05/08/2017, 12.10
INDONESIA
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Asian Youth Day, la Laudato Si’ ha cambiato la vita dei giovani cattolici

di Mathias Hariyadi

Jonathan Cho era un ragazzo solitario e sedentario, ora è molto impegnato in iniziative per la salvaguardia dell’ambiente. Sumbal Tariq: “Ispirata dall’enciclica, sono impegnata nel piantare alberi e proteggere le sorgenti d'acqua”. Mons. Pius Riana Prapdi, vescovo della diocesi di Ketapang: “I due ragazzi hanno saputo portare nelle loro vite lo spirito dell’enciclica e diventare valido esempio per gli altri”. P. Yohanes “Santo” Dwi Harsanto: “Imparare il coraggio di diffondere i valori sociali della dottrina e gli insegnamenti della Chiesa cattolica.

Yogyakarta (AsiaNews) – Laudato si’, l’enciclica scritta da papa Francesco sul tema della tutela ed il rispetto dell’ambiente, ha ispirato e cambiato la vita di due giovani cattolici asiatici.

Jonathan Cho, originario di Hong Kong, e Sumbal Tariq, studentessa di Islamabad (Pakistan), hanno raccontato la propria esperienza ai ragazzi che lo scorso 3 agosto hanno preso parte ad uno degli incontri organizzati nella seconda giornata dell’Asian Youth Day a Yogyakarta (foto 1 e 2).

Durante il dibattito sono intervenuti anche mons. Pius Riana Prapdi, vescovo della diocesi di Ketapang, provincia di West Kalimantan (Indonesia) e p. Yohanes “Santo” Dwi Harsanto, sacerdote diocesano di Semarang, diocesi ospitante la manifestazione cattolica giovanile, e membro del Comitato organizzativo.

Jonathan Cho era un ragazzo solitario e sedentario, che fuggiva le occasioni di socializzazione, in favore dei suoi gadget tecnologici. Tuttavia, grazie ad un gruppo di studio biblico, egli ha potuto leggere ed apprezzare l’enciclica del papa. Questo lo ha cambiato in maniera profonda e radicale, trasformando uno stile di vita “concentrato su sé stesso” ad uno “finalizzato al sociale”. Da allora Jonathan è diventato un vero amante della natura ed è molto impegnato in iniziative per la salvaguardia dell’ambiente. “L'ecologia e l'ambiente non sono argomenti significativi ad Hong Kong. La nostra vita quotidiana è più focalizzata su questioni economiche, come gli investimenti finanziari”.

Sumbal Tariq ha spiegato ai presenti quanto l’acqua e la sua conservazione siano temi di cruciale importanza nella sua città. “Ispirata dalla Laudato si’ – ha raccontato la giovane – ho cominciato a impegnarmi nel piantare alberi e proteggere le sorgenti d'acqua come i fiumi, cercando di impedire che vi si gettino i rifiuti”.

Mons. Prapdi ha ribadito come i due ragazzi, seppur provenienti da contesti sociali e ambientali così diversi, rappresentino entrambi un modello di giovani cattolici che hanno saputo portare nelle loro vite lo spirito dell’enciclica e diventare valido esempio per gli altri. Il vescovo ha poi raccontato le serie sfide ambientali che ogni giorno si trova ad affrontare nella sua diocesi, che si estende su un vasto e remoto territorio. I numerosi impianti di estrazione mineraria, legali e non, e la deforestazione per le piantagioni intensive di palma sono solo due delle minacce all’equilibrio dell’eco-sistema del West Kalimantan.

P. Yohanes “Santo” Dwi Harsanto ha infine invitato tutti i presenti a trarre insegnamento dalle testimonianze di Jonathan e Sumbal, dai quali tutti i ragazzi dell’Ayd possono imparare il coraggio di diffondere i valori sociali della dottrina e gli insegnamenti della Chiesa cattolica.

Nella stessa giornata, durante la sessione plenaria dal tema “Apprezzare e celebrare la nostra diversità”, mons. Prapdi ha accompagnato sul palco p. Dominicus Bambang Sutrisno (foto 3). Egli è un prete diocesano della diocesi di Semarang che assiste centinaia di anziani nella Domus Pacis di Yogyakarta, una casa di riposo per sacerdoti. Fin da bambino, p. Sutrisno è affetto da una disabilità ad un piede, che ora lo costringe su una sedia a rotelle e condiziona la sua opera pastorale. L’anziano prete ha raccontato ai giovani presenti la sua personale “battaglia spirituale” per combattere la frustrazione dovuta alla sua infermità, prima di trovare conforto nella presenza di Dio che gli ha consentito di socializzare con il prossimo. Nel suo appello a non preoccuparsi per le disabilità fisiche, p. Sutrisno ha dichiarato: “Se non si ha più coraggio, allora non si è più giovani”.

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