31 Maggio 2016
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est
  •    - Cina
  •    - Corea del Nord
  •    - Corea del Sud
  •    - Giappone
  •    - Hong Kong
  •    - Macao
  •    - Taiwan

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 11/07/2008, 00.00

    CINA

    I grandi del mondo alle Olimpiadi-mercato

    Bernardo Cervellera

    Nessun leader parla di boicottaggio. Colpisce in particolare la virata di Nicolas Sarkozy. Il problema non è boicottare le cerimonie dei Giochi, ma implicare la Cina in un dialogo reale sui diritti umani e religiosi prima, durante e dopo le Olimpiadi. Ma l’occidente per ora preferisce solo sfruttare la Cina e la sua economia.

    Roma (AsiaNews) - Sarà forse l’aria di crisi economica generale; o le promesse di nuovi contratti con il gigante cinese… Sta di fatto che, incontrandosi in Giappone con il presidente cinese Hu Jintao, i leader delle otto nazioni più potenti, a poco a poco hanno sciolto le riserve e hanno promesso (giurato, perfino) che sì, saranno presenti alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi in programma a Pechino l’8 agosto prossimo, alle 8 e 8 di sera. Fra i renitenti rimane ancora il cancelliere tedesco Angela Merkel, ma tant’è: l’Unione Europea in blocco, in questo semestre rappresentata dalla Francia e da Nicolas Sarkozy, siederà nello stadio “Nido d’Uccello”. Fra i 91 mila ospiti mondiali, il presidente francese si godrà le spettacolari Olimpiadi che si preannunciano come un grande osanna alla grandezza della Cina, divenuta imperatrice dell’economia mondiale.

    Spettacolare è anche il cambiamento a 180° di Sarkozy, che solo alcuni mesi fa, dopo la repressione in Tibet, aveva messo tante condizioni alla sua partecipazione: rispetto dei diritti umani, dialogo con il Dalai Lama, ecc…La sua posizione è stata così dura che i cinesi hanno deciso di boicottare i prodotti “made in France”, a cominciare da quelli in vendita nei supermercati Carrefour.

    Dire che la Cina sia cambiata in questi mesi è forse troppo: controlli e censure pesano sui media cinesi e stranieri; attivisti e personalità religiose sono in prigione; i dialoghi col Dalai Lama sono solo l’occasione per continuare le offese al leader tibetano…. Non è cambiato nulla: solo è divenuto più evidente che le Olimpiadi sono un mercato. E questo non solo riferito alle sponsorizzazioni e ai sospetti sulla gestione del Comitato olimpico internazionale. La stessa presenza dei leader mondiali è divenuta una moneta di scambio. Presenze in cambio di favori. La dichiarazione dell’ufficio di Sarkozy recita che il presidente francese sarà a Pechino per “approfondire la sua amicizia strategica con la Cina” in cui sono forse compresi contratti per l’Airbus, costruzione di centrali nucleari e di ferrovie ad alta velocità.

    L’idea di boicottare la cerimonia di apertura dei Giochi non è mai stata una cosa seria. Anzitutto perché è contraddittoria: bisognava semmai non dare a Pechino le Olimpiadi già nel 2001. Poi, perché è ormai troppo tardi e i “giochi” (economici) sono fatti: nessuno sponsor (e nazione) rinuncerà in questo ultimo mese, dopo aver sovvenzionato queste Olimpiadi per 7 anni. Se si vuole impegnare Pechino su diritti umani, libertà religiosa, dignità del lavoro, ecologia, c’è tempo prima, durante e dopo i Giochi. A Sarkozy, Bush, Berlusconi, Fukuda, ecc… si può chiedere che i diritti umani entrino di continuo nell’agenda commerciale. Più del boicottaggio, è importante che i nostri governi costringano la Cina e le sue università ad aprire un confronto sui diritti umani; che tutti coloro che commerciano con Pechino stilino contratti a cui collegare condizioni etiche: migliore trattamento degli operai, libertà di associazione, libertà di religione per le comunità locali, liberazione di qualche dissidente. Insomma avere davvero rapporto con il gigante cinese, non trattarlo lo come un partner commerciale. Per questo noi non boicottiamo le Olimpiadi di Pechino: esse sono anzi un’ occasione di rapporto con la popolazione cinese, con la sua società civile (così diversa dai suoi governanti) in cui tessere legami e conoscenze, più forti e più solide delle sponsorizzazioni e degli sfruttamenti di manodopera a basso costo.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    06/08/2008 CINA
    La torcia olimpica a Pechino, fra misure di sicurezza ed espropri
    Yang Liwei, il primo astronauta cinese, e Yao Ming, l’astro del basket fra i primi tedofori. Gli abitanti di Pechino sono invitati a starsene a casa per evitare problemi. La “grande Cina” si mostra al mondo. Un gruppo manifesta in piazza Tiananamen contro l’esproprio delle loro case.

    22/09/2009 CINA - TIBET
    Niente visti ai turisti in Tibet durante le feste dei 60 anni
    Il bando durerà fino all’8 ottobre. Il turismo nella regione è diminuito del 20-30%. Già l’anno scorso la regione tibetana è stata isolata prima e durante le Olimpiadi di Pechino.

    08/02/2006 Cina
    Cina, monaci tibetani condannati per aver chiesto l'indipendenza

    Cinque fra monaci e monache condannati per "aver affisso una lettera di protesta che chiede l'indipendenza e la cancellazione delle Olimpiadi del 2008". Le sentenze vanno dai 18 mesi ai tre anni.



    13/02/2008 CINA
    Pechino 2008, Steven Spielberg boicotta
    Il regista statunitense rinuncia alla carica di “consigliere artistico” e accusa Pechino di non fare abbastanza per migliorare la situazione del Darfur. Un gruppo di vincitori del Premio Nobel invita Hu Jintao a fare pressione sul Sudan.

    31/08/2006 TIBET – CINA
    Il Tibet, "una macchia" per le Olimpiadi 2008 a Pechino

    Una delegazione parlamentare francese è tornata ieri da una visita nella regione. Un senatore avverte Pechino dell'importanza di risolvere la questione tibetana prima dei Giochi. Nel frattempo, il Panchen Lama scelto dai vertici comunisti torna a casa.





    In evidenza

    IRAQ
    Patriarca di Baghdad: cristiani e musulmani in preghiera per la pace, fra Mese di Maggio e Ramadan

    Joseph Mahmoud

    Il 30 maggio la chiesa della Regina del Rosario a Baghdad ospiterà una preghiera interreligiosa contro le violenze e il terrorismo. A lanciare l’iniziativa il patriarca caldeo: non le opzioni militari, ma la preghiera contro conflitti che colpiscono “la popolazione innocente”. Un invito anche ai musulmani a riflettere per formare una nuova mentalità, una nuova cultura.

     


    EGITTO-ISLAM-VATICANO
    Papa Francesco e il Grande imam di Al Azhar, il detto e il “non detto”

    Samir Khalil Samir

    Vi sono molti aspetti positivi nell’incontro fra il pontefice e la suprema autorità sunnita, insieme a qualche silenzio. Per Al Tayyib l’islam non ha niente a che fare con il terrorismo. Ma l’Isis usa la bandiera nera di Maometto, la spada del profeta, le frasi del Corano. I terroristi prendono le loro affermazioni sanguinarie da molti imam. E’ urgente un nuovo rinascimento dell’islam, rileggendo la tradizione nella modernità: un lavoro interrotto dal fondamentalismo.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®