24/03/2026, 13.44
CINA
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Pechino: cinque anni di carcere l’avvocato per i diritti umani Xie Yang

Consannato per “istigazione alla sovversione dello Stato” dopo un processo segnato da gravi violazioni procedurali delle leggi cinesi e internazionali. Già in passato incarcerato e torturato per il suo lavoro, Xie ha seguito diversi casi sensibili, tra cui persecuzioni religiose. Le organizzazioni per la difesa dei diritti umani ne chiedono il rilascio immediato.

New York (AsiaNews) - La Cina ha condannato il noto avvocato per i diritti umani Xie Yang a cinque anni di carcere per “istigazione alla sovversione dello Stato”, secondo quanto riferito oggi da Human Rights Watch. La condanna, pronunciata ieri 23 marzo dal Tribunale Intermedio di Changsha, è politicamente motivata, secondo l’organizzazione per la difesa dei diritti umani, che ha denunciato anche gravi violazioni procedurali e chiesto il rilascio immediato di Xie.

“La persecuzione giudiziaria di Xie Yang e la dura condanna inflitta dal tribunale riflettono il completo disprezzo di Pechino per lo Stato di diritto”, ha commentato Maya Wang, vice direttrice di Human Rights Watch per l’Asia. “Questo caso non mirava solo a perseguitare un coraggioso avvocato per i diritti umani come Xie, ma a intimidire tutti gli avvocati che cercano di proteggere i diritti del popolo cinese”, ha aggiunto.

Diverse le violazioni procedurali. La moglie di Xie, Chen Guiqiu ha riferito che il tribunale, nell’emettere il proprio verdetto, ha fatto riferimento a diversi post pubblicati dal marito su WeChat. La corte ha inoltre disposto la confisca di 100mila yuan (circa 14.500 dollari statunitensi), mentre le autorità hanno prorogato la detenzione preventiva 13 volte, per un totale di oltre quattro anni, e hanno impedito agli avvocati di partecipare alle udienze. Lo scorso ottobre il processo si è quindi svolto in segreto, e la polizia ha informato la famiglia solo in un secondo momento.

Queste procedure non hanno solo infranto le normative sui diritti umani, ma anche la legge cinese di procedura penale, che garantisce il diritto alla difesa, udienze pubbliche e precisi limiti temporali per le indagini penali, ha sottolineato ancora Human Rights Watch. Considerando il tempo già scontato in carcere, la pena dovrebbe terminare a gennaio 2027.

Anche il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulle detenzioni arbitrarie ha riconosciuto la detenzione di Xie come illegittima e ne ha chiesto il rilascio immediato.

Xie, 54 anni, originario di Changsha nella provincia di Hunan, esercita la professione legale dal 2011. Da allora ha difeso soprattutto attivisti e vittime di abusi, inclusi casi di persecuzione religiosa e contese sulla terra.

Già in passato era stato condannato al carcere per il suo lavoro di difesa dei diritti umani. È già stato detenuto e torturato tra il 2015 e il 2017. Nel gennaio 2022 era stato nuovamente arrestato dopo aver chiesto la liberazione di un giovane insegnante,a sua volta rinchiuso con la forza in un ospedale psichiatrico per aver criticato la censura nell’istruzione. La polizia aveva perquisito la sua abitazione e lo aveva anche in quel caso accusato di “istigazione alla sovversione” e “provocazione di disordini”.

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