29/12/2010, 00.00
INDIA

Attivista indiano: sulla libertà religiosa ha ragione il Papa

Lenin Raghuvanshi
Lenin Raghuvanshi, impegnato nel campo dei diritti umani commenta ad AsiaNews il messaggio lanciato da Benedetto XVI per la Giornata mondiale della pace: “la libertà religiosa è la via verso la pace”. Riportando il caso dell’India, prigioniera del nazionalismo fondamentalista indù.
New Delhi (AsiaNews) – “Sua Santità il Papa ha piena ragione quando dichiara che la libertà religiosa è la via verso la pace”. Dove non è rispettato questo diritto, vi sono le basi del fascismo. Lenin Raghuvanshi, direttore esecutivo del “Comitato di vigilanza del popolo sui diritti umani”, parla ad AsiaNews della necessità di rispettare la libertà religiosa per costruire una convivenza davvero giusta e pacifica. Il dott. Raghuvanshi ha vinto il premio Weimar per i Diritti umani 2010 e il Premio Gwanju per i Diritti Umani nel 2007.

Se la società desidera una pace sostenibile, ci deve essere libertà religiosa e libertà di coscienza: la mancanza della libertà religiosa conduce all’intolleranza, a ostilità e tensioni.

La libertà religiosa presuppone che lo Stato non intervenga nella sfera della religione, e che non eserciti un controllo sulle coscienze: tutte le democrazie del mondo devono assicurare e garantire la libertà di religione. Il progresso e lo sviluppo di una democrazia saranno il risultato di una società pacifica e tollerante.

Quando tutta la popolazione, comprese le minoranze linguistiche e i gruppi etnici, hanno la libertà di praticare la propria fede, i riti e le espressioni religiose, questo conduce a una società armoniosa e unita, che crea un ambiente favorevole per il progresso e la prosperità della nazione.

Ogni società che non garantisce la libertà religiosa produce e stimola un fascismo comune. Il nazionalismo in politica è preliminare al fascismo. Nel fascismo nazionalista c’è l’abuso della filosofia fondamentalista religiosa nel nome del bene politico, per usurpare il potere politico e tentare di stabilire una supremazia nella società.

Per esempio in India le forze fasciste indù abusano della loro religione per portare il voto a politici. Ma il Bharatiya Janata Party (Bjp – il partito nazionalista indù) e il resto del Sangh Parivar non sono intimoriti dalla spaventosa prospettiva. Mentre non c’è alcuno sforzo per risolvere i principali problemi sociali come la povertà, la disoccupazione, la sanità e la giustizia.

In India, oggi, non si tratta solo di nazionalismo in politica, ma piuttosto di fascismo di Stato sotto le brigate Hindutva [la destra nazional-religiosa indù, ndR]. Il Rashtriya Swayamsevak Sangh (Rss) è una forza fascista indù nata nel 1925. Il suo fondatore Guru Golwalker, che aveva massima stima di Hitler e Mussolini, descriveva l’India come un Paese di puri indù, e gli islamici come cittadini di seconda classe. Il massacro del Gujarat del 2002 e il massacro del Kandhamal in Orissa nel 2008 sono stati una realizzazione di questo male. Dove ogni cosa è stata polarizzata e i sostenitori sono solo un esempio delle forze nazionaliste fasciste.

In India distruggere la democrazia laica significa distruggere la sua unità e integrità. Per questo è tanto attuale quello che Sua Santità il Papa - che è il più rispettato leader spirituale, e un ardente difensore della pace e dei diritti umani nel mondo – ha detto nella sua profetica invocazione nella Giornata mondiale della pace: che la libertà religiosa è la via verso la pace.

Il pericolo posto dalla dittatura di casta ha creato un nuovo legame tra nazionalismo fascista e indù, e una struttura basata sull’esclusione. Fino a quando tutte le forze progressiste collaborano per eliminare il bramanesimo dalle loro radici, la dittatura patriarcale dei Manu non rimarrà tale e si svilupperà. Anche se ben poco può essere fatto in così breve tempo, il fascismo nazionalista non è stato cacciato. Il pericolo del fascismo nazionalista indiano per il mondo intero è che una persona ogni cinque al mondo sia indiana.

Lo stesso può dirsi delle forze fasciste nazionaliste in Pakistan, dove la maggioranza vuole usurpare il potere politico e discriminare le minoranze, colpendole con violenze e soggiogandole a uno status di cittadini di seconda classe.

Per questo la libertà religiosa è la base della democrazia. Le forze politiche usano la mancanza di libertà religiosa per emarginare le minoranze. La politicizzazione della religione è causata dalla mancanza di libertà religiosa in una società.

È urgente che i leader mondiali prendano in seria considerazione il messaggio del Santo Padre – che la libertà religiosa è la via verso la pace – se vogliono promuovere una pace sostenibile in tutto il mondo.

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