19/06/2005, 00.00
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Benedetto XVI: Dall'Eucarestia, l'amore ai rifugiati e ai poveri

Ricordando la Giornata Mondiale del Rifugiato, promossa dall'Onu, il Papa ricorda che "la carità operosa" è frutto della partecipazione all'Eucarestia

Città del Vaticano (AsiaNews) – "L'attenzione.. dei cristiani verso chi è in difficoltà e il loro impegno per una società più solidale si alimentano continuamente con la partecipazione attiva e consapevole all'Eucaristia": lo ha detto oggi all'Angelus Benedetto XVI. Di fonte a una folla immensa di almeno 30 mila persone, egli ha ricordato la Giornata Mondiale del Rifugiato, promossa dall'Onu per domani, sul tema  "Il coraggio di essere rifugiato" . La situazione dei rifugiati, in tutto il mondo, vede in prima linea un impegno pronto ed efficace della Chiesa cattolica, in Italia, in Asia, in Africa. Nell'Anno dell'Eucarestia Benedetto XVI, ricorda che tutto questo impegno non è generica generosità, ma è frutto della fede che si alimenta alla celebrazione liturgica. Nello stesso tempo, l'Eucarestia spinge le comunità cristiane verso una continua "capacità di andare incontro alle tante povertà del nostro mondo".

 

Ecco il testo della riflessione del papa prima dell'Angelus:

 

Cari Fratelli e Sorelle!

Si celebra domani, 20 giugno, la Giornata Mondiale del Rifugiato, promossa dalle Nazioni Unite per tenere viva l'attenzione sui problemi di coloro che debbono abbandonare forzatamente la Patria. Il tema di quest'anno - "Il coraggio di essere rifugiato" – pone l'accento sulla forza d'animo richiesta a chi deve lasciare tutto, a volte perfino la famiglia, per scampare a gravi difficoltà e pericoli. La Comunità cristiana si sente vicina a quanti vivono questa dolorosa condizione; si sforza di sostenerli e in diversi modi manifesta loro il suo interessamento e il suo amore che si traduce in concreti gesti di solidarietà, perché chiunque si trova lontano dal proprio Paese senta la Chiesa come una patria dove nessuno è straniero.

L'attenzione amorevole dei cristiani verso chi è in difficoltà e il loro impegno per una società più solidale si alimentano continuamente con la partecipazione attiva e consapevole all'Eucaristia. Chi si nutre con fede di Cristo alla mensa eucaristica assimila il suo stesso stile di vita, che è lo stile del servizio attento specialmente alle persone più deboli e svantaggiate. La carità operosa, infatti, è un criterio che comprova l'autenticità delle nostre celebrazioni liturgiche (cfr Lett. ap. Mane nobiscum Domine, 28). L'Anno dell'Eucaristia, che stiamo vivendo, aiuti le comunità diocesane e parrocchiali a ravvivare questa capacità di andare incontro alle tante povertà del nostro mondo.

Quest'oggi vogliamo affidare, in particolare, gli uomini, le donne e i bambini che vivono la condizione di rifugiati alla materna protezione di Maria Santissima, che, insieme allo sposo san Giuseppe e al piccolo Gesù, conobbe l'amarezza dell'esilio, quando l'assurda persecuzione del re Erode costrinse la santa Famiglia a fuggire in Egitto (Mt 2,13-23). Preghiamo la Vergine Santissima perché questi nostri fratelli e sorelle incontrino sulla loro strada accoglienza e comprensione.

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