07/05/2020, 08.48
COREA DEL SUD
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Coronavirus: Seoul riduce il distanziamento sociale. I contagi rimangono ai minimi

E' il 20° giorno di fila sotto i 20 casi d’infezione e terzo sotto i cinque. I sudcoreani possono riprendere le loro attività quotidiane, pur nel rispetto di alcune precauzioni di base. Aperte le strutture pubbliche. Dal mese prossimo saranno ripristinati 19 collegamenti aerei con l’estero. 100 milioni di mascherine per affrontare una possibile seconda ondata.

Seoul (AsiaNews/Agenzie) – I nuovi casi di infezione da coronavirus rimangono ai minimi anche se ieri è scattato l’allentamento del distanziamento sociale. Oggi nel Paese si sono registrati 4 contagi, di cui tre importati dall’estero: il 20° giorno di fila sotto i 20 e il terzo sotto i cinque. In totale gli infetti sono 10810 e 256 i decessi.

Il governo aveva introdotto limiti ai contatti umani e misure di confinamento sociale a marzo. Il calo dei contagi ha permesso alle autorità di rimuovere molte limitazioni. I sudcoreani possono riprendere le loro attività quotidiane, pur nel rispetto di alcune precauzioni di base, come l’indossare mascherine protettive.

La popolazione ha di nuovo accesso alle strutture pubbliche, come le stazioni dei treni e delle metropolitana, che sono tornate ad affollarsi. La prossima settimana riapriranno in modo graduale le scuole. Le chiese possono celebrare messa già dal 26 aprile.

Le autorità continuano a mantenere alta l’attenzione. Temono l’arrivo di una seconda ondata di contagi dopo l’estate. Per prepararsi all’evenienza, il governo ha stanziato fondi per produrre 100 milioni di nuove mascherine.

Rimangono in vigore rigide misure di quarantena per chi entra nel Paese. Malgrado ciò, la Korean Air Lines, il principale vettore aereo sudcoreano, ha annunciato che dal mese prossimo riattiverà 19 rotte aeree; i collegamenti saranno ripristinati con alcuni aeroporti in Canada, Germania, Cina, Malaysia e negli Stati Uniti.

Grazie a un eccellente sistema sanitario, e alla prontezza d’intervento, la Corea del Sud è tra le nazioni che hanno risposto meglio alla pandemia globale. Il suo è visto come un modello d’azione democratico, alternativo a quello draconiano di Pechino. Seoul ha chiuso subito i confini con la Cina, epicentro della pandemia, introducendo rigide misure di quarantena per chi entra nel Paese. Le autorità sanitarie hanno poi avviato test diagnostici di massa per individuare i possibili infetti, e tracciare tutti i loro contatti.

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