31 Luglio 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 11/05/2011
CINA
Bambini cinesi “confiscati” e venduti in adozione
Gli impiegati del governo hanno sequestrato bambini “illegali”, nati oltre la quota permessa, ma anche figli unici. Un orfanotrofio che dava i bambini in adozione prendeva 2760 dollari per bambino venduto; gli impiegati 142 dollari. La piaga della legge sul figlio unico porta aborti e sterilizzazioni forzati, aborti selettivi su feti femminili, arresti di attivisti impegnati contro i soprusi.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Le autorità cinesi dell’Hunan hanno aperto un’inchiesta sulla vendita all’estero di circa 20 bambini, nati al di fuori della legge del figlio unico. Gli stessi impiegati per il controllo della popolazione hanno “confiscato” i bambini e li hanno venduti guadagnandoci.
 
Il giornale Caixin.com ha rivelato che impiegati della contea di Longhui (Hunan) hanno sequestrato e venduto bambini nati oltre la quota permessa dal “figlio unico”, ma anche figli unici e li hanno venduti a famiglie degli Stati Uniti e dell’Olanda, usando come mezzo un orfanotrofio di Shaoyang.
L’orfanotrofio riceveva 2760 dollari, mentre gli impiegati del family planning ricevevano 142 dollari per bambino venduto. Alcune di queste vendite sarebbero avvenute nel periodo 2002-2005. Il capo dell’orfanotrofio, Jiang Dewei, ha dichiarato a Caixin.com che i bambini erano stati giudicati dal governo come “abbandonati” e perciò messi in lista per l’adozione.
 
Denunce sugli abusi legati alla legge del figlio unico sono innumerevoli. Dalla fine degli anni ’70 la Cina ha imposto la regola di un solo figlio per famiglia, da generare secondo tempi stabiliti dagli uffici per il controllo della popolazione. Pechino permette un solo figlio alle coppie residenti in città e due a coppie di contadini, se il primo figlio è una femmina. Tutti coloro che superano la quota sono tassati con multe che arrivano fino a 5-10 volte lo stipendio medio di un operaio. Spesso gli impiegati del family planning, che ricevono incentivi per il loro lavoro, tassano a piacere la popolazione con multe esose, sequestro di beni, case e terreni.
 
Ancora più spesso, per rimanere nelle quote di nascite fissate dal governo centrale, obbligano le donne ad aborti forzati fino al non mese di gravidanza, o a sterilizzazioni forzate. Chen Guangcheng, attivista cieco dello Shandong ha denunciato tali aborti e sterilizzazioni forzate e per questo è stato condannato a quattro anni di prigione. Liberato lo scorso settembre, è costretto a vivere agli arresti domiciliari con la sua famiglia.
 
La legge sul figlio unico, insieme alla preferenza dei cinesi per il figlio maschio, ha creato uno squilibrio nella proporzione fra maschi e femmine, dovuto ad aborti selettivi di feti femminili. Secondo l’ultimo censimento, in Cina vi sono 118 maschi ogni 100 femmine.
Nell’ultimo decennio almeno 86 mila bambini e bambine cinesi sono stati adottati all’estero, in maggioranza negli Stati Uniti.
 
Proprio negli Stati Uniti è nato alcuni anni fa il movimento “Women’s rights without frontier” (http://www.womensrightswithoutfrontiers.org ), che denuncia gli abusi sulle donne a causa della politica di controllo delle nascite.

invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
28/05/2013 CINA
Neonato gettato nel water, sopravvive nel tubo della fogna, salvato dai pompieri. Il video
11/11/2011 CINA
Massiccia campagna di opinione contro gli arresti domiciliari di Chen Guangcheng, l’attivista cieco
di Wang Zhicheng
24/09/2011 CINA - USA
Legge del figlio unico: nuovi casi di aborti, sterilizzazioni forzate e prigionia
01/05/2015 CINA
Il figlio unico: la violenza dello Stato cinese contro donne e bambini
di Reggie Littlejohn
12/01/2015 CINA
Pechino, più di 30mila famiglie chiedono di avere un secondo figlio

In evidenza
ISRAELE-IRAN
Dopo l’accordo sul nucleare, Israele dovrebbe diventare il miglior alleato dell’Iran
di Uri AvneryE’ la tesi del grande statista e pacifista Uri Avnery, leader del gruppo Gush Shalom, sostenitore della pace fra israeliani e palestinesi. Secondo Avnery, l’Iran desidera solo essere una potenza regionale e del mondo islamico, capace di commerciare con tutti, grazie alla sua raffinata e millenaria esperienza. Di fronte, rivolti al passato, vi sono le monarchie e gli emirati del Golfo. L’Iran può essere un ottimo alleato contro Daesh. Gli abbagli di Netanyahu e dei politici e media israeliani. (Traduzione dall’inglese di AsiaNews).
ASIA
Il Pime in Cina: uomini nuovi in strutture nuove
di Piero GheddoLa missione in Cina è possibile: deve puntare più alla formazione che alle strutture. L’esempio dei martiri antichi e nuovi. Una sintesi commentata della lettera che il Superiore generale del Pime ha mandato ai suoi confratelli, dopo un viaggio in Cina.
EUROPA - ISLAM
Imam di Nîmes: Lo Stato islamico uccide i cristiani, e rischia di eliminare anche l’islam dall’Europa
di Hocine Drouiche*L’islam politico sta diventando un “islam delinquente” che valorizza la menzogna, l’odio, l’inimicizia. I nemici sono i “cristiani” e tutto l’occidente. Ma l’islam ha avuto epoche in cui dialogo, ragione, incontro, assimilazione erano tenuti in grande stima. L’islam guerriero che tanto affascina molti giovani, è frutto di miti e manipolazioni e spinge all’islamofobia. E’ tempo di far nascere e crescere un islam europeo, garante della libertà di coscienza e capace di convivere con cristiani ed ebrei. Risolvere col dialogo il problema palestinese.

Dossier


Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate