08/05/2014, 00.00
VATICANO - ARMENIA
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Papa: al patriarca armeno, "l'ecumenismo della sofferenza e del martirio" spinge all'unità

"In verità, il numero dei discepoli che hanno sparso il loro sangue per Cristo nelle tragiche vicende del secolo scorso è certamente superiore a quello dei martiri dei primi secoli, e in questo martirologio i figli della nazione armena hanno un posto d'onore". "la loro testimonianza, tragica e alta non deve essere dimenticata".

Città del Vaticano (AsiaNews) - "Come nella Chiesa antica il sangue dei martiri divenne seme di nuovi cristiani, così ai nostri giorni il sangue di molti cristiani è divenuto seme dell'unità". E' "l'ecumenismo della sofferenza e del martirio" evocato oggi da papa Francesco nell'incontro con Karekin II, Patriarca supremo e Catholicos di tutti gli armeni.

Nelle parole rivolte al patriarca di circa 10 milioni di armeni - che già aveva incontrato l'allora cardinale Bergoglio - il Papa ha indicato "la testimonianza tragica" data dagli armeni alla loro fede, chiaro riferimento al genocidio di quel popolo durante la Prima guerra mondiale. Ricordando la partecipazione di Karekin II alla commemorazione dei Testimoni della fede del XX secolo, che ebbe luogo nel contesto del Grande Giubileo del 2000, Francesco ha detto che "in verità, il numero dei discepoli che hanno sparso il loro sangue per Cristo nelle tragiche vicende del secolo scorso è certamente superiore a quello dei martiri dei primi secoli, e in questo martirologio i figli della nazione armena hanno un posto d'onore. Il mistero della croce, così caro alla memoria del vostro popolo, rappresentato nelle splendide croci in pietra che adornano ogni angolo della vostra terra, è stato vissuto da innumerevoli vostri figli come diretta partecipazione al calice della Passione. La loro testimonianza, tragica e alta insieme, non deve essere dimenticata".

"Le sofferenze patite dai cristiani negli ultimi decenni hanno portato un contributo unico ed inestimabile anche alla causa dell'unità tra i discepoli di Cristo. Come nella Chiesa antica il sangue dei martiri divenne seme di nuovi cristiani, così ai nostri giorni il sangue di molti cristiani è divenuto seme dell'unità. L'ecumenismo della sofferenza e del martirio è un potente richiamo a camminare lungo la strada della riconciliazione tra le Chiese, con decisione e fiducioso abbandono all'azione dello Spirito. Sentiamo il dovere di percorrere questa strada di fraternità anche per il debito di gratitudine che abbiamo verso la sofferenza di tanti nostri fratelli, divenuta salvifica perché unita alla passione di Cristo".

In proposito papa Francesco ha osservato che "i legami della Chiesa Apostolica Armena con la Chiesa di Roma si sono consolidati negli ultimi anni, grazie anche ad avvenimenti che rimangono scolpiti nella nostra memoria, quali il viaggio del mio santo Predecessore Giovanni Paolo II in Armenia, nel 2001, e la gradita presenza di Vostra Santità in Vaticano per numerose occasioni di speciale rilievo, tra cui la visita ufficiale a Papa Benedetto XVI nel 2008, e la celebrazione di inizio del mio ministero di Vescovo di Roma, lo scorso anno". "A questo riguardo, desidero ringraziare Vostra Santità per l'effettivo sostegno dato al dialogo ecumenico, in particolare ai lavori della Commissione congiunta per il Dialogo teologico fra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse orientali, e per il qualificato contributo teologico offerto in quella sede dai rappresentanti del Catholicosato di tutti gli Armeni".

"Preghiamo - ha concluso il Papa - gli uni per gli altri: possa lo Spirito Santo illuminarci e guidarci verso il giorno tanto desiderato in cui potremo condividere la mensa eucaristica. Lodiamo il Signore con le parole di San Gregorio di Narek: «Accogli il canto di benedizione delle nostre labbra e degnati di concedere a questa Chiesa i doni e le grazie di Sion e di Betlemme, perché possiamo essere degni di partecipare alla salvezza». Interceda per il popolo armeno la Tutta Santa Madre di Dio, ora e per sempre". .

 

 

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