29/04/2020, 11.53
UE-CINA
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Non sono ‘annacquate’ le critiche Ue alla Cina

Per alcuni giornali, i diplomatici europei hanno ammorbidito il testo originale di un rapporto sulle false notizie in merito alla pandemia. Secondo il documento ufficiale, i cinesi diffondono narrative cospirative e false informazioni per esaltare la loro gestione della crisi e incolpare gli altri Paesi.

Roma (AsiaNews) – Non sono “annacquate” le critiche dell’Unione europea alla Cina: per gli europei, i cinesi raccontano menzogne sul coronavirus. In un rapporto pubblicato il 24 aprile, che traccia un quadro delle campagne di disinformazione sulla pandemia nei primi 20 giorni del mese, il Servizio europeo per gli affari esterni non è stato così “tenero” con Pechino come sostenuto da alcuni giornali.

Secondo alcuni osservatori, la prima versione del documento è stata “annacquata” in seguito alle pressioni ricevute dalla Cina. Il New York Times sostiene che il testo originale parlava di una “campagna di disinformazione globale” orchestrata dai cinesi per scaricare su altri la responsabilità per la propagazione del virus e “migliorare la propria immagine internazionale”. Secondo l’edizione europea di Politico, gli estensori hanno eliminato anche un riferimento alle critiche rivolte dai cinesi al governo francese per la sua gestione dell’emergenza.

Il 26 aprile, il servizio diplomatico europeo ha precisato che quello citato dal Nyt è un documento interno e non una bozza del rapporto incriminato. Nel testo ufficiale si legge che – sebbene in misura minore rispetto alla Russia – fonti ufficiali o legate al governo di Pechino continuano a diffondere nella Ue e nelle regioni limitrofe “narrative cospirative e false informazioni” sulla diffusione della pandemia.

In modo più esplicito, l’Unione afferma che “ci sono prove di una azione coordinata da parte di alcune fonti ufficiali cinesi per far passare l’idea che la pandemia non è scoppiata in Cina”. Si sottolinea inoltre che i cinesi “conducono operazioni clandestine sui social media per tentare di dipingere la Cina come la leader globale nella lotta al Covid-19, così da indebolire l’accusa che essa abbia aggravato l’epidemia insabbiando la verità nelle sue fasi iniziali”.

Anche sul piano economico, la Ue non sta facendo sconti a Pechino. Malgrado gli effetti recessivi della crisi pandemica, le difese commerciali dell’Unione sono ancora in piedi: certo non un gesto amichevole verso la Cina, il Paese più colpito dalle misure europee anti-dumping e anti-sussidi.

Il gigante asiatico ha risposto in modo piccato alle accuse della Ue. Il ministero degli Esteri cinese ha negato che il Paese sia coinvolto in operazioni di disinformazione sulla pandemia, aggiungendo che “far circolare false informazioni e scambiarsi accuse nelle attuali circostanze non favorisce la cooperazione internazionale nella lotta al Covid-19”.

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