Iran, ong: oltre 3mila morti nelle proteste. Aumento ‘leggero’ di internet
Le notizie di oggi: il ministero thai dei Trasporti blocca i cantieri per 15 giorni dopo i due incidenti mortali. Damasco riconosce il curdo come “lingua nazionale” come gesto di buona volontà. Oltre 5,2 milioni di persone tornate in Afghanistan nel 2025 da Iran e Pakistan. Sale a 28 persone decedute il bilancio del crollo di una discarica a Cebu, nelle Filippine.
IRAN
Almeno 3.090 persone sono morte nelle proteste su scala nazionale. Lo riferisce Hrana, ong con sede negli Stati Uniti, secondo cui vi sarebbero 2.885 vittime fra i manifestanti a causa della repressione governativa. Da quattro giorni vi è una calma relativa a Teheran, mentre si segnala un “leggero aumento” dell’attività di internet. Ieri presidente russo Vladimir Putin parlato via telefono col premier israeliano Benjamin Netanyahu e l’omologo iraniano Masoud Pezeshkian, offrendosi di mediare tra i due Paesi. Infine, il presidente Usa Donald Trump ha detto di aver bloccato una “azione molto forte” nel Paese dopo che Teheran ha “annullato” le impiccagioni di massa.
THAILANDIA
Il ministero thai dei Trasporti ha ordinato il fermo di 15 giorni per le opere di costruzione relative a 14 contratti di appalto che coinvolgono un piano di sviluppo della Italian-Thai Development Public Company Limited, e altri progetti di larga scala. Un provvedimento che segue due incidenti mortali in due giorni che hanno visto coinvolte due gru: il primo ha causato un deragliamento di un treno e la morte di 32 passeggeri e, il giorno segue, la morte di due autisti che hanno visto i loro veicoli schiacciati.
SIRIA
Il presidente siriano Ahmed al-Sharaa ha emesso ieri un decreto in base al quale il curdo diventa una “lingua nazionale”, un gesto di buona volontà nei confronti della minoranza dopo le violenze dei giorni scorsi con epicentro Aleppo. Si tratta del primo riconoscimento formale dei diritti dei curdi su scala nazionale dall’indipendenza nel 1946. Essi sono “una parte essenziale e integrante” di un Paese in cui hanno subito decenni di emarginazione e oppressione sotto gli ex governanti.
AFGHANISTAN - PAKISTAN
Oltre 5,2 milioni di persone sono tornate in Afghanistan da Iran e Pakistan tra gennaio e novembre 2025, peggiorando drasticamente la già fragile situazione umanitaria del Paese. Lo riferisce la Federazione internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (Ifrc), sollecitando maggiore sostegno internazionale. Più di 3,6 milioni di persone sono tornate dalla Repubblica islamica, di cui 1,2 milioni deportate con la forza, mentre più di 804mila sono tornate dal Pakistan. Portata e velocità dei ritorni stanno travolgendo la limitata capacità di accoglienza.
FILIPPINE
È salito ad almeno 28 il bilancio dei decessi nel crollo di una discarica nel centro delle Filippine la scorsa settimana. Lo riferisce la polizia di Cebu, mentre le squadre di soccorso continuano le ricerche di otto persone che risultano tuttora scomparse. Decine di persone sono state sepolte nella frana occorsa il 9 gennaio in una discarica privata a Binaliw, zona montuosa esterna alla città.
COREA DEL SUD
Il ministero dell’Istruzione ha firmato ieri un protocollo d’intesa con l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati e il dicastero della Giustizia per stabilire un nuovo processo di selezione per borse di studio finanziate dallo Stato “esclusivamente per i rifugiati”. Sarà creato un nuovo percorso nell’ambito del programma di borse di studio Global Korea, che consentirà a cinque studenti indicati da Unhcr di studiare in Corea ogni anno.
RUSSIA - INDIA
In Russia verranno accolti quest’anno almeno altri 40mila migranti dall’India per colmare le carenze di occupazione, come ha comunicato l’ufficio di collocamento di Delhi, soprattutto a Mosca e San Pietroburgo. Sono uomini tra i 19 e i 43 anni, che per lo più non conoscono la lingua russa, presi dalle caste più povere e che vengono istruiti a gesti, come afferma la direttrice dell’impresa di pulizie Kolomjažskoe Maria Tjabina, dove già lavorano da mesi 17 indiani.
GEORGIA
La rappresentanza della Ue in Georgia ha diffuso un video di auguri per la Giornata della bandiera statale del 14 gennaio in cui si vedono manifestazioni pro-Europa, suscitando reazioni stizzite da parte dei membri del partito del Sogno Georgiano e del premier Iraklij Kobakhidze. Questi ultimi considerano le immagini “un’ennesima dimostrazione delle relazioni spudorate di Bruxelles con il nostro Paese, calpestando i nostri interessi e l’onore”.





