27/07/2020, 12.23
BANGLADESH
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Cristiani e musulmani piangono p. Eugene E. Homrich, ‘grande missionario dell’etnia Garo’

di Sumon Corraya

È morto negli Usa il 25 luglio scorso, per complicazioni legate al Covid-19. Ha servito la Chiesa in Bangladesh per 60 anni: nel 2016 è dovuto ritornare negli Usa per problemi di salute e perché minacciato di morte da islamisti radicali. “Fondando scuole e centri sanitari, lottando per difendere la comunità Garo perseguitata, p. Eugene è divenuto un riferimento indispensabile per la nostra vita”. Una personalità musulmana vuole che gli sia dedicata una strada a Modhupur.

Tangail (AsiaNews) – Cristiani e musulmani del Bangladesh sono in lutto per la morte di p. Eugene Eduard Homrich, missionario statunitense dell’istituto dell’Holy Cross. È morto due giorni fa all’età di 92 anni, nella casa del suo istituto in Indiana (Usa), per complicazioni derivate dal Covid-19. Ha servito la Chiesa in Bangladesh per 60 anni: nel 2016 è dovuto ritornare negli Usa per problemi di salute e perché minacciato di morte da islamisti radicali.

Ieri, centinaia di fedeli si sono radunati nella parrocchia di Pirgacha, a Tangail, per un’orazione funebre in sua memoria, dove è stato ricordato il suo eccezionale contributo per la diocesi di Mymensingh. Questa diocesi è abitata in maggioranza da persone dell’etnia Garo. Gran parte della missione di p. Eugene è stata rivolta a loro, fondando due scuole medie superiori e 28 scuole primarie per mantenere viva la cultura Garo.

Surma Chiran, una donna Garo, ricorda: “P. Homrich è chiamato il padre della comunità moderna Garo. Se non fosse venuto a Mymensingh, la nostra comunità tribale non avrebbe potuto salvare la nostra cultura. Una volta, lui ci ha detto che religione e cultura non sono la stessa cosa. Così ci ha consigliato di praticare la nostra fede e allo stesso tempo mantenere la cultura che abbiamo ricevuto dai nostri antenati. Io mi sento molto fortunata ad averlo incontrato ed aver imparato da lui cosa significa essere cattolica”.

P. Simon Hacha, un anziano sacerdote della diocesi di Mymensingh, mette in luce il modo in cui in 60 anni di vita pastorale, il grande missionario ha trasformato la situazione socio-economica dei Garo. “Fondando scuole e centri sanitari, lottando per difendere la comunità Garo perseguitata, p. Eugene è divenuto un riferimento indispensabile per la nostra vita. Quando lui è dovuto tornare negli Stati Uniti, i cattolici hanno pianto salutandolo. E oggi piangiamo per aver saputo la triste notizia della sua morte”.  P. Simon Hacha, 66 anni, è anche lui un Garo ed è parroco a Dhakua.

“La vita e la missione di p. Eugene – aggiunge – sono state piene di successo. Era un amico della comunità Garo e ha sempre incoraggiato questa cultura. Nella liturgia ha conservato gli strumenti musicali, la lingua, gli inni Garo. Quando i Garo erano perseguitati, egli ha sempre lottato per loro”.

Anche molti musulmani esprimono condoglianze per la morte del missionario. Fra tutti, Zoynal Abedin dice: “Da molto tempo sono in contatto con p. Homrich. Egli era un cattolico, ma mi rispettava come musulmano. Avevamo buone conversazioni fra noi. Possa Allah onnipotente donargli la pace eterna”.

Durante la guerra di liberazione contro il West Pakistan (26 marzo – 16 dicembre 1971), p. Homrich ha salvato centinaia di musulmani, indù e cristiani, dando loro un rifugio, nascondendoli in chiesa e dando loro da mangiare.

Harun Rashid, non nasconde il suo dispiacere. “P. Homrich ha donato molto alla popolazione di Modhupur [nella diocesi di Mymenshing]. Mentre era qui, avremmo potuto dare un ricevimento, o dare a lui la cittadinanza onoraria del Bangladesh. E invece non abbiamo fatto nulla di tutto ciò. Però il governo del Bangladesh lo ha premiato come ‘Amico straniero’ nel 2012. Ma io voglio chiedere che a Modhupur ci sia una strada intitolata a suo nome”.

Il premio “Amico straniero” va a persone non bangladeshi che hanno aiutato la nazione a vincere la guerra del 1971. Nel 2012, p. Homrich è stato insignito del premio dalle mani del premier Sheikh Hasina, confermando la gratitudine e il rispetto per tutti gli stranieri che per amicizia hanno offerto sostegno morale, mentale, materiale, politico, diplomatico, logistico e militare alla lotta per la libertà del popolo Bangalee (Bengali).

P. Eugene Eduard Homrich era nato nel Michigan nel 1928 ed è arrivato in Bangladesh nel 1955. Dopo aver imparato la lingua, egli ha servito per tre anni una comunità etnica Bengali nella diocesi di Dhaka. Nel 1959 è stato trasferito nella diocesi di Mymensingh, nella parrocchia di Jalchatra, fino al 1992. In seguito egli è stato inviato alla parrocchia di Pirgacha, dove è rimasto fino al 2016.

L’etnia Garo è una minoranza di origine tibeto-birmana, diffusa anche in India. In Bangladesh vi sono 120mila Garo, in maggioranza cristiani.

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