25/02/2020, 08.49
TIMOR EST
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Dili, il premier Taur Matan Ruak si dimette; crolla la coalizione di governo

È venuto meno il sostegno dell'eroe indipendentista Xanana Gusmao. Ruak è pronto a rimanere in carica fino all'accettazione delle dimissioni, in modo da “garantire le attività di governo”. Gusmao ha pronta una nuova coalizione a sei partiti, per controllare 34 seggi su 65 in parlamento.

Dili (AsiaNews/Agenzie) – Il primo ministro est-timorese Taur Matan Ruak (foto) ha rassegnato stamane le dimissioni da leader di governo al presidente Francisco Guterres, poiché è venuta meno la coalizione che lo sosteneva in parlamento. Nella minuscola nazione asiatica con la maggior percentuale di cattolici (il 97% della popolazione) si apre dunque una nuova stagione di instabilità politica, iniziata con i ripetuti e fallimentari tentativi del premier di approvare il piano di spesa per il 2020. Decisivo è stato il ritiro del partito di maggioranza – il National Congress for Timorese Reconstruction (Cnrt) dell'eroe indipendentista Xanana Gusmao – dall’alleanza di governo.

“Ho inviato una lettera (dimissioni) al presidente”, ha dichiarato ai cronisti Taur Matan Ruak (al secolo Jose Maria de Vasconcelos) dopo aver incontrato il presidente Francisco Guterres. Ruak ha spiegato di esser pronto a rimanere in carica fino all'accettazione delle dimissioni, in modo da “garantire le attività di governo nel nostro Paese”. Il premier era appoggiato da una coalizione a tre partiti, l'Alleanza del cambiamento per il progresso (Amp). Questa ha vinto 34 dei 65 seggi in palio alle elezioni parlamentari di maggio 2018, la quinta votazione dall'indipendenza dall'Indonesia nel 2002. Ma da allora vi sono stati occasionali stalli politici e crescenti tensioni dopo che il presidente, che appartiene al partito d’opposizione Fretilin, ha respinto alcuni ministri proposti da Gusmao, per accuse di corruzione. Tre giorni fa Gusmao ha annunciato una nuova coalizione a sei partiti che controlla 34 seggi senza il partito di Ruak. Il primo presidente di Timor Est ed ex premier ha dichiarato che si prepara a formare un nuovo governo.

Negli ultimi anni, la più giovane democrazia d'Asia ha sofferto di un’instabilità politica che ha ostacolato gli sforzi per ridurre la povertà, eliminare la corruzione e sviluppare le sue ricche risorse di petrolio e gas. Il settore energetico ha rappresentato circa il 60% del prodotto interno lordo nel 2014 e oltre il 90% delle entrate pubbliche. Negli ultimi 10 anni le politiche governative si sono concentrate soprattutto su progetti infrastrutturali ed un fondo petrolifero in declino per rilanciare l’economia. Tuttavia, la nazione ha fatto pochi progressi nelle aree rurali, dove vive quasi il 70% dei circa 1,3 milioni di est-timoresi. Una recente indagine condotta dalle Nazioni Unite ha rivelato che circa metà dei cittadini vive al di sotto della soglia di estrema povertà, fissata a 1,90 dollari Usa al giorno, ed il 50% dei bambini sotto i cinque anni soffre di complicazioni alla crescita fisica e mentale dovute alla malnutrizione.

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