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» 30/04/2010 13:58
KIRGHIZISTAN
A Bishkek tornano l’integrismo e il velo islamico
Nel Paese (80% di musulmani) si riaffermano precetti islamici rigidi, come l’obbligo per le donne di portare l’hjiab. Molti datori di lavoro lo proibiscono e si diffonde la polemica. Esperti si chiedono come questo modificherà la società kirghiza.

Bishkek (AsiaNews/Agenzie) – La nuova incertezza politica in Kirghizistan, con la caduta del presidente Kurmanbek Bakiyev e la creazione di un governo provvisorio, potrebbe favorire la forte ripresa dell’islam intgrista, da tempo in atto nelle province meridionali.

La nuova osservanza religiosa già causa diffusi problemi sociali. Ha fatto scalpore il caso della nota presentatrice televisiva Mars Doronova, dal canale  ELTR con sede a Osh, alla quale il superiore Mametibraim Janybekov ha proibito di portare il tradizionale velo islamico (hijab) in ufficio o durante i servizi tv.

All’agenzia Eurasianet, la donna ha osservato che “di recente mi sono sposata e una donna sposata deve portare un hijab, ma il direttore me lo ha proibito”. Ella ha anche rifiutato il compromesso offerto da Janybekov: venire in ufficio con l’hijab e vestirsi in modo diverso durante il lavoro.

“Non ho due facce –protesta – io posso ingannare la gente, ma non posso ingannare Allah. Per questo ho dovuto rinunciare” al lavoro, dopo 11 anni di professione".

Il Kirghizistan è un Paese islamico ma, alla pari di altri Stati ex sovietici, la pratica religiosa è sempre stata moderata. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, l’islam ha ripreso ad espandersi in tutta l’Asia Centrale e in specie nella Valle del Ferghana, dove si trova Osh. I leader musulmani incitano i fedeli a una piena osservanza della legge islamica. Makhmud Aripov, imam della moschea Nabijon Haji a Osh, ripete che “indossare l’hijab è un precetto di Allah, un musulmano deve accettarlo, senza discutere se è giusto o sbagliato. E’una garanzia della castità della donna, l’inosservanza di questo precetto causa divorzi. Una madre che lo indossa dà alla figlia un corretto esempio che la aiuterà a conservare il suo onore”.

La ripresa di questa pratica sta causando numerosi piccoli conflitti, sul lavoro e nelle scuole superiori dove sempre più ragazze portano il velo. Nel Paese l’80% è di religione islamica, ma molti sono poco osservanti di questi precetti e poco tolleranti dell’altrui rigida osservanza.

Per ora il dibattito si incentra su aspetti quale l’obbligo di indossare l’hijab ed è una discussione molto accesa nel meridione del Paese. Chi al momento ne paga le conseguenze sono le donne: in molti uffici e scuole è stato proibito alle dipendenti e alle insegnanti di indossare il velo sul luogo di lavoro.

Ma esperti si chiedono a cosa possa portare la rinascente osservanza delle regole islamiche. Rilevano che, ancora una vola, molti leader e chierici islamici giustificano l’imposizione di una regola con un generico richiamo ai precetti divini e non accettano che dopo secoli possano essere intervenuti cambiamenti sociali. L’incognita è quanto questa nuova osservanza stretta possa tramutarsi in un estremismo non tollerante. Pericolo da non sottovalutare, considerata anche la frattura tra le regioni del nord e del sud del Paese verificatasi durante le proteste che hanno fatto cadere il presidente Bakiyev.


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pp. 176
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pp. 528
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