18/11/2021, 12.33
CINA
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‘Risoluzione sulla storia’ che esalta Xi pubblicata solo dopo summit con Biden

di Lu Haitao

Il 6° Plenum del Partito comunista cinese l’aveva approvata l’11 novembre. Il documento rivela l'ambizioso progetto a lungo termine del Pcc. Linea dura su Hong Kong e Taiwan. La narrazione della Rivoluzione culturale e di Tiananmen non cambia. Coperti gli errori del Partito.

Pechino (AsiaNews) – Le autorità hanno pubblicato la terza "Risoluzione sulla storia” solo il 16 novembre, a poche ore dalla conclusione del primo faccia a faccia (virtuale) tra Xi Jinping e Joe Biden. Il documento era il piatto forte del 6° Plenum del Partito comunista cinese (Pcc), che si è chiuso l’11 novembre; la riunione ha dato il via ai preparativi per il 20° Congresso del Partito, programmato nell’autunno 2022. 

Oltre a esaltare il potere di Xi, la risoluzione  ribadisce l’importanza della sicurezza nazionale, così come la posizione del regime su Hong Kong e Taiwan: nei fatti una risposta alle preoccupazioni sollevate da Biden durante il vertice.

Il lungo documento ripercorre la storia del Pcc dalla sua fondazione un secolo fa. Metà del testo si concentra sulla "nuova era", il periodo dopo il 18° Congresso del 2012, quando Xi ha preso il potere come segretario generale del Partito e presidente del Paese. La risoluzione enfatizza Xi come "nucleo" del Pcc e il suo “pensiero” come linea guida, senza menzionare il meccanismo di transizione del potere.

Il Partito sottolinea i suoi risultati economici, compresa la crescita del Pil e “l'eliminazione” della povertà. Conferma che il modello di crescita si basa prima di tutto sulla "circolazione interna" (mercato interno), ed è integrato da quella "esterna" (commercio e investimenti dall’estero). Anche se la risoluzione ammette i rischi e le sfide internazionali, sostiene che la diplomazia cinese ha creato una nuova situazione nell’ordine mondiale, in cui è cresciuta l'influenza globale del Paese.

Quanto alla sicurezza dello Stato, il testo afferma che il Partito "preverrà in modo rigoroso e reprimerà severamente l'infiltrazione, il sabotaggio, la sovversione e le attività separatiste di forze ostili.” Il Pcc resisterà e contrasterà anche la pressione e il contenimento da parte di forze esterne su nodi come Hong Kong, Taiwan, Xinjiang, Tibet e acque contese nel Mar Cinese meridionale e orientale. Il Partito mantiene la linea dura su Hong Kong, che deve essere governata da “patrioti”, e sulla riunificazione con Taiwan – senza dare un preciso arco temporale per il secondo obiettivo.

Secondo la risoluzione, le Forze armate devono modernizzarsi entro il 2035, per avere un esercito di valore mondiale entro il 2050. L'addestramento orientato alla guerra reale e la leadership assoluta del Partito sono le linee guida per i militari.

La stretta sull'ideologia e la propaganda è vista come una grande conquista dalla "nuova era" di Xi. Riguarda una gamma completa di settori: arte, media, internet e istruzione superiore. La leadership e il controllo esercitati sul web  sono oggetto di particolare attenzione; la rete è definita come "campo e frontiera di guerra" nei conflitti ideologici: "Se [il Partito] non può vincere la sfida di internet, il governo a lungo termine è impossibile".

Sulla storia la risoluzione segue il vecchio schema. Minimizza la Rivoluzione culturale, sfiorando con poche frasi le colpe e l'esito disastroso del movimento politico lanciato da Mao. Il massacro di Tiananmen nel 1989 è ancora descritto come "grave agitazione politica". Dopo che il regime ha represso con la forza militare il movimento democratico, sotto la guida di Deng Xiaoping la leadership ha messo agli arresti domiciliari fino alla morte l'ex leader riformista Zhao Ziyang; Il nome di Zhao non è citato nella risoluzione.

Seguendo la logica del documento, solo unendosi attorno al Comitato centrale del Partito con Xi come fulcro si può realizzare il sogno cinese del “ringiovanimento” nazionale. La risoluzione ricorda i principali eventi sotto il governo di Xi; essa omette però l'emendamento del 2018 che ha inserito il pensiero del segretario generale nella prefazione della Costituzione e che ha abolito i limiti di mandato per il presidente: punti inclusi nei testi di storia delle superiori.

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