06 2016
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 11/07/2006, 00.00

    Corea del sud – corea del nord – giappone

    Crisi coreana, pronta per l'Onu la bozza cinese senza sanzioni contro Pyongyang



    Bloccato il testo giapponese, che prevedeva sanzioni, dall'opposizione di Pechino, Seoul e Mosca. Il governo sudcoreano accusa il Giappone di voler intensificare la crisi tramite una "retorica fatta di provocazioni". La diplomazia cinese è nella capitale nordcoreana.

    Seoul (AsiaNews) – Il governo cinese ha preparato una bozza di dichiarazione sulla Corea del Nord da presentare al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che prende il posto della proposta giapponese in cui il riferimento alla violazione della pace e della sicurezza internazionale da parte di Pyongyang avrebbe aperto la strada all'introduzione di sanzioni economiche.

    La proposta cinese chiede alla Corea del Nord di "cessare lo sviluppo, il test, il dispiegamento e la proliferazione di missili balistici e di tornare a rispettare la moratoria sul lancio di missili", ma a differenza del testo nipponico non accenna ad alcuna sanzione nei confronti del regime guidato da Kim Jong-il per i sette missili lanciati la settimana scorsa ed esplosi, o caduti, sopra il Mare del Giappone.

    Il testo giapponese doveva essere votato ieri sera, ma le critiche mosse da Cina, Russia e Corea del Sud hanno convinto i negoziatori a ritardare la questione. Il governo sudcoreano ha dichiarato di "non avere alcuna intenzione di sostenere la risoluzione delle Nazione Unite proposta dal Consiglio di Sicurezza, che comprende Stati Uniti, Francia e Giappone" e Lee Kyu-hyung, vice ministro sudocoreano degli Esteri, ha chiamato Shotaro Oshima, ambasciatore giapponese in Corea, per informarlo della decisione. "In nessun  caso – ha detto ai media Choo Kyu-ho, portavoce del ministero – potremmo salire sulla stessa barca del Giappone". Seoul ha accusato inoltre Tokyo di "voler intensificare la crisi con la parte nord della penisola" utilizzando la minaccia di un attacco preventivo, "una retorica fatta di provocazioni".

    "La Corea del Sud – ha detto oggi Jung Tae-ho, portavoce dell'ufficio presidenziale – reagirà con forza all'arroganza dei leader politici giapponesi". Jung ha poi aggiunto che il vero interesse del Giappone "è quello di poter tornare una potenza in campo militare"

    Una linea comune sulla gestione della crisi missilistica innescata dai test effettuati da Pyongyang la scorsa settimana sembra comunque irraggiungibile. Cristopher Hill, capo dei negoziatori americani al tavolo del disarmo nucleare, è tornato a Seoul per "sottolineare con urgenza" l'importanza di "parlare al regime di Kim Jong-il con una voce sola", ma il suo appello non ha provocato effetti.

    Intanto, al Consiglio di Sicurezza Onu i lavoro sono fermi. Il voto sulla risoluzione congiunta - e sulle sanzioni invocate da Washington – previsto per ieri sera, è stato rimandato per permettere alla diplomazia cinese di fare nuovi sforzi e convincere Pyongyang ad abbandonare i suoi propositi di nuovi lanci.

    Una delegazione di altissimo livello, guidata dal vice premier cinese Hui Liangyu, si è mossa verso la capitale nordcoreana, dove dovrebbe rimanere sei giorni. "Il voto all'Onu è stato bloccato – dice l'ambasciatore statunitense presso le Nazioni Unite, John Bolton – ma questa fase non è infinita. Lasciamo tempo alla diplomazia cinese ma continuiamo ad osservarla, giorno per giorno".

    Seoul teme che l'ampio raggio di interpretazione delle risoluzioni Onu che comprendono sanzioni possa bloccare ogni forma di cooperazione economica con l'altra parte della penisola. "Se dovesse comprendere delle sanzioni – ha detto un rappresentante del governo – la risoluzione ucciderebbe il complesso industriale di Kaesong, dove collaboriamo con il Nord, e può impedirci di inviare aiuti umanitari alla popolazione. In altre parole, la scelta di Tokyo e Washington di continuare a voler punire duramente il Nord vuole essere una forma di pressione durissima anche sul nostro governo", da molti accusato di essere troppo indulgente nei confronti del regime guidato da Kim.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    05/07/2006 Giappone – Corea del Nord
    Truppe giapponesi in massima allerta dopo i test missilistici di Pyongyang

    In ricognizione le navi della marina nipponica, alla ricerca di resti dei sei missili lanciati questa notte dalla Nord Corea. Il Consiglio di Sicurezza Onu si riunisce d'urgenza per discutere la crisi.



    06/07/2006 Corea del nord – corea del sud
    La Corea del Nord è pronta a lanciare nuovi missili

    L'annuncia il ministero degli Esteri di Pyongyang. Il ministero della Difesa sudcoreano parla di tre o quattro missili di corta e media gittata. Divisione al Consiglio di Sicurezza Onu, che non ha ancora adottato una linea comune per risolvere la crisi. Manifestazioni di protesta a Tokyo e Seoul.



    20/07/2006 Corea del Nord – Corea del Sud
    Pyongyang interrompe gli incontri di riunificazione familiare

    La mossa è interpretata come una rappresaglia per l'adozione della risoluzione di condanna da parte del Consiglio di Sicurezza dell'Onu sui test missilistici. Seoul annuncia la sua intenzione di voler dialogare con il Nord tramite canali non ufficiali.



    12/07/2006 Cina – corea del nord
    Pechino, Hu Jintao invita la Corea del Nord a non aggravare la crisi diplomatica

    Con un inusuale appello pubblico al regime di Kim Jong-il, il presidente cinese ha chiesto un impegno concreto per la pace e si è detto seriamente preoccupato per la crisi relativa ai testi missilistici nordcoreani.



    13/07/2006 COREA DEL NORD – CINA –USA
    Sulla questione dei missili, la Cina "non ha ottenuto nulla" da Pyongyang
    Lo sostiene Christopher Hill, da due giorni a Pechino per consultazioni sulla risposta dell'Onu alla provocazione nordcoreana. Il regime di Kim Jong-il chiede a Seoul aiuti alimentari in cambio della protezione militare offerta a tutta la penisola.



    In evidenza

    VATICANO
    Papa: solo Gesù consola le lacrime di dolore del mondo, “un oceano di desolazione”



    Francesco ha preseduto la veglia di preghiera “per asciugare le lacrime” di tutti coloro che hanno bisogno di consolazione. Uno dei testimoni è stato Qaiser Felix, giornalista pakistano che collaborava con AsiaNews e ha ricordato di aver dovuto lasciare il suo Paese, in quanto cattolico, per le minacce contro la sua famiglia da parte degli integralisti musulmani.


    YEMEN - ITALIA
    Vicario salesiano: Il sacerdote rapito in Yemen è ancora vivo. Preghiamo per lui



    Il p. Cereda conferma le ultime notizie secondo cui p. Tom, rapito da jihadisti, è “ancora vivo” e chiede di tenere alta l'attenzione sul suo caso. Egli esorta a tenere aperto il canale comunicativo e l’interesse dei media senza “esercitare pressioni” o alimentare “false speranze”. Dai salesiani messe, preghiere e adorazioni eucaristiche.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®