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  • » 08/09/2017, 12.26

    INDIA

    Contro gli aborti selettivi delle bambine, ‘Maria si erge a nostra speranza’

    Nirmala Carvalho

    Oggi, festa della Natività di Maria, la Chiesa cattolica indiana celebra la Giornata della bambina. Ancora diffusa la pratica della determinazione del sesso, che uccide migliaia di feti femminili ogni anno. Maria “ci mostra come vivere i misteri cristiani”. Il commento di p. Anthony Charangat, direttore del settimanale dell’arcidiocesi di Mumbai.

    Mumbai (AsiaNews) – Nel giorno della Natività di Maria, la Chiesa cattolica in India celebra oggi la Giornata nazionale della bambina. Secondo il censimento del 2011, il numero di bambine nate, ogni 1000 maschi, è di 918. Ciò significa che ancora oggi sono in vigore le pratiche di selezione del feto e di aborti selettivi. Il problema degli infanticidi femminili è una questione annosa in India, che deriva da un pregiudizio radicato contro le donne. Dato che per le bambine è più difficile trovare lavoro o essere considerate al pari degli uomini, ampie fasce della società indiana ritengono che sia meglio non dare loro la vita.

    Con l’avvento degli ultrasuoni, dei test per determinare il sesso del nascituro e di esami come l’amniocentesi, decine di migliaia di feti femminili non sono mai nati. Per frenare l’abuso di questi test clinici, nel 1994 il governo ha promulgato il Pre-conception and Pre-Natal Diagnostic Technologies Act (Pc&Pndt), che prevede una serie di pene per chi è colto in flagranza di reato, sia esso medico o genitore.

    In questa Giornata, p. Anthony Charangat, direttore di “The Examiner”, settimanale dell’arcidiocesi di Mumbai, sottolinea che Maria, la Madre di Gesù, è la “patrona delle bambine e protettrice di tutte le violenze perpetrate contro di loro”. Secondo il sacerdote, Maria “si erge a nostra speranza” nella continua lotta tra il bene e il male; è “l’archetipo delle donne moderne nel loro legittimo desiderio di essere più intensamente coinvolte nella missione della Chiesa e nella guarigione delle ferite della società”. Di seguito il suo commento (traduzione a cura di AsiaNews).

    Dopo il Concilio Vaticano II, la tendenza della Mariologia è cambiata: [si è passati] dall’onorare i privilegi e lo splendore di Maria per il loro stesso bene, ad un’enfasi su Maria come una di noi. Noi siamo chiamati a contemplare i misteri del Vangelo della sua vita in relazione con i misteri della nostra vita, e ad imitare la sua perfetta risposta di fede attraverso un’autentica spiritualità mariana che rivela a noi il mistero di Maria del Monte [la basilica mariana a Mumbai - ndr].

    Mentre il Concilio ci spinge con forza a continuare ad esaltare Maria che “supera tutte le altre creature in cielo e in terra” (LG 54) e a pregarla [perché] “con la sua molteplice intercessione continua a ottenerci i doni che ci assicurano la nostra salvezza eterna” (LG 62), il Concilio ci chiede anche di porre attenzione in particolare a Maria come un personaggio della Chiesa. È spesso più facile onorare Maria piuttosto che indagare il suo mistero, esaltare Maria piuttosto che rendere la nostra vita come la sua: una risposta totale di fede a Dio.

    Un aiuto in questa direzione lo dà la Lumen Gentium, dove Maria è presentata in termini biblici. Le scritture sono la nostra fonte più pura di conoscenza su Maria. Maria stessa era immersa nelle acque viventi dell’Antico Testamento. Queste acque continuano a sostenere la vita ai nostri tempi. La Lumen Gentium è molto esplicita nel dire che l’Antico Testamento è “da capire alla luce dell’ulteriore e piena rivelazione” (LG 55). La luce della piena rivelazione si verifica quando il Nuovo Testamento è letto alla luce dell’Antico Testamento, e il Vecchio alla luce del Nuovo. Gli studiosi delle Scritture lo chiamano il “sensus plenior”. In tutte le epoche gli interpreti delle Scritture hanno considerato il “sensus plenior” come un valido messaggio ispiratore della Scrittura voluta da Dio.

    Noi possiamo appena afferrare Maria nella Scrittura, dato che è un oceano così vasto. Thomas Merton ha scritto che finchè “non troviamo lei [Maria] vivente nelle Scritture, e fin tanto che non la troviamo anche nascosta nelle Scritture, ovunque e in qualunque promessa contenga suo Figlio, non potremo mai conoscere in pieno la vita che è nelle Scritture”.

    Per perseguire la vera immagine di Maria, è bene iniziare con la profezia della Genesi 3:15, che tutta la Tradizione ha applicato a Maria, la Madre del nostro Salvatore: “Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno”. Questo passaggio riflette la battaglia che continua ad avere luogo tra il bene e il male, nella quale Maria si erge a nostra speranza.

    Se si guarda alla storia del popolo ebraico, troviamo una lunga lista di donne che sono considerate "tipi" come Maria. Pensiamo a Miriam, che ha protetto il neonato Mosè, che alla fine ha liberato Israele dall’oppressione egiziana. Pensiamo a eroine come Debora e Giuditta, che hanno salvato il loro popolo dalla rovina – "tipi" di Maria nella sua collaborazione spirituale con l’opera redentrice di Cristo.

    Guardando Maria in questo modo, possiamo considerarla come l’archetipo delle donne moderne nel loro legittimo desiderio di essere più intensamente coinvolte nella missione della Chiesa e nella guarigione delle ferite della società. Le donne di oggi possono guardare a Maria come una che ha udito in pienezza e con responsabilità la Parola di Dio e ha agito in base ad essa.

    Come modello per ogni cristiano, lei ci mostra come vivere i misteri cristiani mentre contempliamo le Scritture. Lei ci spiega come scoprire gli stessi misteri nella nostra stessa vita e come rispondere in totale fede ai problemi e alle sfide che incontriamo nel nostro tempo.

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