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» 22/08/2011
TURCHIA
Bartolomeo I pellegrino ai luoghi cristiani del Mar Nero, ormai ruderi
di NAT da Polis
Il Patriarca ecumenico ha celebrato la liturgia sul monte Sumela, fino al 1923 sede di una comunità cristiana fiorente. Un messaggio per la libertà di pensiero e religiosa del Premier Erdogan. Bartolomeo ha chiesto la restituzione dei beni di proprietà delle religioni minoritarie.

Istanbul (AsiaNews) - Si è concluso tre giorni fa il lungo pellegrinaggio del Patriarca ecumenico Bartolomeo I ai luoghi sacri della cristianità del Mar Nero con la visita ai monasteri di Vazelona e di Peristeriota, monumenti di cui restano ormai solo ruderi . Sono luoghi che si trovavano sulla via della seta e sino al 1923 vi risiedeva una rigogliosa comunità cristiana, che ha dato alla luce personalità di grande spessore intellettuale e spirituale. Fra queste spicca il nome del cardinale Bessarione.

La comunità cristiana, malgrado la presenza ottomana, era riuscita a resistere fino al 1923, anno in cui ha visto la nascita della nuova Turchia che costrinse i sopravissuti di queste terre - prima con i massacri, poi con i successivi espatri forzati e la fuga verso la Grecia, la Russia e la Georgia - a una forzata islamizzazione lasciando così i monasteri perire, e trasformando le chiese in moschee.

Il pellegrinaggio è iniziato a Ferragosto nel monastero dedicato alla Madonna sul Monte Sumela, dove si è celebrata liturgia bizantina per la seconda volta dal 1923. La prima volta era accaduto l’anno scorso; e proprio come l’anno scorso sono accorsi centinaia di fedeli provenienti dalla Grecia, dalla Russia e dalla Georgia, figli di gente di queste terre. Benché parlino lo stesso dialetto di origine greca ed abbiano gli stessi usi e costumi dell’attuale popolazione, che li ha accolti con affettuosa ospitalità, da questa li separa ora la religione.

Proprio su questo aspetto si è focalizzata l ‘omelia di Bartolomeo, che ha ricordato che Maria è anche venerata dai musulmani come madre del profeta Gesù. Nel suo discorso il patriarca ha pronunciato più volte la parola “pace”, intendendo dire che la religione, di per se stessa, non è mai stata fonte di guerra. In seguito l’ omelia di Bartolomeo si è centrata sulla crisi che sta affliggendo il mondo, dicendo: “Occorre mettere da parte quelle montagne che sono di ostacolo al nostro contatto con Dio e con la Vergine Maria, Maria che costituisce per noi cristiani il confine fra l’umano e il divino. Bisogna rinunciare a quelle passioni ed egoismi che creano l’illusione e l’autocompiacimento del potere e che alla fine conducono l ‘uomo alla sua inesorabile autodistruzione. E’ tempo di sostenere quanto la Madonna ci ha insegnato, e cioè l’amore disinteressato verso il prossimo e l’invincibile forza dell’umiltà, virtù che caratterizzavano la Vergine, chiamata ‘Platitera’ dei cieli (più grande dei cieli) e Signora degli angeli e degli uomini”, ha concluso il Patriarca.

Dopo la celebrazione della messa Bartolomeo, accompagnato dall’arcivescovo delle Americhe, Dimitrios, e dal rappresentante del patriarca di Mosca metropolita di Yaroslao e di Rostof, Panteleimon (c’era stato anche l’invito al patriarca di Mosca, Kirillos, a concelebrare in questi luoghi la messa) e alla presenza del sindaco del capoluogo di Macka Eroglu, di cui si era ospiti, ha proseguito il suo pellegrinaggio nei vari altri monumenti cristiani, ora ruderi, accompagnati dal canto “Cristo è Risorto”.

Ha preso la parola anche il primo ministro turco Erdogan, originario della città di Rize, che fa parte di queste terre del Mar Nero, per dire la sua contro chi, in genere frange estremiste del nazionalismo turco, gli hanno sempre contestato la concessione del permesso per celebrare la messa su queste terre, cogliendo così l’occasione per esprimere la sua filosofia politica.

“Oggi cari amici” - ha iniziato Erdogan - sono venuti I cristiani per celebrare la loro liturgia. Ci si domanda, che cosa abbiamo perduto o ricavato da questo. Quello che posso dirvi è, chi è certo della propria fede non ha paura della libertà di fede, chi crede alle proprie idee non teme la libertà delle idee e di pensiero. Andate a rivedere la storia ottomana, e vedrete allora che durante quel periodo c’era libertà di culto, la quale veniva usata dagli ottomani a proprio vantaggio nel loro dialogo con la comunità internazionale". " Per amore di Dio - ha esclamato Erdogan rivolto agli estremist - inon create delle fobie per sconvolgere il Paese”.

In una sua intervista al canale turco NTV , rilasciata durante questo pellegrinaggio, Bartolomeo ha ringraziato le autorità turche per tutto ciò che hanno fatto finora; ricordando però anche l’importanza della riapertura della scuola teologica di Chalki e la restituzione delle proprietà tolte nel passato alle minoranze. "E questo - ha concluso il Patriarca - per non essere costretti a ricorrere alla Corte dei diritti dell’ uomo di Strasburgo".

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Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
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