15/12/2016, 15.41
SIRIA
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Aleppo riconquistata dalle truppe di Assad. Partono i primi bus con feriti e famiglie

Almeno 20 autobus e 13 ambulanze trasportano civili e feriti verso l’ovest della provincia di Aleppo. Vi sono anche 4mila ribelli e le loro famiglie. L’offensiva per la ripresa di Aleppo durava dal 15 novembre scorso.

Aleppo (AsiaNews/Agenzie) – La città di Aleppo che dal 2011 aveva offerto una resistenza al regime di Assad è stata riconquistata in modo totale oggi, quando anche l’ultimo 1% della citta, il quartiere di Al-Amiriyah è stato preso sotto il controllo dell’esercito ed è iniziata l’evacuazione di famiglie, feriti e ribelli.

I primi autobus e ambulanze pieni di feriti e di civili sono partiti nel primo pomeriggio di oggi. Da Al-Amiriyah si sono diretti nel quartiere di Ramoussa, sotto I lealisti, per poi muoversi nella zona ovest provincia di Aleppo, sotto i ribelli.

Il corteo di 20 bus e 13 ambulanze è guidato da veicoli della Croce rossa internazionale e della Mezzaluna rossa.

Secondo diverse fonti, fra coloro che vengono trasferiti vi sono circa 4mila ribelli e le loro famiglie. L’esercito è però riuscito ad ottenere la lista di tutti coloro che lasciano i quartieri est di Aleppo. L’evacuazione dei ribelli era già stata concordata ieri con un accordo fra Siria, Russia, Iran e Turchia. Ma proprio la mancanza di tale lista sembra sia stata la causa per il blocco dell’operazione.

Fonti vicine al regime affermano che l’accordo comprende pure l’evacuazione di malati e feriti residenti a Fuaa e Kafraya, due villaggi vicini ad Idlib, in mano al governo e assediati dai ribelli.

L’offensiva lanciata dall’esercito siriano e dall’aviazione russa – insieme a milizie irakene, iraniane, libanesi – durava dal 15 di novembre.

Seconda città e cuore economico del Paese, Aleppo è stata poco a poco trascinata nella guerra civile, spaccandosi in due. Il 21 luglio 2012 i ribelli dell’Esercito siriano libero occupano i quartieri est e sud della città; l’ovest rimane fedele ad Assad. Ma con l’andar del tempo, a impadronirsi della rivoluzione sono i gruppi jihadisti di al Nusra e dello Stato islamico. Allo scatenarsi della guerra intestina per il predominio, saranno le truppe di al Nusra (legate ad al Qaeda) ad avere la meglio.

La divisione nell’opposizione facilita il regime che pone la riconquista di Aleppo come il punto prioritario della guerra. Per ottenere ciò, mette sotto assedio la zona ribelle e distrugge le infrastrutture e le vie di rifornimento.  La comunità internazionale continua a gridare contro i «crimini di guerra» compiuti verso i 250mila abitanti di Aleppo est, ma non riesce a coagulare alcuna azione, se non potenziare la vendita di armi verso Arabia saudita e Qatar, sostenitori dell’opposizione ad Assad.

Anche papa Francesco dedica ad Aleppo molti appelli e preghiere. Dal novembre scorso ad oggi sono stati denunciati da una parte e dall’altra molte violenze che possono essere considerate crimini di guerra.

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