21 Dicembre 2014 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 11/05/2011
CINA
Bambini cinesi “confiscati” e venduti in adozione
Gli impiegati del governo hanno sequestrato bambini “illegali”, nati oltre la quota permessa, ma anche figli unici. Un orfanotrofio che dava i bambini in adozione prendeva 2760 dollari per bambino venduto; gli impiegati 142 dollari. La piaga della legge sul figlio unico porta aborti e sterilizzazioni forzati, aborti selettivi su feti femminili, arresti di attivisti impegnati contro i soprusi.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Le autorità cinesi dell’Hunan hanno aperto un’inchiesta sulla vendita all’estero di circa 20 bambini, nati al di fuori della legge del figlio unico. Gli stessi impiegati per il controllo della popolazione hanno “confiscato” i bambini e li hanno venduti guadagnandoci.
 
Il giornale Caixin.com ha rivelato che impiegati della contea di Longhui (Hunan) hanno sequestrato e venduto bambini nati oltre la quota permessa dal “figlio unico”, ma anche figli unici e li hanno venduti a famiglie degli Stati Uniti e dell’Olanda, usando come mezzo un orfanotrofio di Shaoyang.
L’orfanotrofio riceveva 2760 dollari, mentre gli impiegati del family planning ricevevano 142 dollari per bambino venduto. Alcune di queste vendite sarebbero avvenute nel periodo 2002-2005. Il capo dell’orfanotrofio, Jiang Dewei, ha dichiarato a Caixin.com che i bambini erano stati giudicati dal governo come “abbandonati” e perciò messi in lista per l’adozione.
 
Denunce sugli abusi legati alla legge del figlio unico sono innumerevoli. Dalla fine degli anni ’70 la Cina ha imposto la regola di un solo figlio per famiglia, da generare secondo tempi stabiliti dagli uffici per il controllo della popolazione. Pechino permette un solo figlio alle coppie residenti in città e due a coppie di contadini, se il primo figlio è una femmina. Tutti coloro che superano la quota sono tassati con multe che arrivano fino a 5-10 volte lo stipendio medio di un operaio. Spesso gli impiegati del family planning, che ricevono incentivi per il loro lavoro, tassano a piacere la popolazione con multe esose, sequestro di beni, case e terreni.
 
Ancora più spesso, per rimanere nelle quote di nascite fissate dal governo centrale, obbligano le donne ad aborti forzati fino al non mese di gravidanza, o a sterilizzazioni forzate. Chen Guangcheng, attivista cieco dello Shandong ha denunciato tali aborti e sterilizzazioni forzate e per questo è stato condannato a quattro anni di prigione. Liberato lo scorso settembre, è costretto a vivere agli arresti domiciliari con la sua famiglia.
 
La legge sul figlio unico, insieme alla preferenza dei cinesi per il figlio maschio, ha creato uno squilibrio nella proporzione fra maschi e femmine, dovuto ad aborti selettivi di feti femminili. Secondo l’ultimo censimento, in Cina vi sono 118 maschi ogni 100 femmine.
Nell’ultimo decennio almeno 86 mila bambini e bambine cinesi sono stati adottati all’estero, in maggioranza negli Stati Uniti.
 
Proprio negli Stati Uniti è nato alcuni anni fa il movimento “Women’s rights without frontier” (http://www.womensrightswithoutfrontiers.org ), che denuncia gli abusi sulle donne a causa della politica di controllo delle nascite.

invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
28/05/2013 CINA
Neonato gettato nel water, sopravvive nel tubo della fogna, salvato dai pompieri. Il video
11/11/2011 CINA
Massiccia campagna di opinione contro gli arresti domiciliari di Chen Guangcheng, l’attivista cieco
di Wang Zhicheng
24/09/2011 CINA - USA
Legge del figlio unico: nuovi casi di aborti, sterilizzazioni forzate e prigionia
11/01/2013 CINA
La politica del figlio unico mina intraprendenza e capacità di rischio dei cinesi
08/02/2013 CINA
Zhejiang: madre abbandona la sua seconda bambina per evitare le multe del figlio unico
di Paul Wong

In evidenza
IRAQ-VATICANO
Vescovo di Mosul: Gesù nasce fra i container dei rifugiati. Continua la campagna "Adotta un cristiano di Mosul"
di Amel NonaI profughi perseguitati dallo Stato islamico hanno perso tutto: beni, casa, lavoro, scuole, futuro. Ma rimane forte la fede e la missione. Raccolti e inviati quasi 900mila euro. Il messaggio di vicinanza di papa Francesco. La campagna continua secondo la proposta del patriarca di Baghdad: digiuno e sobrietà a Natale e Capodanno, offrendo il corrispettivo per i cristiani di Mosul.
IRAQ
Patriarca caldeo: Digiuno alla vigilia di Natale per il ritorno dei profughi a Mosul
di Joseph MahmoudMar Louis Sako domanda ai fedeli di non celebrare in modo "mondano", con sfarzo e abbondanza, Natale e Capodanno in segno di solidarietà con i fuggitivi della piana di Ninive, perseguitati dall'Esercito islamico. AsiaNews aderisce al digiuno proposto dal Patriarca e chiede a tutti i lettori di dare il corrispettivo del digiuno a sostegno della campagna "Adotta un cristiano di Mosul".
IRAQ - ITALIA
Lettera dell'arcivescovo di Mosul: Grazie per gli aiuti, che sostengono le sofferenze dei rifugiati
di Amel NonaLe offerte di tutti i donatori della campagna "Adotta un cristiano di Mosul" sono usate per acquistare cibo, vestiti pesanti, coperte per i profughi e affittare case o roulotte per affrontare l'inverno e il freddo che sono giunti molto presto. Due donne hanno difeso la loro fede cristiana davanti ai miliziani islamisti che volevano convertirle, minacciandole di uccidere. Rifugiato fra i rifugiati, mons. Nona scopre un modo nuovo di essere pastore.

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate