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  • » 08/07/2017, 12.05

    HONG KONG - CINA

    Cristiani di Hong Kong pregano per Liu Xiaobo e sua moglie. Card. Zen: Dire la verità come lui

    Victoria Ma

    Una veglia di quasi 300 cattolici e protestanti per ricordare il grande dissidente malato di cancro al fegato in fase terminale, e sua moglie. Liu è “la coscienza della Cina”. Card. Zen: E’ come un profeta dell’Antico Testamento. Rev Wu: I suoi scritti sono pieni di valori cristiani. Cartoline da firmare e spedire alla famiglia Liu: “Xiaobo, siamo con te”.

    Hong Kong (AsiaNews) - Oltre 260 cristiani di Hong Kong, protestanti e cattolici, si sono uniti ieri sera in preghiera per il dissidente cinese Liu Xiaobo e per sua moglie Liu Xia, nella cappella di una scuola cattolica del territorio.

    Nei giorni scorsi, Liu Xiaobo, premio Nobel per la pace 2010, malato di un cancro al fegato in fase terminale, è uscito dalla prigione per ricevere cure mediche in un ospedale di Shenyang (Liaoning). Sua moglie è sotto continua sorveglianza da quando suo marito è stato incarcerato.

    Il card. Joseph Zen, vescovo emerito di Hong Kong, ha detto all’assemblea che i cristiani sono vicini alla coppia e hanno imparato da Liu Xiaobo a dire la verità, citando un versetto del libro di Geremia (11, 19-23).

    Il porporato ha detto che Liu Xiaobo è come un profeta dell’Antico Testamento, che parla in nome di Dio e dice la verità. Liu dice la verità, basato su fatti e analisi, e parla con calma. “E cosa ha detto Liu?”, si è domandato il card. Zen. La risposta è la Carta ’08, compilata da Liu e ispirata a Carta ’77.

    Carta ’08 è un manifesto firmato inizialmente da più di 350 intellettuali cinesi e attivisti per i diritti umani, pubblicato nel 2008 in occasione del 60mo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

    “Abbiamo imparato da Liu - ha continuato il cardinale - una persona che dice la verità. Noi persistiamo nel mostrare preoccupazione per ciò che succede in Cina. Siamo calmi e pacifici. Non abbiamo odio, come Liu non aveva odio”.

    Durante l’incontro sono stati letti alcuni brani tratti dagli scritti di Liu Xiaobo, come il suo articolo “Non ho nemici: la mia dichiarazione finale”, scritto nel 2009. Uno dei passaggi dice: “Io attendo [il giorno] in cui la mia Patria sarà un Paese con libertà di espressione, dove la parola di ogni cittadino sarà trattata con cura; dove differenti valori, idee, credo, visioni politiche… potranno insieme competere l’un l’altro e coesistere in modo pacifico … Io spero di essere l’ultima vittima di questa inquisizione che domina senza fine la Cina e che da ora in poi nessuno possa essere incriminato a causa delle sue parole”.

    Il rev. Wu Chi-wai, del Movimento di rinnovamento della Chiesa di Hong Kong, ha fatto notare ai partecipanti che sebbene non si conosca il sottofondo di fede di Liu Xiaobo, i suoi scritti sono pieni di valori cristiani. Il rev. Wu ha citato la riflessione di Liu a proposito del discorso di san Giovanni Paolo II sull’amore e la riconciliazione durante la visita del pontefice a Gerusalemme e nel Medio oriente (nel 2000 e 2001), e la preghiera di Liu per le difficoltà vissute da Ding Zilin, delle madri di Tiananmen.

    Citando un salmo di lamentazione (7, 6-17), il rev. Wu ha ricordato la coppia Liu e i loro dolori e agonie.

    La veglia di preghiera è stata organizzata da sei gruppi cristiani, compresi la Commissione cattolica di giustizia e pace, la Commissione per gli affair di lavoro, la Società dei cristiani di Hong Kong e l’Istituto cristiano di Hong Kong.

    All’inizio dell’incontro, è stato proiettato un video-documentario su Liu Xiaobo, che mostra la sua partecipazione al movimento pro-democrazia del 1989, un’intervista prima del suo arresto, la sedia vuota alla cerimonia per il Nobel per la pace nel 2010; alcune immagini su Liu Xia, che ha vissuto sotto sorveglianze e minacce.

    I cristiani hanno pregato per la coppia, onorando Liu Xiaobo come “la coscienza della Cina”, che ha sostenuto democrazia, libertà diritti umani, stato di diritto, ma ha perso la libertà perchè incarcerato da un regime dittatoriale. Sua moglie, Liu Xia, è stata di continuo agli arresti domiciliari, umiliandola nella sua dignità umana.

    I cristiani hanno chiesto la protezione di Dio per la coppia, perchè perseverino dentro le persecuzioni, e hanno pregato per tutti i dissidenti e i difensori dei diritti umani in Cina che subiscono simili persecuzioni e violenze.

    Il gruppo ha espresso preghiere anche per la democrazia in Cina e ad Hong Kong.

    I presenti e tutti i cittadini del territorio sono stati invitati a firmare delle cartoline che riportano il viso sorridente di Liu Xiaobo e una scritta: “Xiaobo, siamo con te”. Le cartoline saranno spedite a Liu Xiaobo come segno di sostegno a lui e a sua moglie.

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