08/09/2009, 00.00
VIETNAM
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Cattolici liberati dalla prigione. Il vescovo di Vinh chiede solidarietà

di Joseph Nguyen
I 19 fedeli erano stati arrestati per aver issato una tenda di preghiera vicino alle rovine dell’antica chiesa. Il governo ha deciso di non ridare indietro il terreno per costruirvi un giardino pubblico e un villaggio turistico privato. Secondo le autorità locali non vi sono cattolici nell’area e non vi è bisogno di chiese.

Vinh (AsiaNews) – Il vescovo di Vinh ha comunicato a tutta la diocesi che 19 cattolici arrestati per aver issato una tenda di preghiera a Tam Toa sono stati tutti liberati dopo oltre 40 giorni dall’arresto. Il prelato però denuncia ancora le violenze contro i fedeli e i suoi sacerdoti e chiede a tutti i fedeli di rimanere uniti e solidali.

Il 4 settembre scorso Mons. Paul Marie Cao Dinh Thuyen ha fatto pubblicare un comunicato in cui si dà la notizia che “i 19 fedeli arrestati a Tam Toa sono stati tutti liberati”. Egli però aggiunge che “i beni della chiesa e dei fedeli non sono stati ancora restituiti nella totalità…. I nostri fratelli e sorelle, picchiati e arrestati, e soprattutto i due sacerdoti aggrediti selvaggiamente a Dong Hoi (Quang Binh) sono stati traumatizzati profondamente nel corpo e nello spirito e hanno ancora bisogno di cure. Continueremo a pregare perché preti e fedeli di Tam Toa si ristabiliscano e ritornino rapidamente alla vita normale”.

L’incidente che ha infiammato tutta la diocesi è iniziato lo scorso 20 luglio, quando la polizia della provincia di Quang Binh ha lanciato un attacco a sorpresa contro un gruppo di indifesi parrocchiani di Tam Toa che stavano edificando una tenda da usare come temporanea cappella per i loro servizi liturgici. L’assalto ha prodotto centinaia di feriti; decine di persone sono state arrestate, portate via con camionette e detenute (cfr 21/07/2009 Percosse e arresti per sacerdoti e fedeli nella storica chiesa di Tam Toa). Nelle settimane successive due preti cattolici sono stati ridotti in fin di vita e poliziotti in borghese e teppisti, pagati dal governo, hanno anche attaccato molte persone nelle strade della città di Dong Hoi solo perché indossavano simboli cristiani, depredando anche le loro case (28/07/2009 Prete in coma perché picchiato dalla polizia. Proteste dei cattolici in tutto il Vietnam).

L’episodio di Vinh è l’ultimo di una serie. Ad Hanoi, Thai Ha, Ha Dong, Vinh Long, Hue, An Giang è successa la stessa cosa: edifici e terreni sequestrati a chiese e conventi vengono venduti dallo Stato a privati (spesso membri del partito) e utilizzati per costruire hotel, night club, ville lussuose i cui proventi vanno a ingrassare i conti personali di rappresentanti governativi.

La diocesi di Vinh ha dato prova di grande unità. Diverse volte 500 mila fedeli, distribuiti nei decanati del territorio, si sono dati appuntamento per pregare e chiedere giustizia. Il governo locale, forse intimorito dalle dimostrazioni di solidarietà, anche internazionale, ha ora liberato i fedeli incarcerati, ma continua con il suo progetto: fare di Tam Toa un centro turistico. Il terreno della chiesa, che i cattolici rivendicano per costruirvi una cappella, sarà trasformato in parco pubblico.

La diocesi di Vinh comprende circa 482 mila cattolici; la parrocchia di Tam Toa ne comprende alcune migliaia, ma le autorità governative affermano che “non vi sono cattolici” e che non vi è bisogno di costruire chiese.

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