24/10/2014, 00.00
CAMBOGIA
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Phnom Penh, la polizia arresta 10 attivisti: Volevano rovesciare il governo

I fermati sarebbero parte del Fronte di liberazione nazionale Khmer (Knlf), movimento con base in Danimarca e bollato come “terrorista” dal governo. Secondo l’accusa, essi avrebbero allestito una unità armata per rovesciare l’esecutivo e il premier. Attivisti pro diritti umani parlano di arresti pretestuosi e privi di fondamento.

Phnom Penh (AsiaNews/Agenzie) - La polizia cambogiana ha arrestato 10 persone, accusate di aver allestito una unità armata con l'obiettivo di rovesciare il governo legittimo del Primo Ministro Hun Sen. È quanto riferisce un portavoce delle forze dell'ordine, secondo cui i fermati sarebbero parte del Fronte di liberazione nazionale Khmer (Knlf), un movimento con base in Danimarca e bollato come "terrorista" dalle autorità di Phnom Penh. Essi sono stati prelevati nella notte fra il 22 e il 23 ottobre e accusati di "cospirazione" per rovesciare il sistema costituito. Gli arresti hanno sollevato critiche e duri commenti di movimenti e attivisti, perché violano i diritti delle persone e non vi sarebbero ragioni concrete per definire il Knlf un movimento eversivo. 

Kirt Chantharith. portavoce nazionale della polizia, sottolinea che il "movimento intende rovesciare il governo stabilendo forze armate fuorilegge, violando segreti militari, distribuendo volantini anti-governativi, addestrando terroristi e conducendo attività lungo il confine" con la Thailandia. Gli agenti avrebbero inoltre confiscato "prove" che includono libri critici verso il premier Hun Sen. 

I 10, la maggior parte dei quali sono contadini, intendevano promuovere dimostrazioni pacifiche all'esterno dell'ambasciata vietnamita di Phnom Penh, per chiedere al governo di Hanoi di rispettare gli accordi di Parigi. Sottoscritti nel 1973, gli accordi - che hanno segnato la fine della guerra del Vietnam - prevedono il riconoscimento dei diritti fondamentali dei cambogiani, fra cui sovranità, indipendenza, integrità territoriale. 

Ancora oggi molti cambogiani contestano la troppa influenza del Vietnam negli affari interni del Paese. 

Sul proprio sito internet il Knlf, attivo da circa due anni, afferma di essere composto da nazionalisti cambogiani e attivisti pro democrazia, che lavorano a stretto contatto con nazioni democratiche e le Nazioni Unite per raggiungere la pace, la libertà e la democrazia. Esso aggiunge di lavorare per cambiare l'esecutivo attraverso la lotta non-violenta e definisce il governo di Hun Sen - al potere dal 1993 - un "regime dittatoriale".

Ad aprile un tribunale cambogiano ha condannato 13 membri del Knlf da cinque a nove anni di galera, avendoli riconosciuti colpevoli di complotto per rovesciare il governo. Tra i sei processati in contumacia vi era anche Sam Serey, fondatore del gruppo. Attivisti pro diritti umani hanno bollato la sentenza come motivata a livello politico, senza alcuna prova e con l'uso di tortura per estorcere presunte confessioni. 

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