27/02/2020, 10.00
CINA
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Coronavirus: Pechino in soccorso delle piccole imprese, ma l’export cala

Autorizzati 65 miliardi di euro in prestiti agevolati. Già concessi 39 miliardi a inizio febbraio. Solo il 30% delle piccole e medie aziende hanno riaperto i battenti. Il Paese sta perdendo 320 milioni di euro a settimana in esportazioni. Colpite anche le multinazionali dell’hi-tech.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Il Consiglio di Stato cinese ha autorizzato l’immissione di 500 miliardi di yuan (65 miliardi di euro) nel sistema finanziario nazionale. Tramite la Banca centrale, questa somma sarà destinata alle piccole e medie imprese sotto forma di prestiti a tassi agevolati. Una prima tranche di 300 miliardi yuan (39 miliardi di euro) era stata già approvata all’inizio di febbraio. Finora il governo ha iniettato oltre 1000 miliardi di yuan (circa 130 miliardi di euro) per supportare l’economia colpita dagli effetti dell’epidemia polmonare.

Secondo dati del ministero dell’Industria, solo il 30% delle imprese di minori dimensioni ha riaperto i battenti – per quelle più grandi il tasso è di oltre il 60%. Si calcola che siano 63 milioni quelle che rischiano di chiudere nei prossimi mesi per mancanza di fondi. Una tale prospettiva rappresenta una “bomba sociale” per il governo, dato che esse occupano la maggior parte dei lavoratori. Standard Chartered Bank stima che il personale impiegato ha raggiunto solo il 47% del totale.

Le autorità cinesi hanno richiesto alle banche commerciali di estendere la concessione dei crediti alle imprese che producono nelle aree rurali. Le banche di Stato dovranno inoltre mettere a disposizione 350 miliardi di yuan (46 miliardi di euro) a tassi ridotti per le piccole aziende.

Pechino sta anche correndo ai ripari per riportare la produzione industriale ai livelli pre-coronavirus. A detta della maggior parte degli osservatori, la crescita del Pil nazionale rallenterà nel primo trimestre del 2020 al 4-5%. Il Paese è un elemento centrale della catena del valore globale, soprattutto nel comparto tecnologico, ma i container nei porti rimangono vuoti al momento. La Camera internazionale per il trasporto marittimo calcola che l’industria cinese sta perdendo circa 320 milioni di euro alla settimana in esportazioni. Anche il trasporto merci aereo incontra grossi problemi. Grandi vettori come UPS, FedEx Express e DHL continuano a viaggiare da e per la Cina, ma il loro volume di consegne è fortemente ridotto.

Tra i giganti dell’hi-tech, Microsoft sostiene che le vendite di personal computer subiranno un calo significativo, visto che i suoi fornitori cinesi non sono in grado di produrre ai livelli necessari. Stesso problema per la Apple, che assembla i suoi iPhone in Cina. Il ministero dell’Industria di Pechino ha dichiarato che le spedizioni di smartphone sono calate del 39% nel mese di gennaio (21 milioni di unità); la previsione per il primo trimestre dell’anno è di una diminuzione del 30% rispetto allo stesso periodo del 2019.

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