21/01/2026, 13.21
VATICANO
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Papa: 'Verità di Dio non si rivela togliendo qualcosa all’umano'

Alll’udienza in Aula Paolo VI la catechesi sul Concilio Vaticano II e la Dei Verbum. La conoscenza di Dio è "relazionale": si realizza in Gesù "mediatore", con la sua "umanità integrale". La salvezza passa anche dal "corpo reale" di Gesù. Sulla Settimana di Preghiera per l’unità dei Cristiani: "Comporre saldi legami di unità". 

Città del Vaticano (AsiaNews) - Stamane, in Aula Paolo VI, papa Leone XIV ha tenuto l’udienza generale del mercoledì davanti a migliaia di fedeli. Proseguendo la catechesi iniziata con il nuovo anno sui documenti del Concilio Vaticano II, ha continuato la riflessione sulla costituzione Dei Verbum, iniziata la scorsa settimana. Quella con Dio è una “conoscenza relazionale”, ha detto. La “[divina] rivelazione si realizza in un incontro storico e personale nel quale Dio stesso si dona a noi, rendendosi presente, e noi ci scopriamo conosciuti”. 

È ciò che è accaduto anche a Gesù Cristo. “Dice il documento che l’intima verità sia di Dio che della salvezza dell’uomo risplende a noi in Cristo, che è insieme il mediatore e la pienezza di tutta la rivelazione”, ha aggiunto. “Gesù ci rivela il Padre coinvolgendoci nella propria relazione con Lui”. Così si giunge alla “piena conoscenza di Dio”: “entrando” nel rapporto del Figlio col Padre. 

“Grazie a Gesù conosciamo Dio come siamo da Lui conosciuti”, ha proseguito Leone XIV. Dio, infatti, ha comunicato sé stesso all’umanità “in Cristo”, rivelando la “vera identità di figli” di uomini e donne, “creati a immagine del Verbo”. “Gesù Cristo è il luogo in cui riconosciamo la verità di Dio Padre mentre ci scopriamo conosciuti da Lui come figli nel Figlio”, ha aggiunto.

Inoltre, ha spiegato che “Gesù Cristo è rivelatore del Padre con la propria umanità”. “Proprio perché è il Verbo incarnato che abita tra gli uomini, Gesù ci rivela di Dio con la propria vera e integra umanità”, ha detto il pontefice. Per conoscere Dio in Cristo, è necessario accogliere “la sua umanità integrale”, che racconta la “verità del Padre”. Ovvero, con la certezza che “la verità di Dio non si rivela pienamente dove si toglie qualcosa all’umano”.

A “salvarci” non sono solamente la morte e la resurrezione di Gesù, ma anche “la sua persona stessa”. Cioè “il Signore che s’incarna, nasce, cura, insegna, soffre, muore, risorge e rimane fra noi”, ha spiegato il papa. Gesù non è solamente un “canale di trasmissione di verità intellettuali”. Egli è “un corpo reale”. “La comunicazione della verità di Dio si realizza in quel corpo, col suo modo proprio di percepire e sentire la realtà, col suo modo di abitare il mondo e di attraversarlo”, ha affermato papa Prevost. 

Rivolgendosi ai fedeli di lingua italiana, Leone XIV ha infine ricordato l'appuntamento della Settimana di Preghiera per l’unità dei Cristiani - in corso dal 18 al 25 gennaio 2026 - che quest’anno ha per tema “Uno solo è il corpo, uno solo è lo spirito, come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati” (Efesini 4,4). “Chiediamo al Signore di elargire il dono del suo Spirito a tutte Chiese sparse nel mondo perché, attraverso di esso, i cristiani allontanino la divisione per comporre saldi legami di unità”, ha detto.

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