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  • » 31/12/2016, 08.59

    SIRIA-VATICANO

    Card. Zenari: la tregua un passo “positivo” che porta “sollievo”. A Damasco emergenza acqua



    Il nunzio apostolico mostra cauto ottimismo per il cessate il fuoco raggiunto da governo e ribelli, con la mediazione di Russia e Turchia. Lo “scopo immediato” è favorire “la distribuzione di aiuti umanitari”. Necessario inoltre “rilanciare il tavolo dei negoziati”. “Grande partecipazione” dei cristiani alle celebrazioni per il Natale, una festa nazionale in Siria.

    Damasco (AsiaNews) - Il popolo siriano “osserva in generale con favore e di buon occhio” la tregua nazionale sottoscritta da governo siriano e milizie ribelli, in vigore dalla mezzanotte del 30 dicembre. Un cessate il fuoco fragile, ma su scala nazionale “che era atteso da tempo” e la speranza è che possa portare “un po’ di sollievo”. È quanto afferma ad AsiaNews il card. Mario Zenari, nunzio apostolico in Siria, commentando l’accordo fra Russia e Turchia che ha portato a un congelamento dei combattimenti.

    Una tregua che sembra reggere in queste prime ore, in attesa di una futura conferenza di pace che si dovrebbe tenere in Kazakhstan il mese prossimo.

    Per il neo porporato e capo della diplomazia vaticana in Siria il cessate il fuoco rappresenta un “passo positivo”, anche se prevale un atteggiamento di cautela. “Fino a ieri nella zona orientale di Damasco - racconta - si sono registrati bombardamenti e colpi di mortaio. Nel pomeriggio del 29 dicembre sono caduti razzi a est della capitale”.

    La gente “è stanca di questa guerra”, aggiunge il card. Zenari, è “vede molto positivamente il cessate il fuoco, il terzo di quest’anno, sperando che l’esito sia migliore rispetto ai due precedenti”.

    L’accordo include gran parte dei gruppi di opposizione, da cinque anni in lotta contro il presidente Bashar al Assad, ma non riguarda lo Stato islamico e altre milizie jihadiste; dal patto sono escluse anche le Unità per la protezione del popolo (Ypg, i combattenti curdi in Siria). Una tregua che lo stesso presidente russo Vladimir Putin ha definito “fragile”, così come restano in sospeso i futuri obiettivi dell’asse russo iraniano in Siria, dopo la recente riconquista di Aleppo.

    Per le strade della capitale, racconta il nunzio apostolico, “si respira un clima diverso, vi è la speranza che questo accordo sia migliore degli altri e possa reggere”. Lo “scopo immediato”, aggiunge, “è quello di favorire la distribuzione di aiuti umanitari, di cibo, generi di prima necessità”. Inoltre, è necessario “rilanciare il tavolo dei negoziati, risparmiare ulteriori vittime civili e prevenire altre devastazioni”.

    Il card. Zenari parla di “commenti e reazioni positive” all’accordo fra Mosca e Ankara, il “problema” resta ora quello di “vedere cosa succederà” nell’immediato futuro. “Permangono diversi nodi irrisolti - conferma il porporato - non tutti i gruppi ribelli sono coinvolti nell’accordo, la situazione sul terreno resta frammentata, il quadro non è ben definito e permangono dubbi e incertezze su chi è parte integrante della tregua e il ruolo per il futuro del Paese”.

    Bisogna comunque sottolineare l’importanza di questi “piccoli passi” in direzione della pace, sebbene la popolazione “resti con il fiato sospeso in attesa degli sviluppi e non vi è la certezza al 100% che questo accordo possa reggere”. In ogni caso, conferma il proporato, questa tregua “sembra avere elementi di differenza rispetto alle altre, elementi positivi che possono far ben sperare. Aspettiamo e vediamo…”.

    Se la politica internazionale muove le pedine per risolvere il complesso scacchiere siriano, sul terreno la situazione continua a restare difficile, anche e soprattutto nella capitale Damasco dove “da quattro giorni manca l’acqua e il problema comincia a presentarsi in tutta la sua gravità”. Al momento, afferma il card. Zenari, “non vi è certezza sulle cause che hanno originato il problema”. Secondo alcune fonti gli scontri avrebbero coinvolto i bacini con le riserve idriche, altri parlano di avvelenamento dei pozzi per mano di alcuni gruppi jihadisti e ribelli. “Non conosciamo con certezza le cause - commenta il porporato - ma siamo preoccupati perché iniziano a scarseggiare anche le bottiglie di acqua. Vi sono autobotti che girano per la città a distribuire l’acqua, ma il disagio resta massimo”.

    Infine, il nunzio a Damasco ricorda con soddisfazione le recenti celebrazioni natalizie che hanno registrato “grande partecipazione” fra i cristiani, a Damasco come ad Aleppo, e in diverse altre zone del Paese. “I fedeli hanno trovato conforto in queste celebrazioni - racconta il card. Zenari - perché la fede rappresenta un elemento di forza, un sostegno nelle difficoltà. Vescovi, parroci erano molto contenti, e in particolare ad Aleppo si respirava un clima di sollievo e di speranza perché non cadevano mortai”. Da ultimo, il porporato ricorda che in Siria il Natale e la Pasqua “sono giorni di festa, come avviene per le più importanti celebrazioni musulmane”, a conferma dell’importanza e del valore “riconosciuto alla presenza cristiana” nella vita del Paese.(DS)

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