26/09/2005, 00.00
CINA - HONG KONG
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Democratici di Hong Kong e leader comunisti sulla strage di Tiananmen

Per la prima volta dall'89 alcuni membri del partito democratico di Hong Kong sono andati in visita ufficiale nel Guangdong. Qualche passo positivo nel dialogo, ma il "cammino è ancora lungo".

Guangzhou (AsiaNews/Scmp) – Dopo 16 anni di assenza forzata della Cina continentale i deputati democratici di Hong Kong hanno avuto ieri la possibilità di parlare "faccia a faccia" con alcuni rappresentanti di Pechino della violenta repressione del Movimento pro-democrazia del 4 giugno 1989 in piazza Tiananmen.

Durante il primo dei 2 giorni che compongono la storica visita dei democratici in Cina – in un incontro durato 2 ore - 4 deputati hanno chiesto a Zhang Dejiang, segretario del Partito comunista del Guangdong e membro del Politburo, di rivedere il giudizio ufficiale sul Movimento e sulla sua fine sanguinosa. Zhang ha risposto: "Se non vi è una base comune, non vi sono punti da poter discutere". Dopo questa dichiarazione il politico ha affermato che il governo centrale prese, proprio il 4 giugno, "la decisione giusta". Alcuni fra i 59 deputati del Territorio in visita hanno applaudito queste dichiarazioni.

Lee Cheuk-yan – deputato, sindacalista e membro esecutivo dell'Alleanza di Hong Kong a favore dei movimenti patriottici e democratici in Cina - dice: "Secondo Zhang le nostre opinioni sull'argomento non rappresentano il modo di pensare della popolazione di Hong Kong, o forse solo di una piccola parte". Emily Lau Wai-hing, membro de "La Frontiera" (uno dei gruppi democratici in passato più avversi a Pechino), dice che Zhang ha tenuto un "atteggiamento sprezzante" e che "non aveva intenzione di ascoltare l'opposizione". In generale il suo commento sull'incontro è però positivo: "Quello di oggi non è stato un fallimento completo: abbiamo compiuto il primo passo. Io spero che Pechino continui ad avere un atteggiamento accomodante e sia più tollerante".

Dello stesso avviso Donald Tsang Yam-kuen, capo dell'Esecutivo e del gruppo in visita, che ha cercato di raffreddare il confronto descrivendo l'atmosfera "buona". "Credo – dice – che il dialogo sia stato franco e costruttivo. Può eliminare molti fraintendimenti sulla questione". Lee Wing-tat, presidente del Partito democratico, afferma: "Anche se abbiamo punti di vista differenti, questo non preclude future comunicazioni. Non potevamo pensare di risolvere le nostre divergenze con un unico incontro".

Li Shoujin, portavoce del governo provinciale del Guangdong, afferma che l'atteggiamento della leadership è stato "più che accomodante" nei confronti degli ospiti. Ai leader dei 3 maggiori partiti politici di Hong Kong, incluso il democratico Lee sono stati riservati posti in prima fila durante l'incontro con Zhang. L'ex presidente del Partito democratico Martin Lee Chu-ming – che lo scorso anno venne definito "un traditore" da un politico di Pechino – si è seduto durante un pranzo ufficiale offerto dal governo del Shenzhen con Li Hongzhong, Segretario del Partito comunista della provincia, e con il sindaco Ma Zongheng. L'ultima visita di Lee in Cina risale al 1989: venne arrestato dopo la strage del 4 giugno e deportato da Pechino ad Hong Kong.

Il politico ha dichiarato al South China Morning Post: "Questo viaggio dimostra che noi [democratici ndr] dobbiamo continuare ad essere fermi nei nostri principi…Ho visto solo una piccola parte della Cina, siamo stati solo nel Guangdong, ed ho certamente visto solo cosa mi è stato permesso vedere. Certo, la provincia vive un momento di grande sviluppo con la benedizione di Pechino. Credo che possano superare presto Hong Kong in termini di sviluppo economico. Ma noi abbiamo una cosa che non credo loro abbiano: lo stato di diritto. La mia opinione, ora più che mai salda, è che Hong Kong debba mantenere e consolidare questo stato, la cosa migliore che abbiamo". 

Nonostante l'eccitazione nata da questo storico viaggio, il gruppo si è lamentato del fatto che "la lenta barca verso la Cina" abbia fatto troppe fermate in troppo poco tempo. Pechino è stata lentissima nel trattare con questo gruppo politico negli anni scorsi ma, una volta aperta la porta del Paese, i deputati si sono visti catapultati da un sito turistico ad un altro, in una sorta di "viaggio tutto compreso" guidato dal capo dell'Esecutivo. "Questo viaggio è veramente molto caotico – dice ancora Emily Lau Wai-hing – e non credo che siamo venuti per passare 3 minuti qui e 4 minuti lì".

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