04/10/2018, 13.00
CINA-VATICANO
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Accordo Cina-Vaticano: un nuovo inizio, una nuova direzione, due importanti piccoli cambiamenti

di Wang Meixiu* (王美秀)

L’opinione della prof.ssa  Wang Meixiu, dell’Accademia delle scienze sociali di Pechino. Grazie all’accordo, finisce l’era della “indipendenza” della Chiesa dal papa. E occorre pensare all’Associazione patriottica come organismo “volontario” in cui non sia obbligatoria la partecipazione.

Pechino (AsiaNews) - Il 22 settembre scorso il Ministero cinese degli esteri e la Sezione del Vaticano per i rapporti fra gli Stati della Santa Sede hanno raggiunto un "accordo provvisorio" sulla futura nomina e la nomina dei vescovi della Cina. Per la Chiesa cattolica si tratta di una svolta storica, un evento unico dopo 70 anni dall’Istituzione della Repubblica Popolare Cinese.

Sebbene non siano stati divulgati i dettagli dell’accordo, possiamo tutti immaginare come dopo quattro anni di dialogo, l'accordo non può che essere un risultato vantaggioso per entrambe le parti.

Rispetto alla sua posizione sui due principi cardini delle relazioni con il Vaticano negli anni ‘80 e ‘90, il cambiamento da parte governo cinese è molto chiaro e non può essere ignorato.

Possiamo credere che, all’interno del dialogo tra il governo cinese e il Vaticano, nel corso dei prossimi due o tre anni (V. quanto detto da Jeroom Heyndrickx a Radio France International, RFI) questo accordo favorirà la soluzione delle questioni connesse con la Chiesa cattolica cinese, l’apertura di strada per la piena comunione e armonia tra la comunità ufficiale e quella non ufficiale, e col Papa.

Per quanto riguarda la Chiesa Cattolica, la richiesta di dialogo col governo cinese, iniziata sotto l’ispirazione di papa Giovanni Paolo II e papa Benedetto XVI - avente lo scopo di una piena unità della comunione per la Chiesa in Cina - ha fatto un grande passo in avanti. Come è ovvio, questo dialogo è stato oggetto di attenzione, analisi e di imbarazzo per i media e molti membri della Chiesa.
Questo articolo espone una riflessione su due piccoli cambiamenti per la Chiesa cattolica cinese dopo l'accordo.

La Chiesa “autogestita”

In primo luogo, dopo l’accordo, il principio di una Chiesa cattolica cinese "auto-gestita e indipendente" ha subito una piccola modifica. In passato, sulla nomina dei vescovi al Papa non era riconosciuto il diritto di “auto-gestione indipendente”, adesso invece è il Papa ad avere il diritto/potere ultimo e indipendente sulla nomina dei vescovi.

In precedenza, per molti vescovi cinesi nominati dal governo e riconosciuti in segreto dal Papa, alla cerimonia di consacrazione non era permesso di annunciare pubblicamente questo riconoscimento papale. Perfino prima della cerimonia, all'interno della cerchia ristretta dei sacerdoti della diocesi era proibito leggere il riconoscimento da parte del Vaticano.

Dopo l'accordo, con il consenso delle parti, il papa nominerà i vescovi, i vescovi ordinati e quelli concelebranti saranno tutti riconosciuti dalla Chiesa, durante la cerimonia di consacrazione la nomina che verrà letta dovrà obbligatoriamente essere firmata personalmente dal Pontefice.

Si può vedere quindi come l’otre vecchio della "Chiesa auto-gestita e indipendente" sarà riempito con vino nuovo. Questa sottile modifica è comunque un grande cambiamento di direzione.  Almeno per i prossimi due o tre anni, i vescovi cinesi, i membri del Dipartimento per gli affari religiosi e altri dipartimenti non dovranno più avere la preoccupazione e l’imbarazzo per eventuali ordinazioni illegali o illecite.

In passato, l'indipendenza e l'auto-gestione della Chiesa Cinese che privava il Papa del suo diritto di indipendenza sulla nomina e la consacrazione dei vescovi era illecito [dal punto di vista della Chiesa].  Da oggi saranno i rappresentanti del clero diocesano, delle suore e i rappresentanti dei fedeli, dopo la nomina del Papa, a organizzare l’ordinazione.

Naturalmente, in passato come il futuro, la partecipazione del governo cinese a tutti i livelli è molto importante.

L’ Associazione patriottica: è volontaria

Il secondo punto riguarda l'Associazione patriottica dei cattolici cinese. Secondo le sue Costituzioni a livelli nazionale, provinciale e cittadino, l'Associazione patriottica cattolica è "una organizzazione popolare volontaria di fedeli cattolici patriottici”.

" Organizzazione popolare" significa che l'Associazione patriottica non è una Chiesa.

"Organizzazione volontaria" significa che la partecipazione è volontaria e non imposta.

Da questo punto di vista, risulta comprensibile il fatto che il Vaticano non faccia commenti sulla partecipazione all’Associazione Patriottica da parte del Clero, considerando che l'Associazione patriottica non è una chiesa.

Alcuni media stranieri hanno riportato che i "vescovi sotterranei" devono ottenere il riconoscimento da parte del governo e partecipare obbligatoriamente all’Associazione patriottica.

Il problema ora è che, poiché gli statuti dell'Associazione Patriottica stabiliscono che l'associazione è un gruppo di persone formato da religiosi cattolici e membri di chiesa che si associano in modo libero, parteciparvi o meno dovrebbe essere la scelta volontaria di un individuo. Pertanto, la partecipazione o meno all'Associazione patriottica e il riconoscimento del "clero sotterraneo" da parte del governo non sono questioni necessariamente connesse.
 

Dal punto di vista della Chiesa cattolica universale e dello Statuto dell’Associazione patriottica dei cattolici cinesi, le Associazioni patriottiche a tutti i livelli possono essere considerate come organizzazioni affiliate alla Chiesa cattolica, in grado di servire la Chiesa, ma [senza influenza] sugli affari interni alla leadership e ai processi decisionali della Chiesa. Una questione sulla quale vale la pena riflettere è quindi il ruolo dell'Associazione patriottica, che deve rispettare i vincoli imposti dai suoi propri statuti.

In breve, per il Vaticano, l'Accordo Cina-Vaticano è un buon inizio. Solo il rispetto reciproco e la volontà di andare avanti insieme delle tre parti in causa, il governo cinese, il Vaticano e la Chiesa cattolica in Cina, porterà a trovare una strada comune per risolvere gli altri problemi che ancora sono irrisolti: quello dei "vescovi sotterranei", il ruolo del Consiglio dei Vescovi, l’accordo sul numero e sul territorio delle diocesi, eccetera.

 

*Membro dell’Istituto per lo studio delle religioni, una branca dell’Accademia nazionale delle scienze sociali a Pechino, e osservatrice della Chiesa cattolica in Cina.

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