30/04/2009, 00.00
FILIPPINE
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Chiesa filippina e società civile per il “buon governo” e la lotta alla corruzione

di Santosh Digal
In vista delle presidenziali del 2010 i vescovi chiedono “maggiore partecipazione” e iniziative volte a promuovere il “bene comune”. I prelati annunciano un anno di preghiera “per la pace” e un “cambiamento nella politica del Paese”. Al voto più di 50 milioni di elettori.
Manila (AsiaNews) – Circa 50 milioni di filippini andranno a votare il 10 maggio del 2010 per eleggere il nuovo presidente. Essi dovranno inoltre scegliere il vice-presidente, 12 senatori, 260 deputati e più di 17mila funzionari degli uffici pubblici. I vescovi filippini però si dicono “preoccupati” per la situazione politica del Paese, segnata da “malgoverno e corruzione”; tanto che l’ausiliare di Manila dice di “non trovare candidati degni”.
 
Mons. Broderick Pabillo, vescovo ausiliare di Manila, non individua al momento candidati degni del voto, perchè troppo legati “ad un vecchio modo di fare politica” che mantiene in uno stato di perenne povertà “la maggior parte dei filippini”. Il prelato ricorda che la Chiesa vuole “elezioni oneste e pulite”, ma più ancora “che le persone giuste vengano chiamate alla guida degli uffici pubblici”.
 
Per questo la Chiesa cattolica filippina, movimenti cristiani del Paese, organizzazioni non governative e membri della società civile intendono promuovere una politica del “buon governo” in vista delle elezioni presidenziali del 2010. Un tema sentito nelle Filippine, dove ancora oggi è elevato l’indice di percezione della corruzione e la stessa presidente Gloria Macapagal-Arroyo non è immune da accuse.
 
Ieri nell’istituto professionale dei gesuiti, a Manila, si è tenuto un incontro intitolato “Un summit per il buon governo”. Esso ha visto la partecipazione di associazioni filippine e straniere, movimenti giovanili e studenteschi, partiti politici alternativi, gruppi religiosi cristiani e musulmani, associazioni professionali, insegnanti ed esperti nel campo dei media. Durante il summit si è discusso di obiettivi e strategie per promuovere una politica del “buon governo”, con una particolare attenzione alle presidenziali del prossimo anno.
 
Mons. Angel Lagdameo, arcivescovo di Jaro e presidente della Conferenza dei vescovi filippini (Cbcp), ha sottolineato che “i cittadini ricoprono un ruolo di primo piano nel rafforzamento delle politiche di buon governo nel Paese”. Una presa di posizione sostenuta da tutti i vescovi che, in una lettera pastorale del 22 aprile, invitano le persone impegnate in politica a “rinunciare alla corruzione” a collaborare “per diffondere iniziative volte al perseguimento del bene comune”. Il 19 aprile il presidente dei vescovi filippini aveva proclamato il periodo giugno 2009-giugno2010 “Anno della preghiera e del lavoro per la costruzione della pace” e per la “partecipazione dei laici al cambiamento sociale”. Il 19 e il 20 giugno saranno dedicate rispettivamente “al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore Immacolato di Maria”.
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