16/08/2010, 00.00
TURCHIA
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Bartolomeo I celebra la prima messa alla Madonna di Sumela, dopo 88 anni di distruzione

di NAT da Polis
Il monastero, definito “la Montecassino d’oriente”, è stato distrutto dai neo-turchi nel 1922 e trasformato in un museo. Hanno partecipato 15 mila persone da tutto il mondo, cristiani e musulmani. Il Patriarca ecumenico sottolinea la devozione di cristiani e musulmani alla Madonna. Gli esperti ricordano che è stato Ataturk a epurare la presenza cristiana con metodi pre-nazisti, islamizzando a forza i superstiti. Un segno positivo nei rapporti fra il Fanar e lo Stato turco.
Trabzon (AsiaNews) - Dopo 88 anni è stata celebrata la prima messa nell’antico monastero della Madonna di Sumela, a 50 km dalla città di Trabzon (l’antica Trebisonda, sul Mar Nero, la terra dei miti e delle grandi visioni).
 
Il monastero di Sumela, chiamato “la Montecassino d’oriente” ha una storia millenaria. Fondato nel IV secolo, distrutto dalla furia dei neo-turchi nel 1922, trasformato in museo e infine restaurato in  parte con l’intervento dell’Unesco nei primi anni ‘90. Una messa ecumenica, anzitutto per l’arrivo di fedeli da tutto il mondo (greci, georgiani, bulgari, russi, rumeni, ucraini, albanesi, arabi,…).
 
Almeno 15 mila sono saliti sulla montagna dove sorge il monastero, abbarbicato su un parete rocciosa, mettendo in seria difficoltà le limitate strutture.Coloro che per mancanza di spazio non hanno potuto salire al monastero, hanno seguito la messa grazie a due maxi schermi ai piedi della valle.
 
La messa è stata celebrata dal Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, coadiuvato dal metropolita Tychon, in rappresentanza di Kirill, Patriarca di Mosca. La celebrazione è avvenuta nel giorno della Dormizione della Madonna (la festa orientale dell’Assunzione) e in pieno Ramadan, aprendo spazi di dialogo anche con l’islam.
 
I giorni scorsi si temeva che potesse succedere qualcosa - scontri, risse, se non peggio - per via delle proteste di alcuni settori della società turca a "cedere" che in questo museo i cristiani potessero celebrarvi la messa. Invece tutto si è svolto in tranquillità, con una grande partecipazioni di fedeli cristiani e non solo.
 
Bartolomeo, convinto fautore di dialogo, a anni sottolinea che il messaggio cristiano è fonte di vera libertà per l’uomo ed è perciò portatore di rispetto e di perdono verso il prossimo. La sua omelia - di grande spessore e con importanti e significativi messaggi per chi vuol capire – è stata letta con voce rotta dall’emozione e a tratti interrotta da singhiozzi, ringraziando il Signore per avergli regalato questo momento storico.
 
“Oggi – ha esclamato all’inizio – fanno festa i credenti in Dio. Chi crede in Cristo, chi adora la Madonna come la Theotokos, oggi è in festa . Perché benché  oggi si festeggi la Dormizione della Madonna , essa non ha mai  abbandonato il mondo, ma come Signora di questo mondo, intercede presso il nostro Signore a  favore di tutto il mondo”.
 
“Carissimi – ha continuato - oggi è un grande momento per la chiesa  di Costantinopoli (Chiesa madre di quel mondo a cui ha fatto conoscere la fede cristiana). Grazie anche alla  gentile concessione del governo turco, a cui siamo grati, dopo 88 anni di letargo è possibile celebrare tutti insieme, accorsi dalla Russia, Ukrania Georgia. Romania, Bulgaria, Grecia e dal resto del mondo, la Dormizione della nostra Signora”.
 
“Oggi insieme a noi – ha proseguito il Patriarca Ecumenico - festeggiano i fondatori del monastero, Varnavas e Sofronios, e  i benefattori del monastero, i grandi Comneni. Ma oggi,  insieme a loro, noi crediamo che anche le anime dei sultani ottomani come Beyazit il II, Selim il I e il II, Murat il II, Ibrahim I, Mehmet IV, Suleiman II, Mustafa II e Ahmet III, partecipano a questa festa , perché in vari modi essi vollero bene  a questo monastero e per l’appunto   nel corso dei tempi  aiutarono questo monastero alla Madonna di Sumela”.
“Un saluto particolare rivolgiamo ai rappresentanti del governo turco E alle autorità locali per averci permesso  di celebrare la messa su questo sacro luogo. E vogliamo affermare al  popolo di queste terre che la moltitudine del popolo cristiano accorsa qui da tutte la parti del mondo è venuta in qualità di  come angeli di pace. D’altra parte, la Madonna ci unisce tutti , perché come è ben noto, la Madonna di Sumela ha sempre miracolato cristiani e  mussulmani, indipendentemente dalla loro provenienza etnica. Quando ad Adelaide (Australia),  alcuni anni fa hanno dipinto un’immagine della Madonna dai contenuti  blasfemi, il primo a protestare per lo scempio è stato il rappresentante della comunità musulmano della città”.
“Preghiamo - ha concluso Bartolomeo - perché la Madonna di Sumela diventi garante della pacifica coesistenza dei due popoli, cristiani e musulmani i quali oggi si incontrano su questo luogo sacro. .Un luogo meta di pellegrinaggio di cristiani e turchi. E questo nostro pellegrinaggio diventi un ponte tra i due popoli. Oggi davvero si può dire che il Mar Nero è ridiventato Mar Buono”.
Secondo diversi esperti, l’omelia del Patriarca è latrice di molti contenuti. Anzitutto, grazie a vari riferimenti storici, Bartolomeo ha sottolineato il rispetto della figura della Madonna, che nutrono i musulmani, a significare che la religione non è e non deve essere terreno di scontro tra i popoli.
 
Al contrario, tutti ricordano le responsabilità di Mustafa Kemal , poi acclamato come Ataturk.  Proprio lui, fu inviato nel 1919 in quella zona, con lo scopo di  proteggere dalla  furia nazionalista dei neoturchi, le minoranze cristiane che allora contavano 1,65 milioni di persone, ben radicate nel tessuto sociale. Ataturk, invece, ha provveduto alla loro epurazione, usando metodi che anticipavano quelli nazisti. E proprio con la scusa di fondare uno Stato laico neoturco,  non ha esitato ad eliminare la maggioranza di loro ed a provvedere all’islamizzazione forzata di chi opponeva  resistenza, trovandosi come alleato – ironia della storia – il regime bolscevico.
Quasi a riscattare la storia passata, Bartolomeo ha ringraziato il patriarca Kyrill per aver inviato una folte rappresentanza e lo ha invitato a partecipare ad una prossima celebrazione della messa al monastero di Sumela.
 
Alcuni storici hanno ricordato ieri un fatto ancora più doloroso, messo in luce dalle parole dell’ultimo metropolita di queste terre, Chryssanthos. Egli ha infatti denunciato che l’epurazione e il massacro dei cristiani su queste terre è avvenuto con la complice tolleranza dei cosiddetti Paesi cristiani [d’occidente]. Il “malato ottomano”, secondo Cryssanthos, non poteva osare da solo e  senza la tolleranza dei grandi Paesi, cosiddetti cristiani, ad epurare i cristiani. Gli interessi economici, insomma, hanno prevalso su quelli culturali e religiosi.
 
La celebrazione di ieri e le considerazioni sulla storia sono un avvertimento anche per chi pensa ad un nuovo modello di sviluppo di tipo neo-ottomano, in cui prevalga la sopraffazione sull’uomo, invece che il rispetto.
 
Il Metropolita greco di Messinias, personalità dalle grandi visioni, interpellato da AsiaNews sul valore di questo evento straordinario, ha dichiarato: “Questo evento ha il significato di un pellegrinaggio. I rapporti tra il Fanar e lo Stato Turco entrano in nuova fase e alla fine la Turchia dimostra che intende effettivamente di integrarsi nell’Unione Europea con il riconoscimento dei diritti alle minoranze”. 
 
Insomma, in Turchia molte cose iniziano a cambiare anche perché  come testimonia Theodosis Kyriakidis, un giovane studioso discendente di queste terre, “le nuove generazioni in Turchia non si fidano più delle informazioni che sinora lo Stato ha propinato loro e sono alla ricerca di nuove fonti di sapere sul proprio passato”.
 
(Ha collaborato Geries Othman)
 
Foto: Nikos Manginas
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