06/11/2020, 14.37
SRI LANKA
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Colombo, pescatori: il Covid-19 non si trasmette dal pesce

di Melani Manel Perera

Vendite crollate dopo la scoperta di un focolaio in un mercato ittico della capitale. Attivisti esortano le autorità a fermare la campagna di disinformazione. I lavoratori del settore non riescono a pagare i loro debiti. Chiesti refrigeratori per conservare lo stock invenduto e acquisti da parte delle autorità pubbliche.

Colombo (Asia News) – Il Covid-19 non si trasmette dal pesce all’uomo: è il grido d’allarme dei pescatori del Paese. Un gruppo di organizzazioni che si batte per i diritti dei lavoratori del settore ha sollecitato il governo ad adottare misure per proteggere l’industria della pesca dagli effetti della pandemia. La scoperta di un focolaio di Covid-19 a Peliyagoda, un mercato ittico della capitale, ha fatto crollare le vendite del settore: la popolazione teme infatti che il morbo polmonare si propaghi attraverso il pescato.

In una dichiarazione pubblicata ieri, gli attivisti chiedono l’intervento delle autorità con misure a sostegno dei pescatori e con una campagna informativa sugli effettivi pericoli posti dal coronavirus. Essi sottolineano che l’azione governativa deve essere immediata, per evitare che i lavoratori del settore e le loro famiglie siano ridotti alla fame.

Secondo Herman Kumara, coordinatore nazionale della National Fisheries Solidarity Organization, e invitato speciale al Forum Mondiale dei Pescatori, la disinformazione sulla propagazione del Covid-19 ha causato enormi danni ai pescatori. A suo dire, il governo deve porre rimedio a questa situazione. “I piccoli pescatori – dice Kumara ad AsiaNews – non riescono a vendere quanto pescato e hanno inoltre difficoltà a svolgere la propria attività a causa del coprifuoco”.

Jude Vianny, un pescatore a strascico nell’area tra Kudamaduwella e Chilaw, evidenzia un altro problema: “Stiamo affrontando una crisi enorme. I pescatori della nostra zona non sono in grado di rimborsare i prestiti ricevuti. Il governo deve intervenire al più presto”. Egli fa notare che una battuta di pesca della durata di più giorni costa almeno 1,1 milioni di rupie (poco più di 5mila euro).

Vianny denuncia anche il fatto che le autorità non comprano le riserve invendute: “Almeno – egli afferma – ci dovrebbero essere impianti di refrigerazione per conservare il pesce”. Per sostenere l’attività dei pescatori in questa fase di crisi, gli attivisti sostengono che il governo dovrebbe acquistare gli stock di pesce a prezzi equi.

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