11/10/2018, 12.27
CINA-VATICANO
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Come prima più di prima: Wenzhou, Henan, Hubei, continua la persecuzione dopo l’accordo Cina-Santa Sede

Distrutta croce e muro di cinta della chiesa di Lingkun. Nell’Henan divelta una croce a Zhumadian. Per le autorità essa era “troppo visibile”. Rieducazione dei sacerdoti nell’Hubei per riaffermare “indipendenza” della Chiesa dal Vaticano e sottomissione al Partito.

Roma (AsiaNews) – L’accordo “provvisorio” fra Cina e Santa Sede, firmato lo scorso 22 settembre, sembra non fermare la persecuzione e le violenze contro i cattolici. Questa mattina a Lingkun, nel distretto di Yongqiang, la croce che svettava sul campanile della chiesa cattolica è stata strappata (foto 1); il muro di cinta davanti all’edificio sacro è stato distrutto (foto 2).

La chiesa fa parte della parrocchia di Yongqiang, nella diocesi di Wenzhou (Zhejiang). La comunità cattolica di Wenzhou ha circa 130mila fedeli ed è guidata da mons. Pietro Shao Zhumin, riconosciuto dalla Santa Sede, ma non dal governo. È la prima volta dopo 4 anni che una chiesa viene colpita a Wenzhou. Nel 2014, proprio nel Zhejiang è cominciata la campagna per la distruzione delle croci e delle chiese, che si è diffusa poi in molte altre province della Cina.

Quella di Lingkun non è la prima croce ad essere distrutta dopo l’accordo sino-vaticano. Forse il primato spetta a Zhumadian, nell’Henan. Il 3 ottobre scorso, una squadra di operai, guidati dal vicecapo provinciale del Fronte unito, ha distrutto la croce perché “si vedeva troppo” anche dalla stazione del treno ad alta velocità (foto 3). Avrebbe dichiarato: “E’ troppo evidente. Deve essere distrutta”. Il Fronte unito è l’organismo che sovrintende alle attività religiose.

La diocesi di Zhumadian è stata soppressa dalle autorità provinciali. Essa raccoglie oltre 60mila fedeli e al presente non ha un vescovo, ma un amministratore nella persona del p. Cosmas Ji Chengyi. Le violenze contro le chiese dell’Henan si spiegano con il fatto che la provincia ha un’alta percentuale di cristiani. Secondo alcune stime i fedeli cattolici e protestanti sarebbero il 10-15% della popolazione, una delle più alte in Cina, insieme al Zhejiang.

Che la persecuzione stia crescendo è evidente da un ulteriore fatto: nei giorni scorsi, nell’Hubei, si sono tenute assemblee di revisione sul lavoro svolto dal Fronte unito (e Associazione patriottica) per “rieducare i sacerdoti”. Va detto che l’Hubei (per precisione Hankow) è il luogo dove nel 1958 è stato ordinato il primo vescovo “indipendente”, senza il mandato della Santa Sede.

Una foto del raduno mostra (su Powerpoint , foto 4) la linea che le autorità vogliono seguire, ribadendo l’attuazione di una Chiesa “indipendente”, ostacolando l’accordo e ribadendo la sottomissione ideologica al Partito comunista cinese. La traduzione del testo dice:

“Hubei, prima provincia con Chiesa cattolica indipendente. Nella formazione per il clero si è evidenziato quanto segue:

In primo luogo, anche se la Cina e il Vaticano hanno firmato un accordo provvisorio, il tentativo del Vaticano di interferire con gli affari interni della Chiesa cattolica cinese non è cambiato, chiamando in causa il sistema gerarchico e diffondendo informazioni negative. Questi sistemi diventeranno ancora più sofisticati e diversificati in futuro!

Secondo, alcuni cattolici hanno perso la testa: sono confusi ‘su quale bandiera seguire e quale direzione prendere…’[1], non hanno una conoscenza chiara, il principio di indipendenza e di autogoverno sembra essere stato dimenticato!

In terzo luogo, dopo la divisione delle diocesi e le dispute sulla proprietà ecclesiastiche, in molte diocesi a causa dei rapporti di interesse si sono verificati contrasti e contraddizioni”.

E’ interessante notare il terzo punto, in cui si citano “dispute sulla proprietà ecclesiastiche”. Come si sa, uno dei principali motivi dello stretto controllo sulla Chiesa e sui vescovi da parte del Fronte unito è per prevenire richieste di ritorno delle proprietà della Chiesa sequestrate in passato dal Partito. Secondo la legge cinese esse dovrebbero tornare ai legittimi proprietari (ossia la diocesi). Ma i membri del Fronte unito e dell’Associazione patriottica hanno già da tempo registrato queste proprietà a loro nome, contravvenendo alla legge. (BC)

 


[1] Secondo il Fronte unito, i cattolici “confusi” devono ubbidire ai risultati del 18mo Congresso del Partito comunista cinese, sottomettendosi “senza titubanze” al socialismo con caratteristiche cinesi. Cfr. http://theory.people.com.cn/n/2012/1109/c40531-19536049.html

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