01/08/2022, 11.29
LIBANO
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Porto di Beirut: crollano silos alla vigilia del secondo anniversario dell’esplosione

di Fady Noun

L’incidente è avvenuto ieri poco dopo mezzogiorno. Un evento che riporta alla mente il dramma del 4 agosto 2020, una catastrofe senza precedenti nella storia del Paese. Crepe nelle parti rimaste, possibili nuovi crolli in futuro. L’impatto della nube di polvere avvertito per pochi minuti e contenuto con efficacia dalle squadre di soccorso. 

Beirut (AsiaNews) - A quattro giorni dall’anniversario del 4 agosto, una parte dei silos di Beirut, colpiti e danneggiati da un incendio, si sono sgretolati ieri poco dopo mezzogiorno, evento simbolico che riporta alla mente la tragedia della doppia esplosione al porto del 2020. Il crollo ha provocato l’innalzamento di una imponente nuvola di polvere, ma non ha causato alcun danno ulteriore grazie alle numerose precauzioni prese in precedenza dalle autorità. 

Secondo un responsabile della compagnia dei vigili del fuoco di Beirut, interpellato da L’Orient-Le Jour (LoJ), “l’impatto della nube di polvere è stato avvertito solo per 10 o 15 minuti”. I funzionari della sicurezza hanno allestito un perimetro di oltre 600 metri attorno al luogo interessato dal crollo. Elicotteri dell’esercito hanno poi spruzzato una sostanza per abbattere la nuvola di polvere e attenuarne gli effetti. Testimoni riferiscono che alcuni residenti dei quartieri confinanti con il porto non hanno sentito o avvertito nulla al momento del crollo dei due dei cilindri giganti che compongono i silos, a conferma di un contenimento efficace dei danni.

Secondo gli esperti, l’intera struttura dei silos è stata scossa dai grandi blocchi che si sono staccati dalla parte rivolta a nord, diverse crepe sono poi comparse nelle torri rimanenti. Un elemento che fa prevedere ulteriori crolli nel lungo periodo. Inoltre, la combustione del metano legata alla decomposizione del grano, presente alla base dei silos, dovrebbe contribuire ad alimentare l’opera di fusione della struttura metallica. 

Intanto si avvicina l’anniversario della doppia esplosione al porto di Beirut, catastrofe senza precedenti nella storia del Libano con oltre 220 morti, circa 6mila feriti e interi quartieri delle capitale colpiti dagli effetti della deflagrazione alimentata da migliaia di tonnellate di nitrato di ammonio. La data sarà ricordata con una giornata di lutto nazionale e un incontro promosso dai parenti delle vittime, durante il quale sono previsti numerosi interventi. Nel frattempo appare sempre più lontana da una conclusione l’inchiesta aperta per far luce sulle cause e i responsabili della deflagrazione; l’indagine sembra bloccata su un binario morto a causa dei molteplici ostacoli di natura giuridica e politica. 

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