06/09/2018, 08.54
IRAQ
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Bassora: nuovi scontri fra polizia e manifestanti, ancora morti e feriti

Ieri un morto negli scontri fra agenti e dimostranti. Il giorno precedente si erano registrate sei vittime, decine i feriti. La polizia ha lanciato proiettili e gas lacrimogeni ad altezza d'uomo. Crisi idrica e disservizi hanno esasperato i cittadini. Ventimila persone in ospedale a causa dell'inquinamento dell'acqua. Al-Sadr parla di “vandali infiltrati” fra la gente in piazza. 

 

Bassora (AsiaNews/Agenzie) - Negli scontri di ieri fra cittadini e forze di sicurezza a Bassora, nel sud dell’Iraq, è stato ucciso un altro manifestante (almeno 25 i feriti, alcuni dei quali in modo grave), dopo le sei vittime già registrate il 4 settembre. A riferirlo è il leader locale del Consiglio provinciale dei diritti umani, secondo cui la polizia ha aperto il fuoco contro persone inermi. Alcuni testimoni parlano di proiettili e gas lacrimogeni ad altezza d'uomo esplosi dagli agenti contro diverse migliaia di dimostranti, che si erano riuniti all’esterno della sede del governo regionale. 

Da tempo la metropoli del sud dell’Iraq è colpita da una grave crisi idrica ed è teatro di manifestazioni di piazza. I cittadini protestano contro la pessima qualità dei servizi pubblici, la disoccupazione (10% secondo i dati ufficiali, ma con punte fino al 60% fra i giovani) e la corruzione endemica. La regione di Bassora annovera al suo interno circa il 90% delle risorse di idrocarburi del Paese; tuttavia, solo l’1% della forza lavoro proviene dalla zona. 

A causa delle sanguinose protese, già nel luglio scorso la Chiesa locale aveva deciso di sospendere le attività culturali e il catechismo, a tutela dell’incolumità dei fedeli. All’epoca l’arcivescovo locale mons. Alnaufali Habib Jajou aveva avvertito di una possibile escalation della protesta. 

L’inviato speciale Onu per l’Iraq Jan Kubis ha lanciato un appello alla “calma”, invitando le autorità “ad evitare un uso sproporzionato, letale della forza” contro i manifestanti. Egli ha inoltre chiesto alla magistratura di “indagare e consegnare alla giustizia quanti sono responsabili dell’esplosione dell’ondata di violenze”. Il governo, conclude l’esperto delle Nazioni Unite, deve “fare del suo meglio” per rispondere alle legittime richieste e ai diritti dei cittadini. 

Fra le ragioni della protesta l’inquinamento delle falde acquifere e dell’acqua potabile, che hanno causato il ricovero in ospedale di almeno 20mila persone nelle scorse settimane. Intervenendo sulla questione il premier irakeno uscente Haider al-Abadi assicurato che non sarebbero state usate “vere munizioni”. Il leader radicale sciita Moqtada al-Sadr parla di “vandali infiltrati” fra i dimostranti. 

Le manifestazioni che hanno coinvolto la città mostrano in tutta la sua portata lo stato di abbandono in cui versa Bassora, nell’estremo sud del Paese, nei pressi del confine con il Kuwait, e l’esasperazione dei suoi abitanti di fronte all’impunità dei corrotti. Un dato su tutti: alle elezioni del maggio scorso, qui si è registrato uno dei tassi più elevati di astensionismo. 

Le rivalità e le lotte fra fazioni a Baghdad, che hanno paralizzato i lavori parlamentari dall’inizio dei lavori, le vane promesse delle autorità e gli appelli al dialogo hanno esasperato la popolazione. “Non mi interessa sapere a chi spetta il dovere di farlo - afferma Mehdi, un abitante di Bassora di circa 60 anni - quello che voglio, semplicemente, sono i servizi di base”.

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