17/09/2015, 00.00
CINA
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Cina, uno spot invita a donare sperma in cambio di un iPhone

Due banche del seme lanciano una controversa campagna su internet: “Non hai bisogno di dare via un rene per comprare un iPhone6s: puoi fare abbastanza soldi donando sperma!”. Critiche dagli studenti di Medicina. Nel Paese il mercato della fertilità diventa sempre più grande, con controlli sempre minori.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Due banche cinesi dello sperma hanno lanciato una controversa campagna sul popolarissimo WeChat – sistema di microblogging molto usato nel Paese – con la quale si cercano nuovi donatori in cambio dell’ultima generazione di smartphone della Apple. Lo slogan (v. foto) recita: “Non hai bisogno di dare via un rene per comprare un iPhone6s: puoi fare abbastanza soldi donando sperma!”. L’annuncio è stato visualizzato 400mila volta in quattro giorni, ma non sono disponibili i dati sul risultato della campagna.

I committenti dello spot online sono l’ospedale Renji del distretto Huangpu di Shanghai e la banca dello sperma della capitale provinciale dell’Hubei, Wuhan. Quest’ultima ha chiarito che cerca donatori “fra i 22 e i 45 anni” che saranno pagati 5mila yuan (circa 700 euro) ogni 40 ml di prodotto fornito.

Alcuni studenti di Medicina hanno pubblicato però dei post contrari alla campagna, che viene definita “simile a una truffa”. Secondo i giovani “è sbagliato usare il fascino degli smartphone per incoraggiare nuove donazioni di seme maschile”.

La questione è sensibile in Cina, dove da decenni è in vigore una controversa legge sulla natalità che ha provocato centinaia di milioni di aborti (anche forzati) e ha dato vigore al femminicidio infantile. La “legge sul figlio unico” voluta da Deng Xiaoping per contenere la popolazione cinese ha anche prodotto uno squilibrio fra i sessi che ogni anno peggiora, lasciando milioni di uomini senza alcuna possibilità di trovare moglie o farsi una famiglia.

Nonostante queste restrizioni, il boom economico degli anni Novanta ha creato una nuova classe di alta borghesia disposta a spendere grosse cifre per avere figli “su misura”. Nel corso degli anni si sono verificati numerosi scandali legati a questo mercato: dalle cliniche illegali che commerciano in embrioni umani alle donne – soprattutto del ceto basso – costrette ad “affittare” l’utero a coppie ricche. 

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