25/11/2022, 13.49
CAMBOGIA
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Ministro Ambiente cambogiano: 'A Preah Sihanouk troppe dispute sulla terra'

La provincia meridionale ha registrato oltre 2mila controversie negli ultimi anni e il mese scorso più di 300 persone hanno protestato davanti alla Corte d'appello di Sihanoukville chiedendo la rapida risoluzione della questione. Il problema risale ai primi anni '90, quando gli abitanti locali furono espropriati delle loro terre per far spazio agli investimenti cinesi.

Sihanoukville (AsiaNews) - Il ministro dell'Ambiente cambogiano, Say Samal, ha affermato che se la provincia di Preah Sihanouk vuole diventare un modello economico deve prima risolvere le dispute sulla terra in corso da decenni. Oggi Samal ha incontrato il ministro dell’Agricoltura, dei Boschi e della Pesca, Dith Tina, per discutere della questione. Dall’inizio del 2020 l’amministrazione provinciale ha registrato 2.290 casi di controversie, di cui ne sono stati affrontati 1.587, mentre il resto delle richieste è ancora sotto esame.

Preah Sihanouk, nella costa meridionale del Paese, è andata incontro a un rapido sviluppo da quando nel 1955 Sihanoukville è diventata la capitale della provincia. Negli ultimi anni le spiagge limpide e i turisti occidentali hanno lasciato spazio a investitori cinesi ed enormi grattacieli all’interno dei quali si svolgono anche attività illecite legate alle truffe online.

Lo sviluppo però non è arrivato a costo zero per i residenti locali, che sostengono di essere stati espropriati delle loro terre già nel 1996 dal viceministro della provincia Khim Bo. Questo ha poi ceduto le terre alla Thai Bun Rong Company, che le ha divise in lotti e vendute ad altre compagnie. Nella maggior parte dei casi i residenti locali non conoscono il nome della società che ora possiede le loro terre. Tra la fine degli anni ‘90 e l’inizio degli anni Duemila ci sono stati diversi scontri tra attivisti e polizia che hanno portato a un nulla di fatto.

Le famiglie locali dicono di occupare la regione dalla caduta del regime dei Khmer rossi nel 1979, dopo che nei quattro anni precedenti la Kampuchea democratica aveva forzatamente trasferito migliaia di cambogiani da un estremo all’altro del Paese.

Come dimostrano i dati raccolti dall’amministrazione provinciale, ancora oggi la questione rimane irrisolta. Il mese scorso più di 300 persone si sono riunite davanti alla Corte d'appello di Sihanoukville per chiedere che il governo velocizzi la risoluzione delle dispute. 

Ancora oggi i residenti locali sono costretti a vivere in baracche e roulotte lungo la strada e solo alcune famiglie, in passato perlopiù impegnate in attività agricole, hanno finora ricevuto risarcimenti. Le autorità locali hanno più volte minacciato i residenti di collaborare se vogliono ricevere un indennizzo pari a circa 4mila dollari. Una cifra che però non garantisce la possibilità di ricomprare un terreno nella stessa regione perché da quando sono arrivati gli investimenti cinesi il costo delle case e della terra è schizzato alle stelle.

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