26/05/2020, 10.03
MACAO
Invia ad un amico

È morto Stanley Ho, patriarca dei casinò di Macao, amico della Cina e della Chiesa

di Paul Wang

Aveva 98 anni. Quasi 20 casinò della città erano suoi, compreso il Grande Lisboa. Per la Cina è “un imprenditore patriottico”. È stato anche un benefattore della Chiesa, con un’onorificenza vaticana. È stato fra gli estensori della Basic Law di Macao e consigliere per quella di Hong Kong. Ha avuto quattro mogli e 17 figli.

Hong Kong (AsiaNews) – Stanley Ho Hung-sun, patriarca dei casinò di Macao, è morto stamattina in un ospedale di Hong Kong. Ne danno notizia fonti vicine alla famiglia. Stanley Ho aveva 98 anni e per decenni ha costruito l’impero del gioco d’azzardo nel territorio di Macao, tanto da renderlo più competitivo e interessante di Las Vegas. Quasi 20 casinò della città erano suoi, compreso il Grande Lisboa.

Macao è la destinazione di molti leader della Cina popolare, che passano il weekend nei casinò dell’isola, ammaliati dal gioco. Questo ha permesso a Stanley Ho di coltivare amicizie altolocate e di avere ottimi rapporti con il Partito comunista cinese. Un necrologio dei media di Stato cinese lo definisce “un imprenditore patriottico”.

Al momento del suo ritiro dagli affari, lo scorso anno, egli aveva accumulato una ricchezza pari a 50 miliardi di dollari di Hong Kong [quasi 6 miliardi di euro]. Questa sua grande ricchezza gli ha permesso di essere generoso, impegnato in molte attività caritative e culturali, rispettoso dell’opera della Chiesa cattolica. Fra le cose che si ricordano di lui, vi è la concessione per il personale religioso a viaggiare gratis fra Macao e Hong Kong. Alcuni cattolici ricordano che negli anni ’90 il Vaticano gli ha conferito anche l’onorificenza dell’ordine di san Gregorio per il servizio alla Chiesa e alla popolazione.

Stanley Ho ha comunque ricevuto onorificenze da tante parti: dai britannici, quando dominavano Hong Kong; da Tung Chee-hwa, primo governatore del territorio dopo il ritorno alla Cina; dal governo portoghese a Macao, e dal governo di Macao dopo il ritorno alla Cina, che gli ha addirittura dedicato una strada, mentre lui era ancora vivente.

E’ stato fra gli estensori della Basic Law di Macao, per il passaggio dell’isola alla Cina, e fra i consiglieri per la Basic Law di Hong Kong.

Con un grande fiuto negli affari, egli ha costruito il suo impero quasi dal nulla. La sua famiglia, un tempo ricca, era divenuta poverissima. Grazie al suo talento, prima ad Hong Kong e poi a Macao, è divenuto uno degli uomini più ricchi dell’Asia.

Ha avuto quattro mogli e 17 figli. Diversi di essi, con lui in vita, hanno litigato per il possesso delle ricchezze del padre.

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Macao, la furia anti-corruzione di Pechino stronca gli affari dei casinò
25/02/2015
Casinò di Macao in crisi: si spera nei giocatori dalla Cina
14/01/2009
Nuovo vescovo di Macao: l'unità con Dio, la missione nella città del gioco e nella Cina
08/02/2016 11:50
Gioco d’azzardo, una scommessa milionaria per Vientiane e compagnie cinesi
27/10/2012
Al ponte di Zhuhai-Macao-Hong Kong un sistema di controllo supermoderno
24/10/2018 10:16