23/02/2012, 00.00
SIRIA
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Attesa per l'incontro degli "Amici della Siria", domani a Tunisi

Ci saranno esponenti delle diplomazie della Lega araba, dell'Unione europea e degli Stati uniti. Non ci saranno, anche se invitate, Russia e Cina. Homs è sotto bombardamento per il 20mo giorno consecutivo. Secondo fonti della resistenza, l'esercito ha colpito di proposito l'edificio da dove trasmettevano i due giornalisti uccisi ieri.

Beirut (AsiaNews) - Attesa per la conferenza, domani a Tunisi, degli "Amici della Siria" che vedrà riuniti esponenti delle diplomazie della Lega araba, dell'Unione europea e degli Stati uniti. Non ci saranno, anche se invitate, Russia e Cina, che confermano, per tale via, il sostegno al regime di Bashar al-Assad.

L'incontro, nelle affermazioni del ministro degli esteri di Tunisi, vuole inviare "un forte messaggio" al governo siriano: "ci sono state - ha aggiunto - abbastanza uccisioni. Ci deve essere un radicale cambiamento politico". Improbabile, però, che dalla conferenza esca la decisione di fornire ufficialmente armi ai rivoltosi.

L'appoggio alla Siria costa alla Russia un ulteriore peggioramento dei suoi rapporti col mondo arabo: ieri il presidente Dmitry Medvedev si è sentito dire dal re saudita Abdullah, al quale aveva telefonato, che prima di mettere il veto in Consiglio di sicurezza avrebbe dovuto "coordinarsi con gli arabi" e che "attualmente un dialogo su quanto sta avvenendo in Siria è inutile".

Le notizie che giungono dalla Siria sembrano dargli ragione: Homs, e in particolare il quartiere di Baba Amr, è per il 20mo giorno sotto bombardamento. Fonti locali parlano di "esplosioni terrificanti". Le stesse fonti sostengono che l'attacco che ieri ha ucciso i giornalisti Marie Colvin e  Rémi Ochlik è stato intenzionalmente mirato contro l'edificio che li ospitava. "C'era un aereo che sorvolava la zona, deve aver intercettato il segnale che indicava una trasmissione via satellite e quindi è iniziato il bombardamento contro l'edificio". L'esercito sta infatti impedendo tutte le comunicazioni con la città.

Sul fronte opposto, i ribelli segnalano il passaggio nel loro fronte di un ufficiale di alto grado, un  generale, insieme con circa 200 soldati. Ma, anche se cresce il numero dei militari che disertano e si uniscono al Free Syrian Army, ciò non sta portando al collasso l'esercito di Assad. (PD)

 

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