19/03/2016, 12.10
THAILANDIA
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Aperta la Porta Santa ad Ayutthaya, culla della Chiesa thai

di Weena Kowitwanij

Il cardinale di Bangkok ai fedeli presenti: “La vita e l’esempio di san Giuseppe ci mostrano la strada per crescere come padri, di famiglia o spirituali, nella strada della giustizia, della bontà e della virtù. E queste sono le strade per la crescita di ogni essere umano”. Da Ayutthaya è ripartita l’evangelizzazione della Thailandia.

Bangkok (AsiaNews) – La vita e l’esempio di san Giuseppe “ci mostrano la strada per crescere come padri, di famiglia o spirituali, nella strada della giustizia, della bontà e della virtù. E queste sono le strade per la crescita di ogni essere umano”. Lo ha detto questa mattina il card. Francis Xavier Kriengsak Kovithavanit, arcivescovo di Bangkok, aprendo la Porta santa nella chiesa intitolata proprio a san Giuseppe ad Ayutthaya. La cerimonia è stata ricca di significato, dato che questa chiesa rappresenta la culla dell’evangelizzazione della Thailandia.

Si tratta della terza Porta santa aperta nel Paese, dopo quelle della cattedrale dell’Assunzione nella capitale di san Pietro a Nakhon Pathom. Erano presenti il vescovo emerito mons. Joseph Sangval Surasarang e più di 30 sacerdoti, fra diocesani e religiosi. Migliaia di fedeli erano presenti alla messa.

Il card. Kovithavanij ha invitato i presenti ad aprire il cuore per ricevere la misericordia di Dio: “Se siamo toccati da questa misericordia, possiamo cambiare i nostri cuori e portare il Suo amore ai nostri fratelli e sorelle che vogliono incontrarlo. I cattolici hanno bisogno di un cambiamento del cuore, di un cambiamento della vita. L’apertura della Porta santa ci rende più facile questo cambiamento. Accettiamolo, perdoniamo e riceviamo il perdono”.

Ayutthaya è considerata la “culla” della Chiesa thai, dato che da qui tre missionari delle Missioni estere di Parigi (Mep) ebbero nel 1666 il permesso dal re del Siam Narai il Grande di costruire una chiesa e una scuola. Il vescovo Lambert de la Motte, insieme ai padri Jean De Bourges e Dedier, impressionarono talmente tanto il sovrano che questi donò loro di persona il terreno su cui venne costruito il “campo san Giuseppe”. Qui vennero convertiti i primi 1.500 siamesi e riprese l’evangelizzazione del Paese. 

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