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    » 21/03/2005, 00.00

    CINA

    Incidenti nelle miniere di carbone dello Shanxi: 2 esplosioni, 60 morti



    Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Fine settimana nero nelle miniere di carbone cinese. Sono 60 i morti accertati e 9 i dispersi in seguito all'esplosione di 2 miniere illegali nello Shanxi, provincia della Cina settentrionale.

    La prima esplosione di gas è avvenuta il 19 marzo scorso, nella miniera di Xishui a Shuozhou. La deflagrazione è stata così forte che ha oltrepassato il muro divisorio di sicurezza e investendo anche l'adiacente miniera di Kangjiayao.

    In totale nelle 2 miniere erano a lavoro 71 operai, di cui solo 2 sono riusciti a riemergere in superficie. Secondo l'agenzia di stato cinese Xinhua i soccorsi, in cui sono impegnate 6 squadre differenti, sono i "più eccellenti" mai mobilitati nella provincia.

    Fonti ufficiali hano reso noto che a novembre 2004 le autorità avevano ordinato la chiusura del complesso di Xishui dopo aver rilevato problemi di sicurezza. I proprietari, ora arrestati, hanno però continuato a mandare avanti la produzione.

    Il programma di risarcimento per le famiglie colpite dall'esplosione prevede 200 mila yuan (poco più di 18 mila euro) per ogni vittima. La cifra è la tra le più alte offerte dalla Cina per incidenti del genere.

    Ai minatori dello Shanxi se ne aggiungono 19 morti giovedì scorso, 19 marzo, in un'altra esplosione nella miniera di Sulongsi, contea di Fengjie.

    Il progresso economico e la sete di energia cinese continuano mietere vite umane. Secondo organizzazioni internazionali nelle miniere di carbone della Repubblica Popolare muoiono ogni anno 20 mila persone. Stime ufficiali affermano invece che i morti sono 6 mila. Esse costituiscono in ogni caso l'80% di tutti i morti in miniera del mondo, 30 volte di più che in Sudafrica, 100 volte di più che negli Stati Uniti. Eppure i cinesi producono solo il 33% del carbone mondiale. La fame di energia che caratterizza la Cina di oggi, spinge imprenditori e governo ad aprire vecchie miniere in disuso, dove non esiste sicurezza. I minatori sono spinti a lavorare fino a 14 ore al giorno per scavare 1 tonnellata di carbone a testa. Al confronto, un minatore negli Usa, con i macchinari, riesce a portare in superficie ben 40 tonnellate di minerale al giorno.

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