03/02/2005, 00.00
USA - ASIA
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Bush: vicina la pace in Medio Oriente

Nel suo discorso sullo Stato dell'Unione, Bush promette di lavorare per uno stato palestinese a fianco di Israele. Sottolineando il successo delle elezioni in Iraq, ammonisce Siria e Iran, e chiede a Egitto e Arabia Saudita un impegno per riforme politiche.

Washington (AsiaNews/Agenzie) – Nel suo discorso annuale sullo stato dell'Unione, George W. Bush ha detto che "è vicina" la creazione di uno stato palestinese che viva in pace con Israele; e che le elezioni in Iraq hanno aperto "una nuova fase" dello sforzo Usa nel Paese. Bush ha spiegato che le truppe americane avranno sempre più un "ruolo di sostegno" verso le forze di sicurezza irakene, ma ha rifiutato di stabilire una data precisa per il ritiro degli Stati Uniti. "In conclusione, egli ha detto, gli irakeni devono essere capaci di difendere la loro nazione e noi aiuteremo a rendere sicura la libertà in questa nuova orgogliosa nazione… Ma non fissiamo artificialmente una data per lasciare l'Iraq, perché questo rafforzerebbe il pensiero dei terroristi, che basti aspettare il nostro ritiro".

 Bush si è impegnato a rimettere di nuovo in moto il processo di pace in Medio Oriente. Egli ha chiesto ai parlamentari un sostegno di 350 milioni di USD per aiutare le riforme politiche, economiche e di sicurezza dei palestinesi: "Il fine di due stati democratici, Israele e Palestina, fianco a fianco in pace, è a portata di mano e l'America li aiuterà a raggiungere questo scopo".

Bush ha fatto notare che il segretario di stato Condoleezza Rice sta per fare un viaggio che la porterà in Israele e nella West Bank, per dialogare con il primo ministro Ariel Sharon e con il presidente palestinese Mahmoud Abbas. I suoi commenti riprendevano le promesse fatte due settimane fa al discorso di inaugurazione della sua presidenza, quando ha detto che occorre diffondere la democrazia in Medio Oriente come antidoto all'estremismo terrorista, che giunge fino a compiere azioni come quella dell'11 settembre.

"Per promuovere la pace e la stabilità in Medio Oriente – ha detto -  gli Stati Uniti lavoreranno con i Paesi amici nella regione, per combattere la comune minaccia del terrore, spingendo verso un livello più alto di libertà". Bush si è poi appellato ai due alleati, Egitto e Arabia Saudita, chiedendo loro di attuare riforme politiche, e ha avvertito Siria e Iran di non finanziare il terrorismo. Egli si è rivolto in modo diretto al popolo iraniano: "Al popolo iraniano io dico stasera: sostenete la vostra libertà e l'America starà dalla vostra parte". Gli Stati Uniti stanno lavorando insieme a Gran Bretagna, Francia e Germania per bloccare il programma nucleare iraniano.

Bush ha commentato solo in breve la questione nucleare della Nord Corea, dicendo che gli Stati Uniti "lavorano a stretto contatto con i governi in Asia per convincere la Corea del Nord ad abbandonare le sue ambizioni nucleari". Nelle scorse settimane gli Stati Uniti hanno accresciuto le critiche verso Nord Corea e Iran che, nel 2002, lo stesso Bush definì "l'asse del male", insieme all'Iraq di Saddam Hussein.
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