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  • » 14/07/2017, 12.26

    CINA

    Cina, Liu Xiaobo: da tutto il mondo critiche contro Pechino



    Commenti duri in particolare per il no del governo alla richiesta di poterlo curare all’estero. L’attenzione ora si sposta verso la moglie con preoccupazione crescente per la sua salute mentale e la richiesta per la sua libertà. Su Twitter è stato creato l’hashtag #FreeLiuXia.

    Roma (AsiaNews) – La morte di Liu Xiaobo, che il governo cinese ha voluto tenere in custodia fino alla fine, sta moltiplicando le critiche contro le autorità di Pechino, anche ricordando che, prima di Liu, a far morire in prigione un premio Nobel era stata solo, nel 1938, la Germania nazista con Carl von Ossietzky.

    Berit Reiss-Andersen, presidente del Comitato Nobel norvegese ha parlato di “pesanti responsabilità” del governo cinese per la morte prematura del dissidente al quale è stata negata la possibilità di essere curato all’estero. In una dichiarazione egli afferma che Liu Xiaobo rappresentava “idee che risuonano in milioni di persone in tutto il mondo, anche in Cina. Queste idee non possono essere imprigionate e non moriranno mai”.

    L’alto commissario delle  Nazioni Unite per i diritti umani Zeid Ra'ad Al Hussein ha dichiarato che “Liu Xiaobo era la vera incarnazione degli ideali democratici e nonviolenti che egli così ardentemente sosteneva”. “Nonostante l'imprigionamento e la separazione dalla moglie che adorava e che avrebbe potuto alimentare rabbia e amarezza, Liu Xiaobo ha detto di non provare odio per coloro che lo perseguitavano”.

    La Casa Bianca ha definito Liu “un prigioniero politico” e ha espresso “sentite condoglianze” alla moglie del dissidente, Liu Xia. Su di lei, ora, si sta spostando l’attenzione internazionale, con preoccupazione crescente per la sua salute mentale e la richiesta per la sua libertà. Su Twitter è stato creato l’hashtag #FreeLiuXia.

    La presidente taiwanese Tsai Ing-wen ha chiesto alla Cina di permettere la realizzazione del “sogno cinese” si Liu incrementando le riforme politiche e riconoscendo ai cittadini “il diritto naturale alla libertà democratica”.

    I gruppi democratici di Hong Kong, da parte loro, hanno espresso l’impegno a proseguire le proteste non violente.

    In Giappone, il segretario del governo, Yoshihide Suga, ha espresso "sincere condoglianze per la morte di Liu Xiaobo che ha dedicato la sua vita alla libertà e alla democrazia”. Egli ha aggiunto che “la libertà, i diritti umani e il governo della legge sono valori universali La comunità internazionale, e noi (Giappone) riteniamo importante che siano garantiti anche in Cina”. Sullo stesso tono anche i commenti di governi europei, come la Germania e la Gran Bretagna.

    Duri i commenti degli organismi che tutelano i diritti umani. Sophie Richardson, direttrice della sezione cinese di Human Right Watch ha detto che “l’arroganza del governo, la sua crudeltà e la insensibilità  sono sconvolgenti, ma la lotta di Liu per una Cina rispettosa dei diritti  e democratica vivrà”. Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International, ha sottolineato come “nonostante gli anni di persecuzione, oppressione e carcere, Liu Xiaobo ha continuato a combattere per le sue convinzioni”.

    Nessun ripensamento, naturalmente, da parte di Pechino, Il portavoce del Ministero degli esteri Geng Shuang ha detto che per Liu “sono stati fatti tutti gli sforzi per trattarlo umanamente e secondo la legge”. La notizia della sua morte praticamente non è stata diffusa all’interno. Il Global Times, organo in inglese del Partito comunista, da parte sua scrive oggi che “gli ultimi giorni di Liu sono stati politicizzati da forze straniere. Hanno usato Liu come uno strumento per rafforzare la propria immagine e demonizzare la Cina. Non erano davvero interessati a prolungare la sua vita. L'Occidente ha concesso a Liu un aureola, che non durerà. Concedendogli il Premio Nobel, l'Occidente ha ‘rapito’ Liu”. Il quale “ha vissuto in un'era in cui la Cina ha assistito alla crescita più rapida della sua storia recente, ma ha tentato di contrastare la società cinese con il sostegno dell’occidente. Questo ha determinato la sua vita tragica. Anche se avesse potuto vivere più a lungo, non avrebbe mai raggiunto i suoi obiettivi politici che sono in contrasto con il cammino della storia”.

     

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