dal partito di Putin “Russia Unita”, che si richiama proprio ai temi della festa del 4 novembre. In realtà, la mobilitazione delle scuole e degli attivisti non è riuscita a portare numeri molto significativi in piazza: a Mosca, nel quartiere “Ljublino”, erano meno di cinquemila persone (foto 3), in altre 12 grandi città i partecipanti erano poche centinaia.

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