01/09/2015, 00.00
CAMBOGIA
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Cambogia, una manifestazione pubblica chiede il rilascio di tre ambientalisti

Tre giovani sono agli arresti per aver interferito con lavori di drenaggio alla foce di un fiume nella provincia di Koh Kong. Coinvolte due aziende vietnamite. Secondo gli attivisti le operazioni sono fonte di inquinamento e causano la rottura degli argini. Annunciate proteste a oltranza sino alla liberazione degli ambientalisti. Oggi la giornata voluta dal papa per l’ambiente e il creato.

Phnom Penh (AsiaNews) - Decine di dimostranti sono scesi in piazza ieri nella provincia di Koh Kong, nel sud-ovest della Cambogia, per chiedere il rilascio di tre ambientalisti detenuti dal mese scorso per aver interferito con lavori di dragaggio voluti dalle autorità. Secondo i tre attivisti queste operazioni sarebbero fonte di inquinamento nell’area e causerebbero il cedimento degli argini di un fiume che scorre nella zona. 

Almeno 80 persone hanno sfilato ieri mostrando cartelli e cantando slogan; il corteo ha percorso alcune vie della cittadina, per poi fermarsi di fronte alla sede del tribunale provinciale. I dimostranti hanno chiesto il rilascio dei tre attivisti e l’archiviazione delle accuse a loro carico. 

Interpellato da Radio Free Asia (Rfa) l’attivista In Kongchit, coordinatore provinciale del gruppo pro diritti umani Licadho, riferisce che le autorità non sono intervenute per bloccare la manifestazione. “Se i giudici riprendono in esame il caso - afferma - le proteste verranno subito interrotte e tutto si risolverà nel migliore dei modi”. 

In caso contrario gli attivisti annunciano proteste a oltranza e il proseguimento della campagna, che è giunta alla terza settimana. L’obiettivo è il rilascio di San Mala, 24 anni, Try Sovikea (26) e Sim Somnang, 29 anni, membri dell’Ong cambogiana Mother Nature. I tre sono stati fermati il 17 agosto, per non essersi presentati a un interrogatorio disposto dalle autorità; oggetto del fermo le proteste contro due aziende vietnamite impegnate in operazioni di drenaggio in un estuario della provincia di Koh Kong. 

Secondo gli esperti le attività di scavo hanno inquinato l’area e causato il collasso degli argini del fiume, ridotto la popolazione di pesci e crostacei, fonte di sostentamento primaria degli abitanti della zona. L’arresto segue la denuncia presentata contro gli ambientalisti da una delle due aziende (la Direct Access) impegnata nell’area, per danni del valore di 100mila dollari a macchinari e attrezzature. 

Il governo cambogiano ha emesso per la prima volta nel 2006 le autorizzazioni per operazioni di scavo, bonifica e drenaggio di terreni; tuttavia, in molti casi queste operazioni avvengono in maniera illegale e sono prive di controllo. Le compagnie impegnate nelle operazioni usano la sabbia nel settore dell’edilizia sia in Cambogia che negli altri Paesi della regione. 

Il tema ambientale è da sempre uno dei nodi irrisolti dello sviluppo in Asia. Nel continente si trovano alcune delle metropoli più inquinate al mondo, si registrano scontri e controversie fra contadini e grandi investitori per il possesso dei terreni e la produzione avviene spesso senza tenere conto delle regole minime di tutela della salute del lavoratore e dell’ambiente circostante.

Papa Francesco ha molto a cuore questo tema, e ha annunciato per oggi una Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, che si affianca a quella già celebrata dal mondo ortodosso. Il pontefice ha dedicato all'ambiente anche la sua seconda enciclica, la “Laudato Sì”, dedicata ai temi ecologici e allo sviluppo sostenibile. 

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